Gianmarco Tamberi incredulo: "Faccio ancora fatica a crederci"

Uno dei volti italiani rappresentativi del 2021 sportivo, oltre a quello di Marcell Jacobs, è quello di Gianmarco Tamberi. L'atleta di Civitanova Marche è riucito nell'impresa di vincere l'oro nel salto in alto ai giochi olimpici di Tokyo. Medaglia d'oro a pari merito con Mutaz Essa Barshim, con la misura di 2,37 m. I due atleti, dopo aver effettuato sei tentativi senza errori fino alla misura di 2,37 m, hanno commesso tre errori alla misura successiva di 2,39 m. Conclusa la gara con una serie identica, il giudice ha avvicinato Tamberi e Barshim spiegando che potevano proseguire la finale con il jump-off (uno spareggio ad oltranza) oppure concordare per una vittoria ex aequo. Su richiesta del qatariota, i due saltatori, legati anche da un rapporto di profonda amicizia, hanno accettato l'oro a pari merito.
Tamberi e l'incredulità: "Ancora non ci credo"
Il tempo si è fermato a quegli istanti. Quasi non ci crede ancora. Non ci credeva nemmeno in quel giorno storico, magico, fiabesco per se stesso che ha conosciuto lo sconforto per l'infortunio e poi la grande gioia per il successo ai Giochi.
"Mi ripetevo ‘non è possibile, non è possibile', è un sogno', e ancora oggi faccio fatica a realizzare la cosa – dice Tamberi, ospite al Festival di Trento -. L'adrenalina era tale che non sono riuscito a chiudere occhio".
Gimbo, aveva gettato il gesso oltre l'asticella, l'ostacolo piazzato a 2.37 metri e poi aveva mostrato quel totem al mondo intero: quel solco che la sofferenza aveva scavato dentro di lui s'era riempito di felicità. Ecco come ha continuato: "L'ho portato per guardarlo e dire a me stesso ‘guarda che hai passato, adesso puoi farcela'. A Tokyo avevo un solo obiettivo, saltare, non fare errori e non mi ero reso conto di aver vinto l'Olimpiade. Quando il giudice si è avvicinato, Barshim (che aveva saltato alla stessa misura, ndr) gli ha chiesto se potevamo avere due ori. E non sono più stato nella pelle".