Romantada Champions: la Roma asfalta il Barcellona

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Si è tutto vero, il sogno continua. La Roma approda alle semifinali di Champions League dove non arrivava del lontano 1984 (quando la denominazione era ancora Coppa dei Campioni, arrivando alla fatidica e sfortunata finale dell'Olimpico contro il Liverpool) grazie ad una partita perfetta, "asfaltando" (in una città che vive perennemente il problema delle buche) il Barcellona di Messi e compiendo un miracolo calcistico al quale in pochi credevano, a partire dagli scettici social che pubblicavano sfottò su De Rossi e Manolas (rei di aver macchiato la gara d'andata con due autoreti, ma autori delle reti decisive ieri sera); sulla presunta data/anniversario della sconfitta di Manchester con i "reds" per 7-1 e con la presenza di Sir Alex Ferguson in tribuna, facendola passare per una gaffe societaria; per finire con la vendita dei biglietti su internet dopo la sconfitta dell'andata dagli occasionali di turno, dopo che i biglietti sono andati esauriti in poche ore al momento del sorteggio
Romantada
Il campo ha subito dato il segnale giusto, grazie anche alla cornice di pubblico giusta e alla serata perfetta, con mister Eusebio Di Francesco che cambia modulo rendendo il Barcellona inoffensivo per tutta la gara e mettendo in campo una squadra perfetta che ha visto in Edin Dzeko il migliore in assoluto. Rendendo (lui e tutta la Roma) alla competizione una squadra diversa da quella vista sinora in campionato, infatti in Champions League la Roma ha fatto fuori compagini del calibro di Chelsea; Atletico Madrid; Shaktar Donetsk e Barcellona molto più preparate proprio dei giallorossi su questi palcoscenici. Ma il ruolino di marcia della compagine giallorossa nella coppa dalle grandi orecchie, recita su dieci gare sin qui disputate: cinque vittorie (Chelsea; Quarabak due volte; Shaktar Donetsk e Barcellona); due pareggi (Atletico Madrid e Chelsea); e tre sconfitte (Atletico Madrid; Shaktar Donetsk e Barcellona), rendendo l'Olimpico un fortino inespugnabile, ma non disdegnando il voler far bene anche fuori casa andando a giocare a viso aperto a Londra; Madrid; Donetsk e Barcellona. E tutto questo è merito del tecnico che (tacciato di inesperienza per una competizione del genere) con professionalità; serietà e cultura del lavoro sta provando a cambiare mentalità alla Roma (squadra) e a Roma (città)
Possibili scenari
Ora? L'appetito vien mangiando, e venerdì al tavolo dei sorteggi la Roma non si presenterà solo come la cenerentola visto che ha meritatamente guadagnato le semifinali, e come ha detto mister Eusebio Di Francesco bisogna pensare in grande ed aspirare alla finale di Kiev, intanto ci sarà da pensare al derby di domenica prossima per difendere il terzo posto anche se ora sarà difficile non pensare alla Champions League, e se la Roma a perso terreno in campionato e proprio per l'ottima Champions League disputata (vedi il Napoli che per stare il più vicino possibile alla Juventus ha mollato e perso terreno nelle altre competizioni), ora come fu per la Roma di Falcao & co. la speranza e di arrivare in fondo e trovare il Liverpool per cancellare quel 30 maggio 1984; per cancellare le vedove di Salah e per cancellare il 26 maggio (data della finale di Champions League) degli "altri", venerdì il sorteggio, ora si preoccupino gli altri, la Roma è tornata!