Luigi Mastrangelo a SuperNews: "Io non cambierei allenatore nel femminile, rischioso a un anno dalle Olimpiadi"
Il grande campione di volley Luigi Mastrangelo ha dato un giudizio sull'attuale momento delle Nazionali maschile e femminile. Grandi le differenze, nel femminile andrà trovata la giusta alchimia lasciando i malumori da parte. Per quanto riguarda il maschile l'ex centrale vede il gruppo in grado di vincere l'oro olimpico.

SuperNews ha avuto il piacere di intervistare Luigi Mastrangelo, grande campione di volley conosciuto per essere uno dei protagonisti della "generazione di fenomeni". Con l'argento olimpico abbiamo analizzato insieme i momenti completamente opposti delle due Nazionali maschile e femminile.
Luigi, come vede il momento della Nazionale maschile di De Giorgi?
L'Italia di De Giorgi è andata alla grande in questo ultimo periodo. Sono stati due anni fantastici, dopo gli Europei e i Mondiali i ragazzi si sono confermati anche nella rassegna continentale appena conclusa. Peccato per la finale, ma se incontri una squadra come la Polonia rinforzata dalla presenza di un fuoriclasse come Leon risulta difficile spuntarla. Lui è in grado di vincere le partite da solo, basta guardare i break che è in grado di fare al servizio. Il traguardo della finale è stato centrato, comunque. Secondo me, in questo momento la Polonia è leggermente più forte, quindi questo argento ha avuto un grande valore.
E il Preolimpico?
Credo proprio non ci saranno problemi. Brasile e Cuba non sono squadre in grado di impensierirci particolarmente. Questo Brasile non è lo stesso di quando giocavo io.
Se nel maschile le cose procedono alla grande, non si può certo dire lo stesso nel femminile.
Purtroppo il clima generale non ha aiutato. Era chiaro ci fossero dei problemi, non era la solita squadra, evidentemente l'allenatore si è trovato costretto a dover fare delle scelte difficili che non ci hanno portati a presentarci al meglio, sia agli Europei che al Preolimpico.
Ci sono stati rumors su Velasco nuovo ct, le tue previsioni?
Sono rumors, notizie che vengono fuori magari per dare una scossa. Io andrei avanti con Davide Mazzanti. L'ultimo periodo non è stato certo facile, con esclusioni eccellenti. Ovviamente Egonu è l'opposto probabilmente più forte al mondo e la sua assenza pesa, ma solitamente dietro le scelte di un allenatore ci sono dei motivi. Alle volte, per salvaguardare il gruppo, si arriva ad escludere qualcuno. Ripeto che io in questo momento non cambierei allenatore, ci sarebbe da riprogrammare tutto in vista di Parigi e sarebbe un rischio.
Cosa fare per uscire da un periodo come questo?
Il lavoro è l'unica medicina. Subito dopo la delusione degli Europei era facile prevedere un Preolimpico non brillante. Ora c'è da preparare il percorso verso le Olimpiadi, quindi invidie e malumori da spogliatoio vanno messi assolutamente da parte.
Il segreto del successo della Nazionale maschile?
Sicuramente grande merito lo ha il ct De Giorgi, che naturalmente ho conosciuto molto bene sia come compagno in campo che come allenatore-giocatore ai tempi di Cuneo. È stato molto tempo fa, poi da quando si è concentrato solo sulla carriera da allenatore ha fatto molto bene. Questo è un gruppo che è cresciuto molto, la loro forza è l'unità, è eloquente in campo. Spesso dopo un errore si ricompattano e si aiutano a vicenda. In più, gioca a loro favore la giovane età. Credo davvero questo sia l'unico gruppo in grado di poter vincere l'oro olimpico.