Rio 2016, golf: Allarme Zika, McIlroy rinuncia alle Olimpiadi

Pubblicato il autore: Michele Santoro Segui

Rory McIlroy of Northern Ireland celebra
Rio 2016, golf: Allarma Zika, McIlroy rinuncia alle Olimpiadi – Rischiare di contrarre la Zika, e quindi mettere a rischio la salute di un futuro figlio, o cercare di vincere le Olimpiadi? Questo è il dilemma più annoso a cui, almeno da un anno a questa parte, la gran parte degli atleti qualificati per Rio 2016 deve dare una risposta. Il terribile batterio, trasmesso dalla puntura della zanzara Aedes aegypti , nell’adulto causa poco più che un semplice stato febbrile, ma ha ripercussioni micidiali sul corredo genetico che viene trasmesso da genitore a figlio. Nel 90% dei casi, un uomo o una donna che abbiano contratto la Zika, hanno poi avuto un bambino affetto da microcefalia o altre malformazioni fisiche.

Un pericolo molto alto, che ha convinto molti olimpionici a restarsene a casa. L’ultimo, in ordine di tempo, è il campione di golf, attualmente quarto nel World Ranking, ma primo per 95 settimane consecutive, Rory McIlroy. L’asso nord irlandese, che però difende i colori dei cugini irlandesi, è felicemente fidanzato con la tennista polacca Caroline Wozniacki, e proprio in virtù del loro amore, avrebbe deciso di rinunciare alla corsa alla medaglia a “5 cerchi”.

Il golfista si aggiunge ad una già folta schiera di atleti che non partirà per il Brasile; una lista composta da nomi di prim’ordine, tra cui, il cestista spagnolo Pau Gasol, il neo campione NBA LeBron James, il ciclista americano Tejay van Garderen, e gli altri golfisti Vijay Singh e Marc Leishman. Altri, invece, ricorreranno a metodi alternativi, come il primatista di salto in lungo, l’inglese Greg Rutherford, che ha deciso di congelare il suo seme.

McIlroy ha annunciato il suo forfait direttamente dalle pagine del Wall Street Journal, con un’intervista ufficiale: “Dopo essermi consultato con le persone a me più vicine ho deciso che la mia salute e quella della mia famiglia vengono prima di tutto. Anche se il rischio infezione è considerato basso, è comunque un rischio che io non voglio prendermi“. Poi ha continuato: “Spero che gli irlandesi possano comprendere la mia scelta, l’appoggio incrollabile che ricevo ogni volta che gareggio, in patria o all’estero, significa tutto per me, ma ho deciso così. Mi auguro di poter avere altre chance di partecipare alle Olimpiadi e di rappresentare il mio Paese“.

Nessun effetto sulla psicosi di massa, sembrano sortire i vasti interventi di bonifica attuati dal governo nazionale, soprattutto nelle Favelas di Rio, dove il maggior tasso d’umidità e le scarse condizioni igieniche favoriscono il proliferare dei “mosquitos” vettori del virus. In più, i Giochi partiranno nel mese di agosto, ovvero in pieno inverno dall’altra parte del mondo: le basse temperature dovrebbero incidere negativamente sulla presenza delle zanzare, proprio come spiega il sindaco della città carioca,  Eduardo da Costa Paes: “Agosto e luglio sono due mesi secchi e non così caldi, dunque il problema delle zanzare è meno pressante. Prenderemo tutte le precauzioni necessarie e faremo tutto quanto è in nostro potere per tutelare atleti e visitatori che verranno a Rio“.

Un appello che va contro quello dell’Organizzazione Mondiale della Sanità, che spiega: “Per limitare la diffusione del virus bisogna evitare viaggi verso il Brasile e gravidanze. Per questo motivo sarebbe auspicabile un rinvio delle Olimpiadi a quando la diffusione si sarà placata, o spostare la sede“.

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