Presidente dell'AIA Pacifici su Lukaku: "Chi zittisce il pubblico continuerà a essere ammonito"

Carlo Pacifici su Lukaku

Il presidente dell'AIA Carlo Pacifici compie alcune dichiarazioni su Lukaku. Un evento che ha fatto certamente discutere, quello dell'attaccante nerazzurro. L'intervento del presidente della FIGC Gravina nel rimuovere il cartellino giallo e un turno di squalifica a un calciatore reo di aver reagito a una provocazione dei tifosi avversari, smuove le acque. L'evento in sé è stato caratterizzato da insulti a stampo razzista. Le parole del successore di Trentalange sono destinate a rinfocolare il dibattito e a scatenare nuove polemiche.

Carlo Pacifici su Lukaku: "Le regole vanno seguite"

Il centravanti belga Romelu Lukaku è punito con un pesante cartellino giallo durante la semifinale d’andata di Coppa Italia, tra Juventus e Inter. Il presidente dell'Associazione Italiana Arbitri Carlo Pacifici, interviene a Radio Anch'io lo Sport su Radio Rai, sulle possibili conseguenze della grazia concessa da Gravina: "Cambierà l'atteggiamento sulle esultanze come reazione agli insulti razzisti? Assolutamente no, la decisione sul campo è stata presa. Poi la grazia è prerogativa del presidente federale, l'ha messa in atto perché probabilmente ha verificato tutte le condizioni. Da parte nostra non cambia nulla, continueremo a prendere le decisioni secondo quelle che sono le regole in atto. Chi andrà a zittire il pubblico dopo essere stato insultato sarà ammonito, lo prevede il regolamento".

Pacifici si esprime in merito al VAR

Il presidente AIA si esprime in merito al VAR e al suo modo di essere utilizzato. Ricordiamo che anche nell'ultimo fine settimana è riuscito a generare discussioni: "È uno strumento importante per noi, ci dà la possibilità di sanare eventuali errori. È logico che deve esserci un equilibrio tra intervento autonomo dell'arbitro e Var. Il protocollo è stato aggiornato, i risultati sono positivi, ma ci sono margini per fare meglio. La tecnologia ha rivoluzionato il calcio, non lo possiamo sottovalutare. Il calcio giocato nei campi di provincia non ha la tecnologia a supporto e quindi le logiche del calcio sono sicuramente diverse. Dobbiamo cercare di trovare un’uniformità per evitare di avere due canali diversi".