Sei Nazioni: Galles primo a punteggio pieno con un gioco spettacolare

Pubblicato il autore: marco.stiletti Segui


Il Galles è la sorpresa di questa edizione del Sei Nazioni. Ha vinto tre partite su tre, tra cui una contro l’Italia nella prima giornata. Sconfiggendo l‘Inghilterra 21-13, gli uomini di Warren Gatland hanno conquistato non solo il terzo successo, ma sono saliti anche al primo posto.  Il pomeriggio di sabato si era aperto con la vittoria della Francia, che a Parigi ha sconfitto per 27-10 la Scozia, conquistando il primo successo nel torneo: la squadra del ct Jacques Brunel conquista anche il punto di bonus e sale al terzo posto in classifica con 6 punti, scavalcando proprio gli scozzesi.

Una squadra solida che soprattutto in questo periodo fa sognare. Il romantico e bellissimo Galles che ogni anno sperimenta, improvvisa e conquista come una poesia di Dylan Thomas. Non vince il Sei Nazioni dal 2013 e l’esordio a Parigi sarà come guardarsi allo specchio: questa squadra può tornare a fare cose memorabili o perdere ancora inesorabilmente? Questo responso tra qualche settimana avrà la sua risposta.

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Warran Gatland, l’allenatore giura che le partite di ottobre siano servite a preparare il Sei Nazioni, insomma una generazione di talenti: Tomos Williams, Adam Beard e Josh Adams su tutti. Già lo scorso anno il torneo ci aveva consegnato una immagine del Galles: una squadra conservatrice, dedita ai propri principi ovali fino all’ostinazione, una pattuglia di veterani e restii ad arrendersi alla sconfitta e, mettiamola così, al progresso. Entrambi risultati che, inevitabilmente, sono arrivati.

Nel frattempo è passato un anno, vincendo a Roma e, a sorpresa, in casa contro l’Irlanda tagliando definitivamente le gambe alle speranze di successo di Sexton e compagnia, già di per sé appese a un filo. Quindi alcune cose sono cambiate dalle parti di Cardiff. Il gioco dell’ex allenatore dei British&Lions è risultato meno fisico, giocato più a tutto campo e con meno linee dirette. Unica cosa che potrebbe non portare Gatland al successo è l’assenza di uomini chiave. Gatland si trova, infatti, sfornito di alcuni giocatori chiave: l’intera terza linea principalmente dei senatori (Lydiate, Warburton, Faletau) è ferma ai box. Proprio l’assenza di questi potrebbe non garantire profondità e il loro rugby, che ultimamente è stato sempre motivato e divertente e quindi vincente, potrebbe trasformarsi in stato di calo.

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Inoltre c’è da registrare l’ultimo infortunio in ordine cronologico, quello di Rhys Web. Una grave assenza del numero 9, seppure è vero che il ‘suo primo sostituto Gareth Davies ha finora disputato una eccellente stagione.    Il problema non è solo il lungo elenco degli infortunati, ma anche la loro incisività sulle prestazioni della squadra: Faletau, Webb e Biggar non sono solo tre giocatori di assoluto valore, ma rappresentano anche quella che fino ad oggi è stata la spina dorsale della squadra di Gatland.  Infine, c’è la questione dell’estremo, più filosofica che legata alla forma fisica. Leigh Halfpenny è uno dei migliori calciatori del mondo ovale dalla piazzola e un ottimo difensore,  ma ha delle chiare carenze, dovute anche ai suoi problemi di infortuni, nel contrattacco dalla profondità del campo e nella generale pericolosità palla in mano.

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