Lionel Messi si racconta alla radio ufficiale della Liga

Arrivo di Guardiola
"Ricordo che fu una sorpresa per me, perché mi chiamò il giorno prima della partita, mi fece venire al centro d’allenamento, nel suo ufficio. Mi disse che aveva guardato molto le partite del Real Madrid , come faceva sempre con tutti gli avversari che aveva parlato con Tito e che avevano pensato di farmi giocare come falso-nueve. Che avrebbero messo Eto’o ed Henry larghi e che io sarei stato il falso-nueve: per abbassarmi con i centrocampisti. L'idea era che i difensori centrali mi avrebbero seguito, lasciando spazio perché i due esterni veloci che avevamo potessero affondare alle loro spalle. In effetti, c'è stato un bel goal di Henry che è nato così. È stata una sorpresa per noi e per il Real Madrid. Ricordo in quella partita abbiamo avuto molto possesso, eravamo sempre uno in più in mezzo al campo e io, anche se non avevo mai giocato come centravanti, quella posizione la conoscevo già perché si trattava di partire da dietro per arrivare davanti senza essere un centravanti fisso, quindi non è stato un grande cambiamento neanche per me. Giocavo anche sull'esterno da anni, bene o male in quella posizione sapevo cosa fare".
"Avevo molta più libertà: partivo dall'esterno, ma poi finivo sempre per accentrarmi, sia con David Villa, che con Luis Suarez - perché Neymar giocava largo e avevo già giocato partendo esterno per poi accentrarmi, ma con molta più libertà. mi sono abituato negli ultimi anni ad abbassarmi un po’ di più, a cercare la palla, a stare insieme ai centrocampisti per avere più possesso palla. Questo è successo anche quando abbiamo smesso di giocare con Xavi e Iniesta, perché con loro avevamo molto possesso durante tutta la partita, e da quando non ci sono più ho cominciato ad abbassarmi di più per cercare di creare superiorità, ma sempre pensando di attaccare eanche di segnare. Mi piace arrivare davanti partendo da dietro. Mi sento a mio agio".