Intervista esclusiva a Davide Baiocco: "Juve, Kolo Muani non è un problema. L'obiettivo è tornare dominanti. Catania, non basta investire per vincere. Perugia, Gaucci riporta entusiasmo"

Intervista esclusiva all'ex centrocampista Davide Baiocco. Dai primi passi falsi della Juventus di Luciano Spalletti alla lotta scudetto, passando per le chance promozione in B di Catania e Brescia e il rilancio del Perugia sotto la gestione di Alessandro Gaucci. Ecco le dichiarazioni rilasciate ai nostri microfoni.

In esclusiva ai nostri microfoni è intervenuto Davide Baiocco. L'ex calciatore, di ruolo centrocampista, in carriera ha vestito, tra Serie A e B, le maglie di Juventus, Perugia, Brescia, Catania e Cremonese. Dalla clamorosa sconfitta dei bianconeri contro il Sassuolo agli obiettivi stagionali della squadra di Luciano Spalletti, passando per la corsa promozione del Brescia e il nuovo progetto varato dal Perugia di Alessandro Gaucci. Ecco le dichiarazioni rilasciate ai nostri microfoni.

La Juventus ha perso nei minuti finali contro il Sassuolo: è un passo falso che riporta alla mente le difficoltà delle ultime stagioni?

"Non bisogna mai fermarsi a una singola sconfitta o a una vittoria. Le sconfitte più cocenti della mia carriera spesso hanno aperto la strada a un campionato di altissimo livello. Ti fanno vedere quello che le vittorie spesso celano e sono utili a correggere gli errori. Detto questo, in un processo di crescita iniziato con Spalletti l'anno scorso ci può stare un passaggio a vuoto come quello contro il Sassuolo. La Juventus l'ha persa nel finale, ma ha creato anche tante occasioni nel corso della partita e ha rimontato due volte lo svantaggio. Bisogna guardare anche le cose positive. Alla quarta giornata non bisogna fare allarmismo. Sono ancora tutte lì, a pochi punti di distanza. Vedo molto equilibrio quest'anno in Serie A".

Che Juventus ti aspetti quest'anno e quali obiettivi può porsi il club bianconero?

"Credo che quest'anno la Juventus lotterà per ottenere un posto in Champions League. Se Spalletti riuscirà finalmente a impartire i suoi principi di gioco, forse anche qualcosa di più del quarto posto. Tornare nell'Europa che conta sarebbe comunque un tassello importante per il processo di crescita della squadra bianconera e anche per i conti del club. L'obiettivo deve essere anche quello di trovare maggiore sicurezza e stabilità nella qualità del gioco. Mi aspetto una Juventus che ritorni ad essere dominante".

Gli infortuni di Locatelli, Thuram e Yildiz possono condizionare la prima parte di stagione della Juventus? Per Douglas Luiz e Koopmeiners può essere la stagione del rilancio?

"Sono assenza che avranno sicuramente un peso importante. Certo, per un organico come quello della Juventus sarebbe riduttivo pensare che possano influire in maniera decisiva in negativo. In rosa ci sono le giuste alternative. Calciatori capaci di giocare titolari e di fare la differenza. Con Locatelli i bianconeri perdono leadership tecnica e caratteriale. Con Yildiz perdono tanto negli ultimi metri e dal punto di vista qualitativo. Dietro questo momento negativo però potrebbe nascondersi un fattore di crescita inaspettato. Giocatori come Douglas Luiz e Koopmeiners, infatti, potrebbero prendersi la scena a centrocampo, con maggiori responsabilità e più minuti nelle gambe. Hanno un'opportunità importante. Devono ritrovare smalto e sicurezza. Anche a livello caratteriale mi aspetto tanto da loro".

Kolo Muani è già un "problema" per la Juventus o bisogna avere più pazienza nei riguardi dell'attaccante francese?

"Kolo Muani è un giocatore importante e non penso che sia o possa diventare un problema per questa Juventus. Non sta segnando, ma bocciarlo subito sarebbe da tifosi da bar. Non sta rendendo al massimo, ma questo dipende anche da quelle che sono le richieste del mister e dal suo prototipo di centravanti nel sistema di gioco adottato. Se Spalletti predilige un altro tipo di attaccante, oltre a Woltemade, condizioni permettendo, anche Milik potrebbe diventare un'alternativa valida. Tuttavia, sono sicuro che Spalletti faccia giocare chi sta meglio fisicamente e mentalmente e non chi è costato di più. Oggi vede più pronto Kolo Muani e per questo il francese gioca titolare. Bisogna dargli fiducia, è un giocatore di valore e di qualità".

Inter, Roma e Como sono le principali candidate allo scudetto? Quale squadra ti ha convinto di più finora?

"Sarà un campionato di Serie A molto equilibrato. La Roma ha assimilato ancor di più le idee di Gasperini e ha alzato la condizione fisica e di conseguenza l'asticella degli obiettivi. Il Como sta continuando in maniera ottimale la propria ascesa, si è visto chiaramente anche contro il Lipsia in Champions League. La squadra di Fabregas per qualità e carattere si inserisce sicuramente nel discorso scudetto. L'Inter in questi anni sta facendo benissimo con Chivu, sulla scia di quanto fatto in precedenza con Inzaghi. I nerazzurri sono i favoriti, ma rispetto allo scorso anno il gap con le inseguitrici si è assottigliato molto".

Il Catania ha raccolto appena 3 punti nelle prime 4 giornate: cosa deve cambiare per invertire la rotta? La promozione è davvero un obiettivo alla portata?

"L'obiettivo della Serie B è sicuramente alla portata del Catania. Bisogna capire però che costruire una squadra in Serie C non equivale a fare il fantacalcio. Non basta investire tanto o mettere insieme un tot di giocatori con un certo curriculum per vincere il campionato. Il calcio è un gioco di interazione tra compagni di squadra e bisogna sapersi adeguare a quelle che sono le indicazioni della guida tecnica. A Catania c'è tantissima pressione. Ci vuole tempo e ci vuole pianificazione per costruire qualcosa di buono. Con Longo si è ripartiti da zero dopo la gestione Toscano, non si può ottenere tutto subito, bisogna programmare per bene. Le pretendenti alla promozione poi sono tante e agguerrite, soprattutto nel girone C. In questo momento la squadra deve fare cerchio per uscire dal momento negativo e fare bene da qui alla fine".

Il Brescia di Corini è invece partito forte ed è terzo: può essere protagonista nella corsa alla Serie B? La squadra ha i mezzi per giocarsela fino alla fine?

"Il Brescia ha cambiato poco e questo può essere un fattore importante e un vantaggio decisivo per dare continuità a quanto di buono fatto vedere già lo scorso anno. Dopo la finale playoff persa contro l'Ascoli, l'obiettivo del club è sicuramente quello di centrare la Serie B in questa stagione, magari da prima in classifica nel proprio girone. I mezzi ci sono tutti: c'è una struttura definita e tanta qualità. Mi aspetto un Brescia protagonista nel girone A".

Il Perugia riparte con la nuova gestione di Alessandro Gaucci e mister Diana: può essere l’inizio di un nuovo ciclo e del rilancio del club?

"Sicuramente a Perugia c'è competenza. Alessandro Gaucci sa di calcio, ha vissuto sempre di questo. Diana, poi, è un ottimo allenatore, di quelli moderni: propone un calcio coraggioso e offensivo. In estate è stato fatto un buon lavoro nella ricerca dei nuovi innesti, con grande coesione nelle scelte tra la società e la guida tecnica. Il campionato di Serie C è lungo e insidioso. Il girone B vede vere e proprie corazzate come Reggiana, Spezia, Pescara, Ravenna e Livorno. Per il Perugia non sarà facile trovare spazio, servirà tempo. Il cognome Gaucci riporta entusiasmo in città e rievoca risultati storici per questo club. Lavorare con slancio positivo in questo momento è fondamentale per ottenere buoni risultati".