Intervista esclusiva a Marco Zamboni: "Non si vede più lo 'Stile Juve'. Inter favorita, ma il Napoli 'romperà le scatole'. Spezia o Pisa? Faccio il tifo per..."
Intervista esclusiva a Marco Zamboni. Esordisce da professionista con il Chievo Verona nella Serie B 1995/96, restando nel club clivense per tre stagioni. Approda alla Juventus nel 1997 e debutta in Serie A con la maglia bianconera nella gara interna contro la Fiorentina. Dopo una breve esperienza al Napoli, torna di nuovo con i "Mussi Volanti" nel 1998. Segue il Lecce per un anno e contribuisce alla promozione salentina in massima serie. Nelle tre stagioni all'Udinese vince anche la Coppa Intertoto, poi Modena ed Hellas Verona. Di nuovo il Napoli nel 2003, quindi la Reggina. Chiude con il professionismo negli ultimi quattro anni alla SPAL.

Intervista esclusiva della nostra Redazione a Marco Zamboni. L'ex calciatore, nativo di Verona, ha espresso il proprio parere su vari temi che riguardano il calcio italiano, soffermandosi, in particolare, sulla squadra nella quale ha compiuto il proprio esordio in Serie A, la Juventus. Non sono mancate osservazioni interessanti sulla stagione dei club dell'attuale massimo campionato italiano in cui ha militato (Napoli, Lecce, Udinese ed Hellas Verona), oltre che dire la propria su passato e presente del Chievo Verona, con i cui colori sociali ha compiuto i primi passi da professionista.
Marco, grazie per aver accettato l'invito della nostra Redazione.
Tanti i rumors circa la stagione attuale della Juventus. Dalla potenziale contesa per lo Scudetto, dopo il 2-0 al Verona, fino alle valutazioni di un esonero di Thiago Motta, per via dello 0-4 subito ad opera dell'Atalanta. Invece, qual è il pensiero di Marco Zamboni?
Personalmente, non posso avere un giudizio positivo sul rendimento di questa squadra. Una Juventus in condizioni così difficili credo che non la si vedesse da molti anni. Ricordo che, quando arrivai a Torino, nell'ambiente c'era una sorta di aura che portava ciascun calciatore a immedesimarsi subito in quello che era lo "Stile Juve", fatto di voglia di vincere sempre, di dimostrare di essere i più forti, di non mollare. Mi sembra che tutte queste caratteristiche siano venute meno, progressivamente, nel corso degli anni. In sostanza, lo "Stile Juve" che ho conosciuto, un po' alla volta, non si è più visto. Attualmente, percepisco una sorta di menefreghismo generale, mi riferisco al fatto che non vedo più calciatori attaccati al valore della propria maglia.
Thiago Motta è l'allenatore ed è una figura molto importante, ma non gli addosserei tutte le colpe di questo trend piuttosto deludente della squadra. Indipendentemente dagli uomini e in linee generali, non vedo quella fame, quella voglia e quella determinazione che, ai tempi in cui facevo parte di questo club, costituivano l'identità vera e propria della Juventus. Staremo a vedere se questo senso di appartenenza riuscirà a emergere nuovamente, altrimenti non c'è da meravigliarsi se i risultati sono quelli che si stanno vedendo.
Nel prossimo turno di campionato ci saranno sia Bologna-Lazio che Fiorentina-Juventus. Sono queste le due gare decisive per indirizzare il quarto posto, valido per la qualificazione in Champions League?
Sono scontri diretti che possono incidere profondamente sul destino della classifica, indubbiamente, anche se mancheranno ulteriori nove giornate di campionato che, potenzialmente, mettono in palio ventisette punti. Possono rappresentare un crocevia per la stagione di ciascuna, per cui restano molto importanti, ma non decisive per scrivere la classifica finale. Tra queste quattro, credo che sia la Juventus ad avere la pressione maggiore, oltre a vivere una condizione psicologica delicata. Il nome di questa squadra ha il suo peso specifico, per cui chi indossa questa maglia sa che i risultati sono la cosa più importante da ottenere. A Firenze, in particolare, sarà battaglia anche per via della rivalità storica tra le due tifoserie, per cui dovrebbe venire fuori una gran bella partita.
C'è anche Atalanta-Inter, prima della sosta della Serie A. È la gara che può decidere le sorti di entrambe per lo Scudetto?
Penso che l'Inter sia avvantaggiata dal disporre un ampio numero di giocatori in rosa, consentendo a Inzaghi di variare la formazione in base alle esigenze del momento. Non c'è soltanto una quantità importante, ci sono anche le qualità individuali che fanno di questa squadra la più completa. È naturale che dovrà stare molto in guardia dall'Atalanta, perché ha una grande condizione atletica e voglia di vincere il più possibile. In questo momento del campionato, è una delle più in forma. L'Inter sa benissimo a cosa andrà incontro nella trasferta di Bergamo.
Credo che l'Atalanta sia la squadra che nessuno si aspettava potesse giocarsela per lo Scudetto, quindi che desse seriamente fastidio alle cosiddette grandi, come dubito che all'inizio della stagione avesse l'obiettivo di vincere il campionato. In questo momento è quella che non ha più da perdere, ma l'Inter ha un organico che, da alcuni anni, presenta il miglior rendimento tra gioco e risultati.
Il calendario degli impegni dell'Inter può essere realmente un elemento in favore del Napoli per tentare il ritorno in testa alla classifica?
Si può dire che l'Inter abbia a disposizione due squadre, perché ha in rosa tanti giocatori importanti che possono giocare in qualsiasi momento. Poi, vincere aiuta a vincere e mi sembra che la squadra di Inzaghi stia portando a casa tante soddisfazioni. Questo genera un entusiasmo che può rendere al meglio anche sull'aspetto psicofisico di tutto il gruppo, Quando le cose vanno bene e il morale è alto, anche la stanchezza fisica si sente meno. Nonostante i numerosi impegni, l'Inter ha quantità e qualità per gestire al meglio le energie nella parte finale della stagione.
Napoli è una città che conosco molto bene, avendoci giocato. Non è un ambiente facile, perché i tifosi napoletani si aspettano sempre il massimo dalla propria squadra, specialmente quando arrivano risultati importanti. Con Antonio (Conte, ndr) i giocatori tirano fuori oltre il 100% delle proprie possibilità, quindi sarà lì a "rompere le scatole" fino all'ultima giornata. È davvero una lotta molto incerta e agguerrita, ma tutto questo rende il campionato bellissimo da seguire.
Quaranta punti in 28 gare di campionato per l'Udinese e decimo posto in classifica. Ci sono le potenzialità affinché Kosta Runjaic possa raggiungere i traguardi di quegli allenatori che riuscirono a portare il club friulano alla partecipazione delle coppe europee?
Molto difficile dirlo ora, ma tutto è possibile. Quando andai all'Udinese conobbi diversi allenatori, tra cui De Canio e Spalletti, mentre prima che io arrivassi c'erano Zaccheroni e Guidolin che fecero la storia. Da quegli anni a oggi, il mondo del calcio è cambiato radicalmente. Quello che mi sento di dire è che questo club ha sempre avuto il riferimento costante della famiglia Pozzo, composta da persone molto competenti che hanno fatto sempre il bene di questa società. In particolare quest'anno, mi sembra di vedere una squadra rigenerata, per cui significa che sono state fatte scelte ponderate e valide, come avviene da tantissimi anni or sono. Finché ci sarà la gestione societaria da parte di questa famiglia, che conosco molto bene, è lecito pensare che l'Udinese possa raggiungere, nuovamente, traguardi importanti come in passato.
Anche una stagione nel Lecce per Marco Zamboni. Nell'ultima di campionato contro il Milan, sono stati più i demeriti della squadra di Giampaolo oppure i meriti di quella di Conceição?
Quando c'è una squadra che perde e l'altra che vince, ci sono sia i demeriti dell'una che i meriti dell'altra, è inevitabile. Lecce e Milan appartengono a due realtà molto diverse tra loro, anche perché entrambe hanno obiettivi quasi opposti, si può dire. Il Lecce deve fare il suo campionato e lo sta facendo piuttosto bene, mentre il Milan sta giocando al di sotto delle aspettative, perché tutti si aspettavano un rendimento migliore, specialmente in campionato.
Da veronese di nascita, oltre ad averne indossato la maglia, qual è il pensiero sul campionato dell'Hellas Verona?
Tralasciando l'aspetto puramente tecnico, l'unica cosa che mi sento di dire è che il Verona è stato ceduto ad una proprietà che ha offerto una cifra altissima, ma non mi sembra che abbia compiuto operazioni di mercato per portare qualche innesto in più. Ci saranno state delle motivazioni per le quali non è stato disposto un budget per gli acquisti, ma credo che andassero fatti degli sforzi per il bene della squadra. Naturalmente, il Verona resta tra quelle che se la giocheranno a viso aperto per ottenere una salvezza tranquilla anche quest'anno.
Da ex difensore, quali di quelli dell'attuale Serie A piacciono, particolarmente, a Marco Zamboni?
Mi piace molto Alessandro Buongiorno, un punto di riferimento di questo Napoli, così come Alessandro Bastoni, che si sta rivelando prezioso per l'Inter. Anche in prospettiva con la Nazionale, credo che siano i migliori difensori italiani in circolazione.
In Serie B, la vittoria dello Spezia sul Pisa ha ridotto le distanze di tre punti tra la squadra di Luca D'Angelo e quella di Filippo Inzaghi. Per il secondo posto, quale delle due resta la favorita?
Non me ne vogliano i tifosi dello Spezia per i quali nutro profonda stima, anche perché ho giocato in questa società ed è stata importante per me, ma spero che il mio amico Pippo (Inzaghi, ndr) riesca a togliersi quest'altra grandissima soddisfazione personale con il Pisa. Credo che lui meriti tanto, perché è stato un calciatore formidabile e sta dimostrando di esserlo anche come allenatore. È un uomo che vive per il calcio, quindi non posso fare altro che augurargli il meglio. Faccio il tifo per lui.
Anche quattro stagioni vissute SPAL. Francesco Baldini, attuale allenatore del club ferrarese, ha dichiarato: "Il rischio di non giocare i Playout c'è, ma nulla è ancora finito". Cosa ne pensa?
Non si può dire che la SPAL stia andando bene, anche se è arrivata una vittoria importantissima nell'ultima di campionato che può risollevare il morale. Resta una situazione delicata che mi dà grandissimo dispiacere, specialmente perché c'è anche Francesco (Baldini, ndr), che è stato un mio ex compagno. Si sta dando tanto da fare come allenatore e spero che riuscirà a portare fuori la squadra da questa classifica. Quello della SPAL è un ambiente straordinario, oltre ad avere dei tifosi eccezionali che meriterebbero molto di più. Mancano ancora diverse partite, per cui bisogna tirare fuori tutto il carattere per fare il maggior numero di punti. Speriamo bene.
Cos'ha rappresentato il Chievo Verona per la carriera personale e che effetto fa vedere il club clivense nell'attuale Serie D?
Il Chievo è stata la mia famiglia per anni, perché lì ho compiuto i primi passi verso il mondo del calcio. Dalle giovanili fino alla prima squadra, è stato il mio trampolino di lancio a tutti gli effetti. Poi, c'erano uomini eccezionali che mi hanno consentito di svolgere uno dei lavori più belli del mondo, perché il calciatore a certi livelli resta un lavoro che richiede tanti sacrifici. Oltre ad un grande direttore sportivo di quella società, Giovanni Sartori, c'era Alberto Malesani, il quale è stato come un papà per me, oltre che un insegnante di calcio.
È stato lui a farmi debuttare in Serie B, già all'età di 16 anni. Poteva sgridarmi tutte le volte che voleva, anche quando facevo bene, perché mi ha dato sempre la fiducia fin dal primo istante in cui l'ho conosciuto. È un grandissimo cultore di calcio e lo reputo tra i migliori allenatori in circolazione.
È davvero un grosso peccato che sia stato perduto tutto quello che è stato costruito in tanti anni ad alti livelli. Devo dire che Sergio (Pellissier, ndr) sta facendo un ottimo lavoro. Lui è stato il Chievo, si può dire. Spero che possa togliersi ottime soddisfazioni anche in qualità di presidente, così come se ne tolse tante da calciatore di una squadra che ha fatto la storia del calcio italiano. Spero di cuore che riesca a realizzare il sogno di portare questa società negli ambienti del professionismo più ambito.
Marco, è stato gentilissimo per aver condiviso i Suoi pensieri e La ringraziamo di cuore per questa intervista. Ci auguriamo di poterLa risentire, prossimamente.
Grazie a Voi, il piacere è stato tutto mio.