GP Giappone, Verstappen vince e torna cannibale. Red Bull campione del mondo costruttori, Ferrari giù dal podio
A Suzuka la scuderia di Milton Keynes ristabilisce le gerarchie dopo il passaggio a vuoto di Singapore e conquista il sesto titolo costruttori della propria storia. L'olandese domina e può vincere il mondiale già in Qatar. Sul podio le due McLaren, disastro Mercedes

Mai fare arrabbiare un campione del mondo… La risposta della Red Bull e di Max Verstappen al flop di Singapore è arrivata nel GP del Giappone a Suzuka. E pure ai dubbi che la direttiva tecnica 018 potesse aver incrinato lo strapotere della scuderia tedesca. Ennesimo hat trick della stagione, 13° successo su 16 GP e festa grande al box per il titolo mondiale costruttori vinto con largo anticipo, il sesto nella storia del team di Milton Keynes. L’olandese torna quindi in versione cannibale, facendo gara a sé fin da subito. Max tocca quota 400 punti tondi e si prepara alla festa per il terzo Mondiale consecutivo, che potrebbe prendere forma già tra due settimane in Qatar già durante la Sprint Race.
GP Giappone: due McLaren sul podio, Leclerc è 4°
Sul podio con Max si conferma la McLaren di Lando Norris, già seconda a Singapore alle spalle della Ferrari, ma fa festa pure l’altro pilota di Woking, Oscar Piastri, terzo. Primo podio in carriera per l’australiano classe 2001. Le Ferrari tornano, come previsto e come si era già intuito venerdì e sabato, sulla terra dopo il trionfo di Marina Bay, chiudendo al 4° posto con Charles Leclerc e al 6° con Carlos Sainz. Tra loro, Lewis Hamilton. Fallita la missione di stare davanti alle McLaren, un’altra strategia suicida della Mercedes permette comunque alle Rosse di guadagnare punti sulle Frecce d’argento nella corsa al secondo posto dei costruttori, distante ora solo 20 punti (305-285). Leclerc ne guadagna invece quattro su Sainz nella lotta interna che vede ancora lo spagnolo davanti e 5° nel Mondiale (150-135).
GP Giappone: flop Mercedes, "copiare" Sainz non basta
A Brackley c’hanno capito poco un’altra volta: a Singapore il tutto per tutto per far vincere Russell è finito come è finito, a Suzuka i due piloti sono stati lasciati battagliare troppo e la strategia di Russell di tentare un unico pit stop è fallita, con George solo 7°. Alla fine, per salvare la pelle, è stato chiesto a Russell di far passare Hamilton, che ha a propria volta dato il Drs al compagno per evitare il sorpasso di Sainz, che si è visto così “copiare” la genialata di Marina Bay. In mezzo, George è stato sverniciato da Leclerc, autore di un sorpasso magistrale all’esterno in curva 1, la cosa più bella del GP oltre al dominio di Verstappen. Forse il podio non era artigliabile per la Ferrari, ma fatale è stato anche l’indecisionismo se attaccare la McLaren con un undercut, poi effettuato troppo tardi, o difendersi dalla Mercedes.
GP Suzuka, disastro Sergio Perez
Con il senno del poi, visti i disastri di Toto Wolff & c., l’azzardo avrebbe pagato di più, ma le Rosse sembrano comunque avere tutto per finire il Mondiale da seconda forza. Complice anche il risveglio tardivo delle McLaren, cinque volte sul podio negli ultimi sette GP. A punti anche Alonso, 8° con l'Aston Martin, e le due Alpine di Ocon e Gasly. Citazione inevitabile anche per il derelitto Sergio Perez, che ha vissuto uno dei peggiori GP della carriera. Al messicano ne sono capitate di tutti i colori, dai contatti al via con Hamilton, all’irregolarità nel rientro in pista in regime di Safety fino alla collisione con Magnussen. Poi, il ritiro e il successivo rientro in pista per scontare l’ultima penalità. Eppure, sulla carta, anche per il Checo dovrebbe essere una giornata di festa per la vittoria tra i costruttori…
GP Giappone, l'ordine di arrivo
1 M. Verstappen (Red Bull)
2 L. Norris (McLaren) +19.387
3 O. Piastri (McLaren) +36.494
4 C. Leclerc (Ferrari) +43.998
5 L. Hamilton (Mercedes) +49.376
6 C. Sainz (Ferrari) +50.221
7 G. Russell (Mercedes) +57.659
8 F. Alonso (Aston Martin) +74.725
9 E. Ocon (Alpine) +79.678
10 P. Gasly (Alpine) +83.155