Egan Bernal: "Potevo morire". Il racconto sul suo futuro

Egan Bernal
Egan Bernal torna a parlare del suo terribile incidente, dopo quasi un mese da quel terribile schianto con un autobus. Il corridore a La Semana ha spiegato: "Era un normale allenamento con la squadra, alcuni con la bici normale, io con quella da crono. Dopo un po’ alcuni si sono fermati e io ho voluto continuare da solo, c’era una macchina che mi scortava. La posizione sulla bici da crono è particolare, devi essere più aerodinamico possibile. Per dirla in breve, bisogna avere la testa bassa e le braccia ravvicinate. Arrivato a Gacanchipa ho guardato avanti e non c’era nulla, ricordo che andavo a 58 all’ora, il vento era a favore e ho cominciato ad accelerare. Ho visto 62 km/h sul computerino e poi ho colpito il bus. A terra non riuscivo a respirare. Stavo per svenire, quando sono riuscito a riprendere fiato. Ho alzato la testa e ho visto la parte posteriore dell’autobus. Il meccanico che mi seguiva ha chiamato immediatamente il medico della squadra, che è arrivato velocemente e grazie a lui sono ancora in vita”.

 

Egan Bernal racconta

Egan Bernal ha poi continuato: "Il neurochirurgo mi ha detto: ‘con un incidente del genere potevi morire, e avevi il 95% di possibilità di rimanere paraplegico’. Ha aggiunto che aveva operato centinaia di ferite di tale grandezza alla colonna vertebrale e che solo due ne erano usciti bene. Io ero solo il secondo! Mi è andata bene.”
Il corridore ha poi precisato:  "In realtà non so se mi ci vorrà un anno o due, forse tre o sei mesi…ad ogni modo ho la sensazione che se non andassi in bici, non saprei cosa fare. Prima dell’incidente stavo bene, avevo risolto i problemi alla schiena ed ero in anticipo sulla preparazione. Ero fiducioso per il mio grande obiettivo dell'anno: il Tour de France".