Germania-Olanda, arbitro in lacrime consolato da Van Dijk per la perdita della madre

Pubblicato il autore: Stefano Trentalange Segui

Memphis Depay – Foto Getty Images© scelta da SuperNews

A chi si interroga se ci sia rimasto ancora un briciolo di umanità nel mondo del calcio spesso la risposta è negativa. Ci si chiede spesso, in particolare, se il calcio sia diventato solo puro business o ci sia possibilità che un calciatore abbia ancora interesse per tutto il mondo che lo circonda durante una partita, evitando comportamenti altezzosi e spocchiosi che possano far credere il contrario. Sul rettangolo verde, infatti, spesso si vedono scene in cui l’arbitro viene costantemente sottoposto agli insulti beceri da parte dello stadio, il cui pubblico talvolta viene aizzato anche dal clima teso e sospettoso creato ad hoc dai dirigenti e dai giocatori dei club in questione.

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Nella partita di Nations League tra Germania e Olanda giocata ieri sera alla Veltins Arena di Gelsenkirchen, invece, non si è verificato niente di tutto questo. L’arbitro è stato sì il protagonista indiscusso, ma non a causa di un suo errore decisivo per il risultato finale del match.
Dopo il triplice fischio di una partita che rischia di condannare la Germania alla seconda fascia nei sorteggi dei gironi di qualificazione a Euro 2020, il carismatico difensore Oranje Virgil Van Dijk si è avvicinato al direttore di gara rumeno Hategan e lo ha abbracciato con tutto l’affetto che poteva dimostrargli in quel momento.
Il gesto, che per i complottisti potrebbe suonare come un campanello d’allarme per la regolarità dell’incontro, è stato dovuto alle lacrime dell’arbitro scoppiato a piangere dopo aver finito il suo lavoro.

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È lo stesso Van Dijk a spiegare alle tv olandesi il perché di un atto così di cuore da parte sua nei confronti non di un arbitro, bensì di un essere umano in quel momento in preda allo sconforto: “Ho visto dal suo volto che stava iniziando a piangere a dirotto, perché purtroppo sua madre è morta di recente. Io non ho fatto altro che dirgli di essere forte e che aveva fatto un buonissimo lavoro in partita. Lo reputo un piccolo gesto, ma spero davvero che gli sia stato un po’ d’aiuto”.
Un tale segno di vicinanza mostrato da un calciatore nei confronti di un arbitro non è cosa di tutti i giorni e può rappresentare davvero un modo per sfatare il tabù secondo cui nel mondo del calcio l’avidità e l’egoismo la fanno da padrona.
Il difensore classe 1993 del Liverpool è stato quindi doppiamente autore di una grande prestazione. Innanzitutto, Van Dijk ha firmato la rimonta del 2-2 con cui gli Oranje si sono qualificati alla Final Four e hanno bloccato una Germania deludente e retrocessa in Serie B di Nations League. Il difensore si è poi reso autore del gesto consolatorio che ha fatto il giro del mondo per la bontà e la sincerità che hanno spinto il giocatore ad agire quasi da amico nei confronti di una figura troppo spesso vista ingiustamente dai protagonisti in campo come disumana e priva di sentimenti.
Nessuno sa se l’abbraccio vigoroso di Van Dijk servirà a lenire, almeno in parte, le ferite di una perdita così atroce come nel caso di una madre, ma non c’è dubbio su un dato di fatto: nel calcio regnano ancora sentimenti positivi e genuini da salvaguardare ad ogni costo.

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