Dakar 2020: la tappa n°8 all’outsider Serradori. Alonso si supera.

Pubblicato il autore: Andrea Badiali Segui

Una giornata particolare termina con un podio inedito. Sainz resta in testa nella generale ma i distacchi si sono assottigliati.

L’ottava tappa della Dakar 2020 ha visto al via solo veicoli dotati di volante; le moto e i quad, infatti, sono rimasti al bivacco per rispetto nei confronti del compianto motociclista portoghese Paulo Goncalves, morto in corsa ieri all’eta di 40 anni. L’atmosfera piuttosto pesante che si è respirata durante tutta la giornata è stata, in parte, mitigata dalla felice vicenda sportiva del vincitore di tappa, Mathieu Serradori che, grazie al successo di oggi, ha ottenuto un traguardo importante e per certi aspetti “storico”: era da più di trent’anni che un team privato non conquistava una vittoria parziale alla Dakar. Prima del francese ci riusci il belga Guy Deladriere in occasione della penultima prova dell’edizione 1988.
Ma Serradori aveva già mostrato durante tutta la prima settimana di gara qualità velocistiche e una promettente costanza di rendimento. Correre la Dakar, però, vuol dire inseguire un ottovolante di emozioni, in questa competizione gli dei del rallyismo posso inalzarti e lasciarti precipitare con una facilità disarmante e il francese ha potuto saggiare sulla sua pelle queste dinamiche.
Proprio in occasione della tappa n°7, infatti, Serradori e il navigatore Fabian Lurquin erano rimasti incastrati in cima ad una duna, perdendo minuti preziosi e posizioni in classifica. Una volta liberati dalla morsa del deserto, i due si sono classificati in 21esima posizione. Ma non tutto il male ha nociuto all’equipaggio francofono che, il giorno successivo, partendo dalla pancia della carovana, ha potuto beneficiare delle traiettorie dei piloti più veloci sfruttando, quando possibile, le loro indecisioni a proprio favore e costruendo, in questo modo, una vittoria insperata.
Proprio le grandi leggende della Dakar 2020 sono mancate all’appello dell’ottava tappa, in particolare i tre grandi rivali Carlos Sainz, Nasser Al Attiyah e Stephan Peterhansel. Per loro il “circuito” costruito nella regione di Wadi Al Dawasir ha rappresentato un vero “cerchio di fuoco”: non potendo seguire le tracce dei motociclisti, assenti per l’occasione, i tre contendenti hanno perso completamente velocità e ritmo, accontentandosi del marcamento “a uomo” fino al traguardo. In queste condizioni il leader della classifica generale ha avuto la peggio: Carlos Sainz è riuscito a limitare i danni con un 15esimo posto assoluto. Il risultato non aiuta, però, lo spagnolo nella lotta per la vittoria finale dato che il suo più diretto rivale, Nasser Al Attiyah, 11esimo, ha recuperato quasi quattro minuti sul totale dei dieci che lo separavano dalla vetta occupata dal “Matador” mentre il compagno di squadra Peterhansel si è issato in nona posizione vincendo il triello di giornata e rimanendo così terzo nella generale. Tutto questo a favore di uno spettacolo che speriamo continui, per il bene dello sport e della Dakar, fino alle ultime battute del Raid.

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Dakar 2020: sul podio di giornata salgono Alonso e Terranova.

Mancato lo show delle leggende, ci hanno pensato gli “outisder” di lusso a darsi battaglia per la vittoria.
Nei primi chilometri, in particolare, la vetta della classifica era apparsa saldamente nella mani del sauida Yazeed Al Rajhi che ha condotto le operazioni davanti a Serradori, Terranova e il connazionale Seaidan. La rimonta del francese è arrivata a compimento al km 212, a quel punto Al Rajhi è passato secondo seguito da Terranova. L’argentino è quindi stato scalzato dal podio virtuale in favore della MINI ALL4 Racing di Seaidan che però ha perso contatto con i primi dopo il km 418 a causa di uno stop prolungato. Bloccato nella sabbia l’equipaggio n°324, si è assistito alla rimonta di Fernando Alonso a bordo del Toyota Hilux n°310.
Il bicampione di Formula1 ha dimostrato di trovarsi perfettamente a proprio agio tra le dune e forse solo una foratura nel corso della prova ha impedito allo spagnolo la conquista della sua prima tappa alla Dakar 2020. La seconda posizione di giornata, però, resta il migliore risultato dell’asturiano da quando ha iniziato a prendera confidenza con gli sterrati, le note e la navigazione e questo non può che essere di buon auspicio per il prosieguo della maratona motoristica. Ecco le sue parole all’arrivo:

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“Abbiamo vissuto una giornata fantastica. Marc (Coma) è stato magico per la navigazione e tutto il resto. Abbiamo subito una foratura e abbiamo perso il ritmo, altrimenti la prova sarebbe stata perfetta. Ho beneficiato della partenza dalle retrovie. Siamo certamente felici di aver terminato la giornata senza problemi di rilievo. La tappa è stata molto veloce. Per quanto riguarda le dune mi sono trovato da subito molto bene e sento di poter avere un buon ritmo. Mi sono divertito molto in questa seconda settimana di Dakar”.

Dietro Alonso un redivivo Orlando Terranova, giunto terzo assoluto, ha marcato il miglior tempo di giornata per il marchio MINI nonostante alcuni problemi fisici patiti dal pilota sudamericano stiano compromettendo il passo dell’equipaggio argentino che comunque non sembra intenzionato a mollare. Dopo Terranova troviamo in quarta posizione Giniel Del Villiers, per i colori Toyota Gazoo Racing, il quale precede il padrone di casa  Al Rajhi, il polacco Przygonski e il duo olandese Ten Brinke – Van Loon.
Completano la Top10 il nono posto di “Mr. Dakar” Stephan Peterhansel e il decimo di un Nani Roma in versione formica che, passo dopo passo, sta facendo salire in graduatoria i tedeschi del team Borgward dopo un inizio non certo sfavillante.
Ma nella Dakar, si sa, non è possibile tirare somme, stilare classifiche e scrivere giudizi fino al termine dell’ultima giornata di gara. Specie quando mancano ancora quattro tappe e migliaia di chilometri. Per quanto riguarda la prossima prova, quella del 14 gennaio, la Wadi Al Dawasir – Haradh, è interessante notare come dopo giorni di sabbia e dune vi sia un ritorno, per alcuni piloti non molto gradito, alla terra e alle pietre. Lungo i 41okm cronometrati previsti, i piloti dovranno dosare bene freno e acceleratore perchè alle grandi distese di sabbia si sostituiscono tratti decisamente più accidentati dove la precisione e l’esperienza portanno fare la differenza sulla velocità pura.

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