Mercato Milan, cronaca di una rivoluzione. Ma in attacco i conti già non tornano
Il primo mercato del dopo Maldini e Massara è stato il contrario di quello del 2022. Da un solo acquisto, De Ketelaere, a un attacco e un centrocampo stravolti. Ora Pioli ha abbondanza ovunque, ma tra Chukwueze e Pulisic il rischio è quello di una pericolosa concorrenza

29 maggio 2021. Al Do Dragao di Oporto il Chelsea conquista la seconda Champions League della propria storia. Ad arrendersi è la corazzata Manchester City, piegata da un gol di Kai Havertz. In quella notte seduti fianco a fianco in panchina c’erano Christian Pulisic, che entrò a 25 dalla fine, e Olivier Giroud, che invece non giocò e la maglia dei Blues non l’avrebbe più indossata. Due anni dopo lo statunitense e il francese sono tornati a condividere lo spogliatoio nel Milan e chissà se quella notte in tribuna non c’erano anche un altro protagonista del mercato rossonero come Ruben Loftus-Cheek, che quell’annata la giocò in prestito al Fulham, e Rafa Leao.
Calciomercato Milan, estate effervescente: Pioli ispiratore?
Ora i quattro moschettieri condividono l’onere e l’onore di difendere i colori rossoneri, ma se per Loftus-Cheek è facile immaginare una maglia da titolare pressoché fissa, la rivoluzionaria estate rossonera resa possibile dalla cessione di Sandro Tonali ha letteralmente stravolto l’attacco di Stefano Pioli. E di conseguenza il modo di stare in campo perché, come insegnano a Coverciano, gli attaccanti, oltre a essere i primi difensori, in una squadra sono pure quelli che la fanno giocare bene. Dopo gli addii di Maldini e Massara il tecnico campione d’Italia 2022 ha assunto un ruolo chiave nella costruzione del gruppo, quindi è facile immaginare che tutte le operazioni condotte abbiano avuto l’avallo di Pioli.
Milan, il mercato stravolge l'attacco: quante opzioni!
Eppure ora in quel reparto si può parlare di un vero e proprio overbooking considerando anche gli innesti di Samuel Chukwueze e di Noah Okafor e pure quello di Luka Romero, il 2004 ex Lazio arrivato a scadenza. E pensare che non di rado durante la scorsa stagione Pioli si ritrovò senza attacco alle spalle di Giroud: con Origi mai ambientato, Ibrahimovic e Rebic spesso out la manovra d’attacco risultava affidata solo ai guizzi di Leao e ai palloni che arrivavano al francese. Ora il mondo rossonero si è rovesciato. Pioli aveva battezzato il 4-3-3 già ben prima che la stagione iniziasse. Ergo, chi completerà l’attacco con Giroud e Leao? Sulla carta sembra esserci un solo posto, con Chukwueze e Pulisic a contenderselo.
Il Milan di Chukwueze e Pulisic: chi parte dalla panchina?
L’abbondanza è indispensabile per puntare in alto su tutti i fronti e i due giocatori hanno caratteristiche differenti. Il nigeriano è il vero alter ego di Leao dalla parte opposta. Mancino che gioca a destra, tutto uno contro uno e dribbling e con un discreto fiuto del gol, l’ex Villarreal rappresenta esattamente il giocatore che Pioli inseguiva da tempo per quella parte del campo. Pulisic è invece il classico 10 da non poter ingabbiare, ma in grado di giostrare con produttività su entrambe le fasce. La sinistra per rientrare sul piede forte o venire dentro il campo, la destra per fungere da vera e propria ala crossatrice. Le stesse caratteristiche di Romero e in generale una vera e propria manna, considerando anche l'elevato tasso di fantasia e imprevedibilità in possesso dell'ex Chelsea. Vero che nel calcio moderno con le cinque sostituzioni i titolari sono molti di più, ma il timore che la gestione Chukwueze-Pulisic possa non essere facile è fondato.
Mercato Milan, cercasi mente: a centrocampo solo incursori
Per vederli insieme sarebbe necessario il 4-2-3-1, che però sbilancerebbe molto la squadra con una mediana con Loftus e Reijnders. Alle rotazioni si aggiungerà anche Okafor, sulla carta vice Giroud, ma utilizzabile anche come jolly sulle due fasce. Chissà se il Milan l’avrebbe preso ugualmente se la nuova norma sull’omologazione a comunitari dei giocatori britannici e svizzeri fosse stata approvata prima. Pensare che in questo caso Taremi sarebbe stato il prescelto come centravanti di riserva non è azzardato. E a centrocampo? Qui si attende l’arrivo di Yunus Musah, di fatto un’altra mezzala che solleverà problemi di abbondanza anche in quel reparto e che non colmerà la lacuna del centrocampista pensante da collocare davanti alla difesa. Un ruolo che ora spetterebbe all'adattato Krunic dato che Reijnders si è messo avanti definendosi interno. Insomma, sta per nascere un Milan camaleontico anche per necessità, vista la ridondanza di giocatori, oltre che per scelta. Un Milan nel quale Pioli dovrà anche fare lo psicologo. Perché, al netto delle buone intenzioni, anche nel calcio moderno esistono titolari e riserve.