Intervista esclusiva a Davide Lanzafame: "Juve, per lo Scudetto è troppo tardi. Parma, salvezza complicata. Bari merita di più, non è una succursale"

Abbiamo contattato telefonicamente Davide Lanzafame, ex promessa delle giovanili della Juventus passato poi per diverse piazze di Serie A e Serie B. Ecco le sue parole ai nostri microfoni, in merito a diversi temi caldi del momento.

La nostra redazione ha avuto il piacere di parlare in esclusiva con l'ex calciatore Davide Lanzafame, prodotto del settore giovanile della Juventus e con un lungo passato in Serie A e B, oltre che in Ungheria, con le maglie di Palermo, Bari, Brescia, Parma, Catania, Novara, Perugia e Vicenza. Con lui abbiamo parlato del momento della Juventus, ma anche di altre sue ex squadre: ecco cosa ha detto ai nostri microfoni.

Che evoluzione stai vedendo nella Juve di Spalletti? È una squadra che può puntare anche allo scudetto?

La Juve effettivamente sta migliorando con Spalletti, ma per lo Scudetto ormai è troppo tardi. Ci sono comunque un po' di punti di distanza, ma soprattutto ci sono quattro squadre davanti e credo che siano tutte più attrezzate dei bianconeri per ambire allo Scudetto: a livello di organico la Juve ha qualcosa in meno rispetto ad Inter e Napoli. Insomma, in tutta sincerità devo dire che penso che la Juve possa tranquillamente lottare per il quarto posto, ma non per il Tricolore.

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Con il calciomercato alle porte, quale calciatore compreresti per completare la rosa dei bianconeri?

Onestamente, con l'infortunio di Vlahovic per me servirebbe un nuovo centravanti. A gennaio è sempre difficile fare affari e comprare calciatori di livello, però potrebbe servire certamente una punta lì davanti.

Tu hai condiviso lo spogliatoio con Alex Del Piero. Cominci a intravedere qualche parallelismo tra lui e Kenan Yildiz?

No, diciamoci la verità. Sono due giocatori diversi: poi, Yildiz sta crescendo, sta maturando, sta diventando più continuo rispetto a prima. Lui è il miglior giocatore della Juve ad oggi, ma ha ancora dei margini di miglioramento per cui Alex è ancora lontano.

Hai conosciuto professionalmente Antonio Conte. Come mai, secondo te, quest’anno sta un po’ faticando il suo Napoli?

Il Napoli è lì in cima alla classifica, lotta per lo Scudetto, è ai quarti di Coppa Italia, in Champions League credo passerà il turno. Insomma, se vogliamo parlare di difficoltà... Certo, l'impegno europeo pesa e in Champions League effettivamente non sta facendo benissimo, ma la stagione è lunga e Conte dimostrerà ancora una volta il suo valore.

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Una tua ex squadra, il Parma, sta vivendo di alti e bassi con il suo nuovo allenatore Cuesta. Pensi che riuscirà a salvarsi?

C'era da aspettarsi un'altra stagione del genere. Il Parma è giovane, l'allenatore è giovanissimo e manca ancora un po' di esperienza: insomma, era preventivabile il fatto che i crociati avrebbero giocato per la salvezza. Peraltro, io credo che sarà tutt'altro che facile evitare la Serie B, perché ci sono diverse squadre in lotta e credo che la Fiorentina uscirà presto da questo gruppo perché ha un organico troppo superiore. Quindi il Parma dovrà lottare fino all'ultimo.

Cosa manca al Bari per tornare a competere ad alti livelli, visto che la rosa è di tutto rispetto per la B?

La rosa è buona, per carità, ma ciò che è evidente è che a Bari ci sia una dirigenza che non è davvero interessata alla piazza e che non investe come dovrebbe. Ahimé, non si può che constatare come il Bari sia trattato come una succursale del Napoli, e questo non va bene: da tifoso dei pugliesi, penso che meritino di più, e che prima o poi subentri una proprietà che ci tiene davvero. Tanti anni di cadetteria non fanno bene, serve un cambio di rotta.

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Se fossi il c.t. della nazionale, quale sarebbe l'undici titolare che schiereresti ai play-off di marzo?

Andrei con un 4-4-2: Donnarumma in porta, Di Lorenzo e Dimarco terzini con Mancini e Bastoni centrali. Poi Tonali e Barella cerniera di centrocampo, con Zaccagni e Politano sulle fasce. Davanti, la coppia Kean-Retegui.