Chris Froome e la camera iperbarica che gli ha permesso di tornare

Chris Froome e la camera iperbarica hanno incrociato il loro percorso sportivo. Infatti, proprio questa gli ha permesso di recuperare dopo il brutto infortunio. Questa pratica di recupero è stata necessaria dopo l'incidente del 2019 quando il corridore si è schiantato contro un muretto. In quell'incidente riportò fratture alle costole, al gomito, ma soprattutto una frattura di grave entità al femore.
Chris Froome e l'iperbarica. Le dichiarazioni
Il corridore britannico dell'Israel, Froome ha svelato di aver passato quattro giorni in una camera iperbarica. Questa strumentazione simula un’altitudine inferiore al livello del mare, fornendo così una maggiore quantità di ossigeno nell’aria. Questo meccanismo permette di aiutare lo stesso organismo nell’apporto di ossigeno che arriva nei tessuti danneggiati o nelle gravi fratture.
Al riguardo della camera iperbarica, Chris Froome ha dichiarato a VeloNews: "È stata una grande parte del mio processo di riabilitazione. Per la maggior parte dei tre o quattro mesi, ci andavo almeno cinque o sei giorni alla settimana. È stata una parte importante della mia riabilitazione e ho potuto davvero vederne i benefici. La mia gamba era completamente rotta. Era dritto e non potevo spostarlo, e sono stato in grado di strisciare lì dentro per alcune ore ogni giorno".