Calcio, Supercoppa di Spagna: Real Madrid-Barcellona 4-1! Tripletta di Vinícius Jr e Rodrygo. Ennesimo trofeo per Carlo Ancelotti
Sia Real Madrid che Barcellona, forse, non si sarebbero aspettate un finale del genere. Gara a senso unico, in cui viene certificata la netta supremazia della squadra di Carlo Ancelotti che arriva a conquistare l'ennesimo trofeo personale della sua strabiliante carriera. Tredicesima Supercoppa di Spagna per le 'Merengues'.

Non è mai una partita come le altre, specialmente se di mezzo c'è un trofeo da contendersi. È probabile che nemmeno i tifosi più accaniti si aspettassero di vedere un finale in cui il Real Madrid ne è uscito da assoluto protagonista, domando il club rivale di sempre, il Barcellona, e aggiudicandosi la Supercoppa di Spagna con un 4-1 che non può reggere alcun alibi. Vinícius Júnior ha indossato i panni del mattatore della serata, in quanto la sua tripletta ha regalato la tredicesima Supercoppa di Spagna al proprio club.
Supercoppa di Spagna, Real Madrid-Barcellona 4-1
Per gli amanti dei numeri e delle statistiche, si è trattato del 256° confronto ufficiale tra le due compagini in tutte le varie competizioni, un'enormità. 'El Clasico' in salsa araba si è rivelato un piatto indigesto per i 'Blaugrana', ma gustosissimo per tutte le 'Merengues, in particolare per il nazionale brasiliano del Real Madrid con la maglia numero 7, così ingordo da divorare gli avversari con tre autentiche prodezze. Al buffet dei goal ha preso parte anche il suo compagno di reparto Rodrygo, il quale ha messo la firma sul trionfo madridista con la marcatura del definitivo 4-1, sotto gli occhi dell'estasiato pubblico dello 'Al-Awwal Park'.
Per Carlo Ancelotti, invece, si è trattato dell'ennesimo successo; quella alzata al cielo di Riyadh è la sua seconda Supercoppa di Spagna, corrispondente all'undicesimo trofeo personale ottenuto con il club di Florentino Perez, per un totale di 27 nell'intera carriera di coach. Numeri da leggenda che sono destinati a diventare record.
L'atmosfera della capitale araba è diventata sfavillante per merito, soprattutto, di Vinícius Júnior, capace di sprigionare un'energia all'ennesima potenza mediante la realizzazione di una tripletta che entra di diritto nella storia del Real Madrid. Estro, rapidità e cattiveria agonistica, un trittico di skills messo in atto in poco meno di 40 minuti di gioco (7', 10' e 39', su calcio di rigore), che vale un 10 in pagella.
Dove finiscono i meriti propri, iniziano anche i demeriti altrui. Se da un lato della medaglia brilla la bravura del Real Madrid, dall'altro c'è l'immagine opaca di un Barcellona che ha visto nel suo reparto arretrato il proprio 'tendine d'Achille'. Anche Xavi ci ha messo del suo, impostando la gara con un approccio troppo azzardato e tenendo un baricentro di squadra fuori controllo. Non è una casualità se dopo appena dieci minuti di sbandamento totale si è già sul 2-0, con Jude Bellingham prima e Rodrygo poi a innescare Vinícius Júnior per la temporanea doppia marcatura.
Nella tempesta scatenata dal Real Madrid si staglia un lampo improvviso di Robert Lewandoski che al 33' riesce a fulminare i guanti di Andriy Lunin, regalando l'illusione che l'inerzia della gara possa cambiare; invece, sei minuti più tardi ci pensa Ronald Araújo a dare una grossa mano agli avversari, commettendo un fallo nella propria area di rigore proprio sull'indemoniato nazionale brasiliano: pallone posizionato sul dischetto e Iñaki Peña trafitto inesorabilmente per la terza volta.
Nella ripresa il Real Madrid diminuisce la pressione della sua spinta, limitandosi a controllare il risultato e gestire le forze. Il Barcellona tenta qualche sussulto, ma resta imbrigliato nella morsa della tattica avversaria. Non a caso, è ancora la squadra di Carlo Ancelotti a incrementare ancora di più il bottino, con Rodrygo che al minuto 64 riesce a siglare la quarta rete di giustezza, complice un'ingenuità di Jules Koundé che, in sostanza, regala il pallone al brasiliano a pochi passi dalla porta: 4-1 e game over. Il prosieguo della gara è un'angosciante attesa verso il triplice fischio di Juan Martinez, il quale non può fare a meno di espellere a pochi minuti dal 90' il peggiore in campo, Ronald Araujo. Serata galattica per il Real Madrid, da debacle per il Barcellona.