Mourinho corteggiato dal Real Madrid, un ritorno (s)gradito.

Pubblicato il autore: Massimiliano Faraon Segui


Josè Mourinho è uno dei possibili subentranti a Santiago Solari sulla panchina del Real Madrid, questo è quanto riferito in esclusiva dalla testata inglese “The Sun” (qui l’articolo). Dopo la prima metà di stagione condotta in maniera a dir poco insoddisfacente da Lopetegui, Florentino Peréz ad inizio novembre 2018 promosse come allenatore ad interim Santiago Solari in qualità di traghettatore, nonostante gli sia stato proposto un contratto fino al 2021. La svolta però non c’è stata, dopo alcune vittorie iniziali sembra che il Real Madrid fatichi di nuovo ad essere la corazzata invincibile che abbiamo visto sotto la guida di Zinedine Zidane nelle tre stagioni precedenti. La squadra recente vincitrice del mondiale per club si trova alla 19° giornata con ben 10 punti meno della capolista blaugrana, agli ottavi di Champions ma con qualche figuraccia (come la doppia sconfitta contro il CSKA) ed agli ottavi di Copa del Rey che si giocheranno oggi contro il Leganes. A generare preoccupazione sono gli due ultimi risultati arrivati in campionato, il pareggio per 2-2 alla 17° giornata di Liga contro il Villareal (situato in zona retrocessione) e soprattutto la sconfitta in casa per 2-0 contro la Real Sociedad arrivata alla 18° giornata. Ecco quindi che subentra il nome, di sicuro non di basso profilo, di Josè Mourinho. L’allenatore portoghese è ancora alla ricerca di una squadra dopo l’esonero dal Manchester United avvenuto poco prima di Natale e tra le varie squadre a volerlo ci sono proprio i galacticos, oltre al Benfica che lo vorrebbe per un aspettato ritorno in patria.

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C’è da dire però che il suo più che un benvenuto sarebbe un bentornato. Lo special one infatti già condusse il Real Madrid per tre stagioni dal 2010 al 2013 subentrando all’epoca a Manuel Pellegrini. Con il suo operato Mourinho portò a casa alla prima stagione, 2010/11, una Copa del Rey battendo il Barcellona per 1-0 in finale. Durante la stagione 2011/12 conquistò La Liga e nell’agosto del 2012 vinse anche la Supercoppa di Spagna. In Champions arrivò per tre volte in semifinale venendo poi eliminato prima dal Barça, quindi Bayern Monaco ed infine Borussia Dortmund. Il bilancio quindi non è del tutto negativo, il tecnico riuscì comunque a portare a casa i suoi tituli. Ciò che infatti fece rompere il rapporto tra l’allenatore ed il Real fu la degenerazione del rapporto tra questo ed i suoi giocatori, proprio come avvenuto al Manchester United con Pogba. Innanzitutto con Iker Casillas, relegato per scelta tecnica a secondo portiere dopo una vita da titolare e da capitano della squadra, e poi non mancarono i malumori per via di quello che i giocatori considervano una maniera di giocare imposta da Mourinho molto difensiva e che portò ad una serie di sconfitte rimediate contro i rivali di sempre del Barcellona.

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Le così dette minestre riscaldate non convincono la maggior parte delle volte. Oggi però andando a confrontare i blancos del 2012 con quelli del 2019 vediamo come la composizione dell’11 titolare sia cambiata e che seppur alcuni sono rimasti (la bandiera del club Sergio Ramos, Bale, Marcelo, Benzema) la presenza di volti nuovi potrebbe assicurare un nuovo rapporto, questa volta pacifico, tra l’allenatore e lo spogliatoio.

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