Il Leicester e altri miracoli nello sport

Pubblicato il autore: Luca Prete

football-leicester-citys-jamie-vardy-celebrates-after-scoring-their-first-goalE giunse anche il turno di una squadra come il Chelsea cadere di fronte al Leicester dei miracoli. Gli uomini di Ranieri, infatti, con il 2 a 1 rifilato al team londinese, ritorna in vetta nella Premier League e allungando ulteriormente la sua striscia positiva (quinta vittoria nella ultime sette giornate e da nove senza sconfitte). Una favola fatta di riscatto e voglia di imporsi di fronte ad altri che hanno a disposizione mezzi economici e tecnici nettamente superiori.
Ma lo sport in generale non è mai stato eccessivamente “avaro” nel regalare imprese eroiche.  Rimanendo in orbita calcistica, è obbligo citare il Cagliari che nel 1970 si aggiudicò lo scudetto riempiendo di orgoglio una intera regione; il “piccolo” Verona dell’85 guidato Osvaldo Bagnoli che riuscì a spezzare (almeno per una stagione) il dominio d una delle più forti Juventus mai esistite; il Castel di Sangro del ’96, un paese di 5000 abitanti capace di giungere in Serie B;la Grecia dell’Europeo 2004, in ultima posizione per gli scommettitori prima dell’inizio del torneo e invece trionfatrice alla fine, e ancora il Chievo di Del Neri, un quartiere in grado di mettere in crisi big come Juventus e Milan.
Risultati che si possono definire dei propri e veri miracoli, tuttavia, si sono verificati nella maggior parte delle discipline sportive.
Nel rugby, grande sorpresa ha suscitato la vittoria dell’inesperto Giappone di fronte una delle favorite del torneo, il Sud Africa. Il team nipponico trionfando per 34 a 32, ha dimostrato di rifiutare l’etichetta di “vittima sacrificale” attribuita prima del match, dimostrando invece di essere il vero predatore.
Nell’atletica,  un’altra impresa eroica l’ha raggiunta il francese Christophe Lemaitre, il quale fu il primo bianco a correre i 100 metri al di sotto dei 10 secondi (9,98) durante i campionati nazionali in Francia nel 2010.
Ci possono essere anche imprese che vanno oltre l’età anagrafica e l’avanzare del tempo, come quella che ha riguardato lo statunitense Bernard Hopkins. A 46 anni suonati, il pugile di colore è diventato il più vecchio campione del mondo nella storia di questo sport nella categoria mediomassimi, battendo il precedente record detenuto da George Foreman. Stesso discorso lo si può fare in merito al nostro Yury Chechi che nell’olimpiade greca del 2004 a 35 anni ottenne una inaspettata medaglia di bronzo.
I miracoli nello sport certo non sono finiti con gli esempi riportati e sono sempre stati trasversali “toccando” quasi tutte le specialità, note e meno note, con un unico comune denominatore, la vittoria assolutamente clamorosa e insperata di Davide su Golia, sotto le veti di avversario nettamente più forte e invecchiamento.

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