Milan fuori dall'Europa League. Ad Atene si materializza il disastro

Samu Castillejo - Foto Getty Images© scelta da SuperNews
Disastro Milan: ciò che non doveva accadere, puntualmente è accaduto. I rossoneri escono sconfitti, per 3-1, dalla trasferta greca in casa dell'Olympiacos, salutando, così, la propria partecipazione all'Europa League. La banda guidata da Gennaro Gattuso viene eliminata chiudendo il gruppo F a quota 10, a pari merito proprio con l'Olympiacos, posizionata meglio, però, a causa della differenza reti. In testa il Betis Siviglia con 11 punti all'attivo, fanalino di coda, invece, il Dudelange a 1. Higuain e compagni sarebbero stati eliminati solo se avessero subito un ko per 2-0 oppure 3-1, e così è stato.
Una gara folle è andata in scena al "Karaiskakis" di Atene, un catino bollente tinto di bianco e rosso. Dopo un primo tempo in cui Reina ha dovuto arginare, sin da subito, un tentativo di Guerrero e gli ospiti si sono fatti vedere dalle parti di Josè Sa con Cutrone, è nella ripresa che si accende il match. Al 60' su dormita generale, da una battuta di un calcio d'angolo, l'Olympiacos passa in vantaggio con il difensore centrale Cisse, abile nel ribadire in rete una sua precedente conclusione smorzata sulla linea da Higuain. Trascorrono appena dieci minuti e da un tiro da fuori area di Guilherme, è Zapata a deviare la traiettoria del fendente, mettendo fuori causa Reina. I fantasmi dell'eliminazione stanno per comparire, sino a quando, un minuto più tardi, al 71', da un cross dalla bandierina è lo stesso Zapata a svettare di testa non lasciando scampo al portiere avversario. Con il punteggio di 2-1 il Milan, seppur soffrendo e con qualche harakiri di troppo in difesa, guadagnerebbe il pass per i sedicesimi di finale.
Il condizionale è d'obbligo, però, perché all'81' l'arbitro francese Bastien concede un penalty ai greci, alquanto generoso, a causa di un contatto in area di Abate nei confronti di Torosidis. Dagli undici metri si presenta Fortounis che non sbaglia. Gli ultimi minuti di gara mettono in evidenza i continui tentativi da parte del Milan di non abbandonare l'Europa League, attuando un forcing asfissiante ma non proficuo. I rossoneri escono inaspettatamente dalla competizione europea.
Intervistato dai giornalisti, Gattuso non ha voluto puntare il dito sul calcio di rigore concesso contro, quanto piuttosto sulla mentalità dei suoi uomini, sulla scarsa concentrazione in episodi chiavi e sulla mancanza di cattiveria al fine di evitare una delle poche sconfitte, in termini di risultati, che avrebbero compromesso il cammino del "diavolo" in questa competizione. In molti hanno deluso: Castillejo è apparso inadeguato in occasione della prima rete subita, così come durante la battuta di un corner a favore. Higuain non ha rappresentato l'uomo della svolta. Nonostante l'investimento estivo, il Milan esce nella fase a gironi dell'Europa League, al cospetto di squadre dal livello non propriamente alto.
La verità è che i rossoneri non dovevano trovarsi lì in quel momento, ossia nell'inferno del"Kariskakis" a giocarsi una qualificazione per il turno successivo, in quanto il rischio di flop fosse piuttosto elevato. Il "diavolo" non supera quest'esame di maturità, l'Europa lo boccia. Per "Ringhio", ora, bisognerà lavorare duramente e a testa bassa, ritrovando convinzione nei propri mezzi. L'obiettivo quarto posto in campionato sarà la priorità assoluta da qui sino al prossimo mese di maggio, in quanto altri impegni, fatta eccezione per la finale di Supercoppa Italiana e la Coppa Italia, non saranno in agenda. Il ko subito contro l'Olympiacos brucia e brucerà tantissimo, perché ha messo a nudo le pecche di una squadra non affatto pronto al definitivo salto di qualità.