Intervista esclusiva a Nicola Binda: " Lazio bellissima realtà, l'assenza dei tifosi fa riflettere"
Intervista esclusiva della nostra Redazione a Nicola Binda. Giornalista de 'La Gazzetta dello Sport' dal 1989, con oltre 35 anni di attività dedicata principalmente al calcio, contraddistinta da una forte passione nei riguardi delle Serie B, C e da una particolare attenzione alla divisione dilettantistica. Ha analizzato la situazione di A e B dopo la primissima parte di stagione.

La nostra redazione ha avuto il piacere di intervistare Nicola Binda, giornalista della Gazzetta dello Sport. Con lui abbiamo trattato i temi caldi della serie A di calcio a partire dall'esonero a Venezia di Giovanni Stroppa passando per l'ottimo inizio di campionato di Inter e Lazio. Ha analizzato anche la situazione delle italiane in Champions.
Buon giorno, partirei chiedendole un commento sull'ultimo esonero in ordine cronologico, quello di Stroppa a Venezia.
I risultati parlano chiaro, le buone prestazioni di alcune partite non sono bastate, l'alibi di qualche infortunio di troppo sicuramente regge, però la cosa che mi ha colpito è stato vedere come, dopo una lunga pausa che avrebbe consentito di riorganizzare le cose, la squadra abbia preso contro l'Atalanta tre goal in mezz'ora. Evidentemente era proprio il caso di cambiare anche se è un peccato perchè il Venezia con Stroppa aveva avviato un programma triennale e c'era grande fiducia nel suo lavoro. Rimane un ottimo allenatore ma probabilmente non riusciva ad ingranare con la squadra, la scelta della Società è comprensibile.
Si sente così tanto secondo Lei il salto di categoria dalla B alla A?
Questo succede in tutte le categorie, il salto si sente. In particolare tra la serie A e la serie B cambia molto il livello della qualità dei giocatori. Nella massima serie il calcio è forse meno intenso e più lento ma di maggiore qualità, il salto si sente per quello.
Ieri Napoli e Inter sono scese in campo in Champions League, una serata da dimenticare...
L’Europa ci riporta a terra. In attesa di Como e Roma, bruttissima serata per Inter e Napoli che incassano pesanti sconfitte contro avversari nemmeno di primissima fascia. La pur bella Serie A ci ha illuso, purtroppo in Europa ci passano sopra in tanti e, se non andiamo ai Mondiali da anni, forse è proprio a causa del mediocre livello del nostro massimo campionato.
Che idea si è fatto di questa primissima parte di stagione?
Il Como è la nuova Atalanta e ormai si è stabilito tra le grandi a giocarsela, il Cagliari è una bella sorpresa di inizio stagione, naturalmente non potrà resistere fino all'ultimo a quei livelli ma mi piace vedere queste novità altrimenti avremmo una serie A troppo scontata. Mi sembra un campionato più vivace con l'Inter sicuramente che rimane una spanna sopra tutti. Credo però che la Roma guidata al secondo anno da Gasperini sarà una rivale tosta fino alla fine.
A proposito di Roma e Como, chi è uscito meglio dallo scontro diretto?
Ne è uscita meglio la Roma perchè ha strappato un punto in trasferta sul campo di una diretta concorrente chiudendo tra l'altro in inferiorità numerica per l'espulsione di Malen. Il Como ha comunque dimostrato di potersi tranquillamente giocare anche quest'anno la qualificazione in Champions League.
Si aspettava un inizio così positivo della Lazio? Quanto conta la voglia di rivalsa di Gattuso dopo l'esperienza in Nazionale?
Sicuramente Gattuso è riuscito a trasformare l'amarezza in sacrificio e dedizione sul campo, questa Lazio è una bellissima scoperta. Vederla così alta in classifica è un aspetto positivo di questa stagione. È un controsenso vedere che i tifosi preferiscano mantenere la linea di polemica verso la società, non mi permetto assolutamente di giudicare perchè ognuno fa le proprie valutazioni all'interno delle proprie realtà ma sicuramente situazioni come quelle dei tifosi della Lazio e del Bari fanno riflettere.
L'inizio di Juventus e Milan?
È deprimente vedere due squadre che hanno fatto la storia del calcio in Italia e in Europa costantemente in fase di progettazione e non vedere ancora il lavoro finito. Noto dei gruppi di buoni giocatori che non sono però ancora vera squadra. Posso capire Amorim che è alla sua prima esperienza in Italia ma mi stupisce vedere che un allenatore dello spessore di Spalletti non sia ancora riuscito a costruire una squadra con la "s" maiuscola, con una precisa identità, aspetto che invece hanno sicuramente Inter e Roma.
Guardando alla serie B, campionato che Lei segue e conosce benissimo, il Palermo è partito alla grande...
Il Palermo è partito forte perchè ha dato continuità al lavoro dello scorso anno. Il cammino terminato con l'eliminazione dei playoff promozione non è stato vissuto come una delusione. I tifosi hanno sostenuto la squadra, questo insieme agli innesti dei nuovi giocatori e ad una impostazione di gioco da parte di Inzaghi più propositiva sta dando i risultati giusti. Sicuramente dunque il Palermo è la grande favorita ma le avversarie come il Pisa stanno dando ottimi segnali.