Intervista esclusiva a Davide Lanzafame: "Juve, giusto andare avanti con Spalletti. Parma, stupito da Cuesta. Italia, per fare crescere i giovani segui il modello ungherese"
La redazione di Supernews ha avuto il piacere di contattare telefonicamente Davide Lanzafame, ex calciatore delle giovanili della Juventus passato poi per diverse piazze di Serie A e Serie B, oltre che in Ungheria. Ecco le sue parole ai nostri microfoni, in merito ai temi principali del momento.

Abbiamo avuto il piacere di contattare in esclusiva l'ex calciatore Davide Lanzafame, prodotto del settore giovanile della Juventus e con un passato in Serie A e B, oltre che in Ungheria. Con Lanzafame abbiamo affrontato diverse tematiche, tra cui questioni relative alla Juventus, alla stagione di Milan e Napoli e al momento del calcio italiano: ecco le sue parole.
Cominciamo dalla Juventus. A tuo parere, è giusto continuare con Spalletti anche nelle prossime stagioni, indipendentemente dal piazzamento finale?
Sono convinto che sia giusto così. Se si crede in un allenatore è giusto confermarlo a prescindere dal risultato finale, soprattutto trattandosi di uno degli allenatori più bravi che ci sono in circolazione. Il mister è un top, è importante che la Juve abbia deciso di dargli continuità dopo questi mesi di grande crescita.
Rimanendo sulla Juventus, pensi che Vlahovic si meriterebbe un'ultima chance? Magari con un rinnovo-ponte di un anno, per poi rimandare la decisione all'anno prossimo...
Queste situazioni, a livello dirigenziale, sono molto difficili da gestire secondo me. Sicuramente ci saranno procuratori e addetti ai lavori che staranno lavorando per trovare la soluzione migliore. Io credo che avere un Vlahovic in casa sia meglio che non averlo, soprattutto non dovendo pagare un cartellino per un nuovo attaccante: con Spalletti non ha praticamente avuto modo di lavorare per varie vicissitudini a livello di infortuni, quindi forse meriterebbe un'altra possibilità. Al di là di tutto, è un giocatore di primo livello.
Il Milan è uscito dalla corsa Scudetto, e anche il posto in Champions League non è più al sicuro. Ti aspettavi qualcosa di più dalla squadra di Allegri? Oppure sta facendo il campionato che ti aspettavi?
Secondo me stanno facendo esattamente quello che dovevano fare. Allegri gli ha dato continuità, non dimentichiamoci che questa squadra arrivava da un ottavo posto mentre oggi si gioca comunque il secondo posto. Si tratta di una squadra solida: l'unico appunto lo faccio al reparto offensivo, che poteva fare meglio. Ci si aspettava di più da Leao, ma anche da Gimenez, Nkunku e anche dallo stesso Fullkrug. La difesa ed il centrocampo, invece, hanno lavorato molto bene, dunque c'è secondo me del buon materiale per la prossima stagione.
Il Parma, tua ex squadra, sta facendo una buona stagione seppure giocando un calcio non particolarmente divertente. La salvezza è ormai a un passo, ma pensi che si possa essere ottimisti per l'anno prossimo o ci sarà qualcosa da cambiare?
Il Parma per me ha fatto molto bene, nonostante tanti stranieri in rosa e un allenatore giovane, spagnolo e che ha provato a portare la sua idea di calcio qui in Italia. All'inizio ero scettico, Cuesta era un grande punto di domanda, ma ne è uscito bene: non è mai stato in pericolo di retrocedere, per me è assolutamente promosso. Ha dei giovani interessanti che potranno fare bene anche nella prossima stagione.
A proposito di giovani: l'Italia si è resa protagonista di un altro fallimento con la mancata qualificazione ai Mondiali, e si parla di nuovo di rivoluzione fondata sui giovani. Spalletti ha proposto di introdurre delle forme di "obbligo" ai club volte a fare giocare almeno un under in ogni partita: cosa ne pensi?
Quello che ha detto il tecnico bianconero è molto interessante, imporre l'utilizzo dei giovani sarebbe utile. Io ho giocato in Ungheria dove non c'era l'obbligo, ma c'erano sovvenzioni importanti a livello economico se venivano schierati ragazzi giovani. Potrebbe essere davvero un'idea funzionale, che permetterebbe a ragazzi cresciuti anche nelle serie minori di fare il salto e di crescere anche in ottica Nazionale, visto che ci servono ragazzi già pronti ad alto livello. In tutto questo, tali idee si scontrano a volte con la realtà, visto che chiaramente bisognerà capire con la Federazione e con la UEFA se è fattibile.