Ciclismo, Saracco: "Studi su visiere e mascherine per i ciclisti"

La data per la ripartenza degli allenamenti nello sport è fissata per il 4 maggio. Fatto salvo per possibili slittamenti, data l'imprevedibilità del virus e la valutazione caso per caso su quali sport possano effettivamente assicurare determinate condizioni come il distanziamento tra gli sportivi, il ritorno su strada è ormai alle porte. Molti si chiedono quali siano i comportamenti da adottare per prevenire il pericolo di ulteriori contagi ed evitare così di mettere a rischio la salute di migliaia di ciclisti in tutta Europa. Si stanno quindi cercando delle soluzioni, che per certi versi possono sembrare drastiche, ma che probabilmente si addicono al momento di emergenza che stiamo vivendo.
La prevenzione dal 4 maggio, pronto il dossier
Quali criteri bisognerà seguire una volta dato il via agli allenamenti degli sportivi? Stiamo per farcene un'idea, dal momento che oggi pomeriggio verrà consegnato al Coni un dossier redatto da una squadra di esperti guidata dal Rettore del Politecnico di Torino Guido Saracco. Al Coni, assieme col Governo, spetterà la risposta e la decisione finale.
Lo studio vede coinvolte più di 300 discipline sportive, dal ciclismo alla corsa, dal sumo al tennis, classificate per rischio di trasmissione del Coronavirus (Covid-19). Lo sport si può fare, ma alla sola condizione che tutti siano in sicurezza. "Ognuno protegge tutti" questo lo slogan. I casi da normare sono innumerevoli: luoghi degli allenamenti, esigenze degli sportivi, procedure di sanificazione prima e dopo l'attività, tra le tante cose. L'obiettivo è comunque quello di fornire il documento al Ministro Spadafora entro il 4 maggio e poterlo poi aggiornare progressivamente grazie ai primi feedback.
A partire per primi saranno sicuramente gli sport individuali come il tennis, il golf e la corsa nel caso si riuscisse a rispettare la distanza di sicurezza e a non correre l'uno dietro l'altro. Per gli sport di squadra la questione è più complessa, dove per alcuni casi si potrebbe optare per visiere e mascherine. Il rugby, ad esempio, già di per sé fornisce delle protezioni in questo senso, attraverso le divise con casco e visiera.
Guido Saracco e le ipotesi sul ciclismo
Guido Saracco, figura principale di questo team di esperti, ha così affermato: "Gli atleti corrono tutti un rischio più alto rispetto ad altri. Noi forniremo delle indicazioni, ma a decidere sarà la politica. Al limite si potranno fare dei tamponi prima delle prestazioni sportive, ma questo è un estremo che tocca le logiche della politica."
Poi continua Saracco, focalizzandosi sul ciclismo: "Il ciclismo prevede un movimento relativo delle persone. Quindi la distanza di 10 metri, quando si sta andando ad una velocità di 50 km/h, da un punto di vista di una dispersione di aerosol e di cattura di quell'aerosol da parte del corridore che segue, equivale a meno di un metro. Si possono valutare diverse ipotesi - continua Saracco - come delle visiere che proteggano i corridori. Per le crono individuali, ad esempio, non vedo problemi. Ma ci sono comunque altre criticità che andrebbero approfondite con analisi più specifiche. Questo è un momento difficile di analisi e studio, quindi si può anche arrivare a pensare a delle mascherine con buona traspirabilità, ma dotate di buona filtrazione. Sarebbe il caso di sviluppare nuovi prodotti - conclude Saracco - fare dei "beta test" più approfonditi per mettere tutti in sicurezza il più possibile."