Trento-Perugia, tutti i numeri della sfida in semifinale


Trento-Perugia è stata una semifinale degna di questo nome. La Superlega italiana, il campionato forse più competitivo al mondo, ha offerto un'altra prova di grande spettacolo con 5 gare che sono state sempre tirate e piene di grandi campioni. Ma vediamo alcuni numeri che fotografano questa semifinale così equilibrata che si è decisa in favore di Trento solamente all'ultima partita.

Trento-Perugia, l'importanza del fattore campo

Cinque partite e tutte vinte dalla squadra che giocava in casa. Poche volte come in questo caso la sfida tra le due compagini per un miglior piazzamento nella regular season ha avuto così tanto peso. A posteriori sembra tutto così automatico: Trento è arrivata seconda e ha avuto la possibilità di giocare 3 gare su 5 al Palatrento dove non ha mai perso in stagione ed ecco spiegato il passaggio in finale. Ma anche a livello di numeri e statistiche viene dimostrata l'importanza di giocare fra le mura amiche con la Diatec che è forse la squadra, tra le semifinaliste, con le maggiori differenze tra rendimento interno ed esterno(riscontrabili anche in Europa). In primis in attacco e in ricezione. Nelle tre partite in casa la squadra di Lorenzetti ha avuto percentuali di perfezione del 29%, 27%, 25%, mentre in trasferta un misero 15% e 16%; in attacco invece in casa la squadra ha lavorato sempre oltre al 50%(con il picco del 62& in gara 5), mentre fuori le percentuali si sono attestate al 47% e al 45%. E guardando anche i dati individuali si registrano numeri interessanti. Il caso emblematico è quello di Lanza che al Palatrento ha fatto registrare in attacco il 53%, il 50% e il 73%, mentre al Palaevangelisti il 28% e il 41%. Perugia risente in maniera meno negativa dell'aria di trasferta. Soprattutto in gara 1 i numeri dei ragazzi di Bernardi sono molto buoni. Ma sono gara 3 e gara 5 sotto gli standard offensivi(meno del 50%) a far precipitare la media. Anche qua è interessante vedere i tabellini individuali nei quali si vede come Atanasijevic non replichi mai il 57% e il 58% in casa(dove crolla al 44% in gara 5); soprattutto sono tanti gli errori in attacco in trasferta di uno dei bombardieri più forti del nostro campionato.

Trento-Perugia: in battuta l'obiettivo è Berger

Tra gara 1 e gara 2 c'è stato un doloroso imprevisto per Perugia con l'infortunio di Aaron Russell che ha messo fuori causa l'americano per il resto della stagione. Dentro quindi Berger che non ha mai deluso in stagione(soprattutto in Champions League). Certo è che Russell garantiva un altro tipo di presenza e soprattutto un po' di esperienza in più in alcuni frangenti. E infatti Lorenzetti individua in lui l'obbiettivo delle battute di Trento. La distribuzione delle battute tra i ricevitori è sbilanciata verso il martello belga chiamato molte più volte in causa rispetto ai compagni. Una controprova ce la offre gara 1 dove c'era Russell(che ricevette 11 palloni) e dove invece fu cercato Zaytsev(per ben 38 volte). L'inizio di gara 2 è stato negativo, e la partita si concluse con il 19%. Male anche in gara 3 con il 16%, mentre in crescita in gara 4 e in gara 5. In generale però addirittura 39 ricezioni negative e una costante sensazione di incertezza che non ha giovato.

Trento-Perugia: Giannelli e i suoi centrali

Arma privilegiata di Giannelli e di Trento sono stati i centrali. Il giovane palleggiatore italiano offre palloni al centro praticamente in ogni situazione e anche con la palla staccata. Salvataggi a filo rete e alzate tese e velocissime sono all'ordine del giorno per il talento bolzanino che però ha il supporto di una coppia di centrali che ha sbagliato veramente poco n questa serie di semifinale. Van De Voorde e Solè in 5 partite hanno attaccato la cifra tonda di 100 palloni a cui bisogna aggiungere i 5 serviti a Daniele Mazzone. E i due titolari hanno fatto ben 67 punti con percentuali di attacco molto alte. L'argentino in particolare è stato la solita certezza con picchi dell'88% in gara 5(mentre il peggior risultato è stato il 58% di gara 3). Il confronto con i centrali di Perugia è impietoso: 40 palloni per Podrascanin, solo 26 per Birarelli. Praticamente un terzo in meno. Anche queste soluzioni hanno cambiato la serie perché spesso i centrali della Diatec hanno attratto quelli della Sir liberando con il muro a uno le bande che hanno avuto gioco più facile nell'attaccare.