E se gli allenatori di calcio lavorassero in ufficio?

during the Premier League match between Chelsea and Leicester City at Stamford Bridge on January 13, 2018 in London, England.

Foto originale Getty Images © scelta da SuperNews

Ci ricordiamo tutti la corsa di Carletto Mazzone verso la curva avversaria. Era l’ormai lontano 2001 e durante il derby, sotto di due gol, Mazzone non riesce più a sopportare le provocazioni di alcuni supporters dell’Atalanta. Sul pareggio di Baggio dà sfogo a tutta la sua rabbia repressa. Si scaglia contro la tifoseria avversaria agitando in aria il pugno chiuso in una corsa accecata dalla rabbia. Questo è solo uno dei tanti episodi che si sono verificati nella storia del calcio, non solo nel campionato italiano ma anche negli altri paesi.

Il mondo del pallone, a livello professionistico è un ambiente lavorativo sui generis che sebbene caratterizzato da molti valori e tratti tipici degli ambienti lavorativi aziendali più tradizionali, per certi versi consente ai suoi professionisti di avere atteggiamenti, a volte plateali, che difficilmente verrebbero tollerati in un ufficio.

Il blog di Viking Italia ha raccolto alcuni degli episodi più famosi avvenuti nei campionati europei e ha chiesto all'illustratore Emanuel Wiemans di creare delle vignette immaginando come si comporterebbero gli allenatori se lavorassero in ufficio. Il risultto è molto divertente e lascia spazio anche ad alcune riflessioni sulle differenze tra stili manageriali in panchina e in azienda.

Osvaldo Danzi, specialista nel campo delle risorse umane ha commentato per Viking Italia questi episodi affermando: "Questi esempi sono la dimostrazione che anche nello sport, come nelle aziende, non sempre i comportamenti sono virtuosi. Da Mpourinho a Mazzone al più recente episodio capitato a Valentino Rossi o in tempi ancor più lontani la testata di Zidane a Materazzi, o ancora la famosa "mano de Dios" di Maradona evidenziano che la competizione a livelli professionali è fortemente caratterizzata da episodi deplorevoli e da manager vincenti sul campo ma perdenti eticamente. Atteggiamenti di questo tipo in aziende strutturate non sarebbero mai accettati e anzi, sarebbero sanzionati pesantemente".

Nel commentare il parallelo tra panchina e ufficio, l'esperto di HR prosegue: "Non si dovrebbe mai arrivare a questo livello di tensione in azienda. Un capo deve saper gestire i propri collaboratori con grande obbiettività. Là dove il carattere non aiuta, vengono in soccorso corsi di formazione, coaching personale e attività di team building per insegnare alle persone a lavorare insieme".