Perugia, il ds Giannitti: "Non c’è un ruolo specifico o un reparto sotto osservazione"

Ieri pomeriggio il direttore sportivo del Perugia, Marco Giannitti, ha fatto il punto sulla sessione di mercato di gennaio e sullo stato della squadra. “Il percorso di crescita continua. E dalla prossima settimana sarà un altro campionato di Serie B – ha sottolineato il ds biancorosso -. Noi siamo pronti. Fino a questo punto della stagione abbiamo dimostrato di avere una rosa all’altezza e di essere un gruppo coeso. In questa sessione di mercato non ci sarà un particolare reparto sotto osservazione, al netto delle uscite”. Giannitti ha ribadito che: “è il campionato più difficile degli ultimi anni. Noi giochiamo sempre per vincere. I punti che abbiamo sono giusti. E i pareggi non sono dipesi da una impostazione tattica”. Scendendo più nel dettaglio di alcuni aspetti del mercato ha affermato che: “Abbiamo 23 titolari. E abbiamo alcuni giocatori che sono richiestissimi. Bianchimano e Sounas stanno definendo la migliore destinazione per loro. Siamo attenti sul mercato, sappiamo dove intervenire. Il Perugia adesso ha una rosa di programmazione con giocatori per il 90% sottocontratto. Uno degli obiettivi della società è patrimonializzare per migliorare”. A chi gli ha chiesto maggiori informazioni sull’attuale fase dovuta alla pandemia ha risposto: “navighiamo a vista, non ci sono certezze sul protocollo. Non sappiamo ancora come comportarci a una settimana dalla ripresa del campionati”. Per l’ultima partita del girone di andata i grifoni affronteranno domenica 16 gennaio in trasferta il Monza alle ore 16.15. Giannitti ha espresso anche alcune considerazioni sull’allenatore (Massimiliano Alvini) e sulla squadra: “Abbiamo trovato un allenatore che per lui allenare il Perugia è come allenare il Real Madrid. La squadra ha sposato le sue impostazioni calcistiche. Se saremo più bravi in campo nel girone di ritorno, potremo anche alzare l’asticella e andare oltre la salvezza. Spero che Murgia e Carretta possano dare il loro contributo, così come tutti gli altri giocatori. Il senso di appartenenza è importante”. E, infine, la partita più bella? “è stata quella disputata contro la Cremonese. Perché quella gara ha dimostrato dove può arrivare il Perugia”.