Gian Carlo Minardi a SN: “Hamilton ora favorito per il Mondiale ma la Ferrari può ancora dire la sua”

Pubblicato il autore: Mattia Clementoni Segui


SuperNews ha intervistato in esclusiva Gian Carlo Minardi, fondatore dell’omonimo team di F1 in gara dal 1985 alla fine della stagione 2005 quando venne acquisito dalla Red Bull per la creazione del team Toro Rosso. Abbiamo parlato con l’imprenditore di Faenza del Mondiale di F1 analizzando le ultime due gare, segnate da errori dei piloti della Ferrari e dai problemi tecnici che la scuderia di Maranello ha patito nel Gran Premio di Sepang.

Come valuta sino ad ora questo mondiale di F1, ha apprezzato le novità tecniche delle vetture introdotte dal regolamento?
La F1 deve essere la massima espressione che l’automobilismo da corsa può dare. Al di la che possa piacere o meno, queste vetture sono le più avanzate dal punto di vista tecnologico e quindi va bene così.

Cambierebbe qualcosa della formula con cui si svolgono i Gran Premi?
Darei la possibilità ai team di fare più test perché comunque spendono molti soldi per fare prove indoor.
Leverei un po’ di aerodinamica alle vetture.   Le auto di oggi sono troppo sofisticate e questa esasperazione è anche molto costosa dal punto di vista della ricerca.

Le ultime due gare hanno mostrato una Ferrari molto veloce e competitiva ma anche incredibilmente sfortunata. Come valuta il momento del Cavallino e i problemi tecnici patiti a Sepang da entrambe le vetture? Può essere un campanello d’allarme per la Scuderia di Maranello?
Quando ci sono degli errori da parte dei piloti, come a Singapore, e quando ci sono problemi tecnici, come a Sepang, non si può chiamare in causa la sfortuna. Purtroppo questo fa parte delle corse, il nervosismo e la tensione è ai massimi livelli in quanto la battaglia è fra due piloti e chi farà meno errori in questa seconda parte del mondiale si aggiudicherà il titolo. Nella prima metà del campionato sia Hamilton che Vettel non erano stati esenti da sbavature ma mi auguravo e speravo che il tedesco in questa parte finale facesse meno sbagli del suo rivale. Purtroppo in questo momento ne ha fatti di più rispetto all’inglese.
L’affidabilità, purtroppo, fa parte di una esasperata ricerca e rincorsa che la ferrari sta portando avanti nei confronti della Mercedes. Quando devi inseguire e portare novità ad ogni gara, è necessario estremizzare la ricerca. Può succedere, anche se non dovrebbe, che al controllo qualità sfugga qualcosa ed è proprio quello che è accaduto in Malesia.
Il campionato ora ha preso una piega in favore della Mercedes e di Hamilton ma mancano ancora cinque Gran Premi e determinante può essere proprio quello del Giappone di domenica. Se la Ferrari, come ha dimostrato poi in gara, senza errori da parte di Vettel e senza problemi, riescirà ad avere una macchina competitiva e a vincere, potrà ancora dire la sua. Ovviamente dobbiamo sperare che qualche errore lo faccia anche la Mercedes o Hamilton. Questo è fuori discussione.

La partenza di Singapore in questo momento può essere considerata la foto del Mondiale. C’è un responsabile in particolare dal suo punto di vista?
Hanno sbagliato un po’ tutti e tre (Vettel, Verstappen, Raikkonen), ma in particolare ha sbagliato Vettel. Ha sbagliato la partenza, ha stretto verso sinistra dove invece, a Singapore, su dieci partenze fatte, nove volte il leader è partito dritto perché in fondo al rettilineo c’è una curva particolare. La strada svolta a sinistra con una esse che porta alla terza curva ancora a sinistra  e che se, come ha fatto Hamilton, viene impostata larga all’esterno, permette di affrontarla meglio e uscire in testa da questa porzione del tracciato. Il terzo errore è che Vettel avrebbe dovuto fare la gara su Hamilton visto che si trovava a otto punti di distanza dall’inglese. In ogni gara avrebbe dovuto concentrarsi a portare via punti al suo avversario in maniera costante e invece in quella occasione ha sbagliato un po’ tutto.

Se lei fosse stato il team manager della Ferrari, in quella situazione, si sarebbe augurato una partenza così aggressiva di Raikkonen o avrebbe preferito vederlo in controllo su Hamilton che partiva dietro?
Io non sono un Team manager della Ferrari e non ho partecipato al briefing pregara, quindi non posso dare una risposta. Certamente, pur avendo fatto una grandissima partenza, non so’ se poi Raikkonen sarebbe riuscito a passare primo alla prima staccata o se quello che poi è successo poteva succedere comunque al momento della frenata. Se fossi stato in Raikkonen avrei optato per un altro tipo di soluzione. Anche lui doveva fare un altro tipo di gara. Una corsa non per andare in testa o battere il suo compagno di squadra, ma, visto che è un dipendente e un pilota Ferrari dovrebbe gareggiare per favorire la Ferrari. Al suo posto avrei fatto una partenza verso Hamilton, non verso l’esterno.

Domenica si corre in Giappone. Suzuka è una pista tecnicamente favorevole alla Ferrari?

Diciamo che in Giappone la squadra da battere è ancora la Mercedes, campione del mondo, in testa al campionato piloti e costruttori.
Suzuka è una pista particolare, molto tecnica ed è un circuito storico dove ogni errore si paga caro perché non ci sono tutte le vie di fuga presenti nelle piste moderne. E’ un circuito tosto e impegnativo. Auguriamoci che le Ferrari in gara possano mettere in difficoltà e sotto pressione la Mercedes. Solo con la pressione un pilota può sbagliare e un team  può commettere degli errori di affidabilità.

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