Invasione serpenti in “campo”: Molmenti stoppa l’allenamento

Pubblicato il autore: Paolo Bellosta Segui

molmenti incontro col serpente
Ora possiamo anche riderci sopra, ma per Daniele Molmenti non dev’essere stato certo un incontro così piacevole. Il canoista italiano si trovava in Australia, impegnato nei canonici allenamenti in vista delle prove di selezione olimpica.
Immaginatevi la scena… Siamo nei pressi di Sydney, sul White Water Stadium a Penrith. Molmenti sta pagaiando su una zona di risalita, all’improvviso dalla riva arriva forti le urla: “Fermo! Guarda più avanti”.
In quei pochi secondi può succedere di tutto, in quei momenti la concentrazione può isolarti da ciò che ti accade intorno, fortunatamente Molmenti si accorge che qualcosa di strano sta accadendo nelle acque australiane. L’olimpionico sente il buon suggerimento e si blocca: “sono riuscito a fermarmi a monte e ho dato un’occhiata a dove, pochi decimi di secondo dopo, sarei potuto essere: c’era un serpente lungo circa 1,5 metri che girava in balia delle onde attorno proprio alla porta in risalita”.
Il pericolo è scampato, l’intruso non sarebbe stato certo un compagno di allenamento molto simpatico: il brown snake, questo il suo nome, è uno dei rettili più pericolosi di tutto il globo, responsabile di un numero elevatissimo di decessi ogni anno, soprattutto in Australia e Nuova Guinea.
L’amico squamato è stato cordialmente invitato ad uscire, sollecitato da qualche pagaiata di “affetto”, data sempre con grande dolcezza per evitare improvvise ritorsioni. “Io personalmente – prosegue Molmenti – e due persone dell’organizzazione abbiamo provato ad accompagnarlo con grande attenzione, ma era davvero aggressivo e non mi sembrava il caso di stuzzicare troppo l’animale”.
Il visitatore è stato accompagnato all’uscita, poi la palla è passata ai vigili del fuoco che si sono impegnati non poco per recuperarlo e portarlo via.
Molmenti appare leggermente frastornato dall’insolito incontro, di certo stringere amicizia col rettile non era nei suoi programmi. Nonostante qualche brivido di paura, il sorriso torna quasi subito a stamparsi sul viso dell’atleta azzurro,che chiude così la questione: “Ho un figlio da crescere e morire è talmente brutta come cosa che giuro… sarà l’ultima cosa che faccio”.

Paolo Bellosta

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