Julio Velasco : uomo di vita e di sport
Julio Velasco, l' attuale direttore tecnico del settore giovanile della FIPAV, dopo aver vinto ogni tipo di titolo sia a livello di club che di nazionale, a cui è mancato solo sfatare il tabù di vincere l'oro alle Olimpiadi ma mai dire mai,
continua ad avere sempre nuove idee e stimoli e a reinventarsi.
Di questa qualità riconosciutagli ne beneficeranno sicuramente le generazioni che avranno a che fare con lui durante questo suo nuovo incarico.
Si deve anche allo stesso l'intuizione della creazione del Club Italia femminile,che gettò le basi per quella nazionale che vinse I mondiali del 2002 in Germania.
" l'intervista di RAI Sport"
In una breve intervista rilasciata all'emittente RAI Sport dalla sua casa sulle colline di Bologna, parla a 360 gradi del periodo difficile che il mondo sta vivendo a causa del nuovo coronavirus.
Non poteva cominciare che citando il calcio, suo primo amore sportivo, in quanto fu tesserato fino ai 15 anni, che secondo lui, a patto che sussistano le condizioni di sicurezza, con il benestare del governo, rappresenta uno svago per chi è costretto a stare sempre in casa per via del covid 19.
Ricordiamo per chi non lo sapesse ancora che Velasco ha avuto anche esperienze dirigenziali nel pallone, prima nella Lazio di Cragnotti e poi per un breve periodo nell 'Inter di Massimo Moratti.
Aggiunge che la ripartenza del calcio non significa il riavvio in automatico, come tutti credono, degli altri sport, perché ogni disciplina sportiva è un mondo a se stante con una propria storia.
"Ipotesi ripresa a porte chiuse"
Tornando a parlare del tema centrale su una ripresa delle partite di pallavolo a porte chiuse, contrariamente a molte opinioni, il direttore tecnico italo-argentino sarebbe favorevole purché si giochi, perché è sempre meglio muoversi che stare fermi, e deve avvenire ovviamente con l'assenso del comitato tecnico scientifico, ma a una condizione, che le riprese televisive siano di alto livello e definizione.
Poi fa un breve accenno ironico sulla improbabile pericolosità del volley, che fino a poco tempo fa era considerato( in seguito ad una ricerca universitaria) lo sport più rischioso a causa della pandemia da coronavirus, cosa ampiamente smentita.
"La generazione dei fenomeni di Velasco"
Velasco racconta di come si sente un affettuoso papà di famiglia verso i campioni da lui allenati , ed è felice di saperli realizzati anche dopo la carriera agonistica e che alcuni di essi hanno cambiato professione con successo, sempre in ambito sportivo, come Lucchetta che fa il commentatore, Zorzi che è diventato un ottimo giornalista e anche se non ha il tempo di citarli tutti, per esempio potremmo aggiungere i nomi di Bernardi, Anastasi e Giani diventati allenatori straordinari.
Alla domanda su chi sono state le persone più importanti della sua vita sportiva, menziona il suo primo allenatore nonché tutti i collaboratori che nel bene e nel male lo hanno accompagnato durante tutta la carriera e lascia intuire che anche se è stato a contatto con storie molto drammatiche durante la dittatura argentina, nella seconda parte della sua vita le cose positive hanno superato ampiamente quelle negative e che lui si sente una persona privilegiata e fortunata.
Al quesito se questa pandemia cambierà le persone, una volta tornati alla normalità, risponde che non crede questa ipotesi possibile ma che allo stesso tempo riconosce che la gente ha dimostrato, in queste circostanze difficilissime, una solidarietà fuori dal comune.
Da ultimo Julio Velasco palesa ancora una volta la sua originalità sul non utilizzo dei social, che continua ad evitare per non lasciarsi intossicare, e chi gli da torto, perché non riesce bene ad identificarsi in questo nuovo e particolare modo di comunicare.
Peccato, perche' noi tifosi lo vorremmo sempre presente sulle varie piattaforme, visto che uomini della sua levatura ne sono rimasti ben pochi in giro, e potrebbero essere una guida per chi cerca spessore e profondità piuttosto che superficialità e approssimazione, che pullulano spesso su questi canali virtuali.