Il Principato di Seborga, tra sport, indipendenza e colpi di stato

Pubblicato il autore: Daniele Caroleo

principato di seborga
C’era una volta.

Potrebbe cominciare proprio così questa storia. Come quelle fiabe che ci venivano raccontate da piccoli e che narravano le avventure di principi, principesse e regni lontani.

Perché anche quella che sto per descrivere potrebbe essere considerata, per certi versi, una sorta di fiaba. Una fiaba moderna, che parla di un regno non così lontano in verità. Anzi, per la precisione, di un Principato: il Principato di Seborga.

Siamo in Liguria, nella provincia di Imperia, a pochi chilometri dal confine con la Francia e, di conseguenza, dalla meravigliosa Costa Azzurra. Seborga è un piccolo comune composto da poco meno di quattrocento abitanti e situato, per l’appunto, nell’entroterra ligure. Un luogo incantevole, non fosse altro che per il panorama mozzafiato che si può ammirare semplicemente soffermandosi dalla cosiddette postazioni panoramiche di questa ridente cittadina.

Fino a qui, però, nulla di strano o di particolare, se non fosse per il fatto che Seborga si è, ormai da tempo, autoproclamato indipendente dalla Repubblica Italiana in virtù di un antico status di Principato e di una sorta di invalidità dell’annessione al Regno di Sardegna nel lontano 1729.

Ed è proprio in questi luoghi, che non ho timore di definire fiabeschi, che ho avuto il piacere di incontrare Matteo Bianchini, Direttore Sportivo della Federazione Calcistica del Principato di Seborga (FCPS), con il quale ho avuto modo di affrontare, oltre alla tematiche prettamente sportive e calcistiche di questo luogo, anche la storia e le peculiarità dello stesso Principato.

Una piacevole chiacchierata (durante la quale ho avuto modo di scattare anche alcune fotografie) passeggiando per le vie di questo borgo medievale, tra gli antichi edifici, costruiti principalmente in pietra, deliziose piazzette, viuzze caratteristiche e vari negozietti, dove si possono effettuare gli acquisti utilizzando anche il “Luigino”, la moneta corrente del Principato.

La storia del Principato di Seborga, dalle origini alle rivendicazioni di indipendenza

Nonostante le ambizioni indipendentiste e autonomistiche del Principato siano, sostanzialmente, piuttosto recenti, visto che solo il 14 maggio del 1963 il popolo di Seborga si riunisce spontaneamente ed elegge, democraticamente, Giorgio I in qualità di primo principe di questo territorio, la sua storia ha radici piuttosto antiche e radicate, che risalgono addirittura fino al V° secolo a.C.

Tralasciando però, per farla quanto più breve possibile, tutta la fase storica relativa all’epoca della fondazione di quello che era, inizialmente, un semplice insediamento creato a seguito delle scorrerie dei pirati che avevano costretto, di fatto, la popolazione della fascia costiera del ponente ligure a riparare nell’entroterra, e di quella relativa alla varie dominazioni e vicissitudini che questo determinato territorio ha avuto nel corso dei secoli, è il caso di giungere, tutto d’un fiato, e di mettere in evidenza, per quello che ci interessa principalmente, il contesto storico intorno all’anno 1729.

In quel periodo Seborga era un feudo dei monaci di Sant’Onorato di Lerino e, il 30 gennaio di quell’anno, quegli stessi monaci stipularono un accordo di vendita del territorio di loro competenza con l’allora Re di Sardegna, Vittorio Amedeo II di Savoia.

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L’atto di vendita venne sottoscritto a Parigi ma, come riportato dettagliatamente all’interno del sito ufficiale del Principato di Seborga (nel quale è possibile approfondire ulteriormente tutta la storia di questi luoghi) “tale atto, che peraltro non venne mai registrato, non prevedeva esplicitamente che il Re di Sardegna avrebbe acquisito la sovranità su Seborga (tant’è che la dicitura “Principe di Seborga” non compare mai tra i suoi titoli ufficiali), ma semplicemente che il territorio di Seborga sarebbe diventato suo possedimento personale, sul quale avrebbe esercitato il ruolo di protettore (ius patronatus); non a caso, l’acquisto fu effettuato con le finanze personali del re e non con quelle del regno sabaudo. Su queste tesi, il Principato di Seborga sostiene ancora oggi che Seborga sia indipendente, poiché con l’acquisto del Principato nel 1729 la sovranità, in assenza di un’esplicita clausola che prevedesse il trasferimento di quest’ultima al Re di Sardegna, sarebbe ricaduta ipso iure sul popolo di Seborga, che non l’avrebbe esercitata attivamente per quasi due secoli limitandosi ad acconsentire tacitamente al fatto che l’effettiva gestione del paese fosse affidata al Re di Sardegna tramite i suoi emissari. L’annessione al Regno d’Italia nel 1861 e alla Repubblica Italiana nel 1946 sarebbero pertanto atti unilaterali e illegittimi, perché violano la legittima sovranità del popolo seborghino. L’esilio dei Savoia, nel 1946, comportò peraltro la fine dello ius patronatus.”.

Una rivendicazione basata su fatti storici concreti che però, ad oggi, non ha sortito gli effetti auspicati da popolo seborghino. Nel 2014, infatti, la Corte Europea dei Diritti dell’Uomo di Strasburgo ha, di fatto, respinto il ricorso per l’indipendenza di Seborga presentata alcuni anni prima. Su tale inammissibilità, notificata al Principato, ha avuto modo di intervenire anche l’attuale principe Marcello I, eletto il 25 aprile 2010 per succedere al principe Giorgio I, venuto a mancare il 25 novembre del 2009. L’attuale principe in carica ha infatti dichiarato, difendendosi, per altro, da alcuni feroci attacchi dei suoi principali oppositori, che “la battaglia per l’indipendenza non si ferma affatto, checché ne dica la Corte. Stiamo studiando già da tempo soluzioni alternative per riaffermare la legittimità dell’indipendenza del Principato di Seborga”.

La Federazione Calcistica del Principato di Seborga

Uno degli strumenti utilizzati per promuovere positivamente la figura del Principato di Seborga è, senza dubbio, quello legato alle attività sportive di questo luogo. Proprio in quest’ottica, ad esempio, il 6 giugno del 2014 venne sancita ufficialmente la nascita della Federazione Calcistica del Principato di Seborga. “L’idea della Federazione di Seborga – mi spiega Matteo Bianchini – è nata gradualmente negli anni. Già ai tempi in cui governava lo storico Principe Giorgio I, l’allora Ministro dello Sport, Walter Ferrari, aveva sondato il terreno in questa direzione, incontrando a Seborga i vertici di N.F.-Board, un’importante organizzazione mondiale che raggruppa non solo le Federazioni calcistiche di alcuni piccoli Stati non affiliati alla FIFA, ma soprattutto quelle delle cosiddette ‘nazioni senza Stato’ ossia molteplici aree del pianeta rilevanti dal punto di vista storico, culturale e linguistico che non sono però indipendenti politicamente. La prematura scomparsa del principe Giorgio I arrestò, per un certo periodo, tale processo che venne poi intrapreso nuovamente grazie all’allora Console di Seborga in Alsazia, Marcel Mentil, ed al Presidente del Comitato Olimpico di Seborga, Marcello Paris, i quali organizzarono lo storico incontro del 6 giugno 2014, grazie al quale venne sancita la nascita della Federazione. In quell’occasione erano presenti all’evento diverse autorità di Seborga, in particolare il Ministro dello Sport, Giuseppe Bernardi, ed il Ministro degli Affari Esteri, Nina Menegatto. Oltre ai vertici della stessa N.F.-Board, che procedettero immediatamente all’affiliazione della Federazione alla loro organizzazione. Nelle settimane successive il sottoscritto, unitamente all’attuale Presidente, Claudio Gazzano, e alla, Segretaria Linda Chittolini, venimmo contattati per proporci una collaborazione. Una proposta che noi accettammo all’istante, avendo da sempre seguito ed ammirato la storia di Seborga dalla nostra vicina città di Sanremo.”
L’entusiasmo con il quale Matteo Bianchini mi racconta la storia della Federazione Calcistica del Principato di Seborga è coinvolgente. Decido di approfondire ulteriormente la questione, soprattutto alla luce delle ultime notizie che ho avuto modo di leggere  su alcuni siti di informazione locale e che hanno parlato del nuovo campionato di calcio del Principato. “Il campionato nazionale di Seborga è stato disputato per la prima volta nell’agosto del 2015 sotto forma di torneo triangolare in un’unica serata ad Ospedaletti. In quell’occasione si imposero gli ‘orange’ padroni di casa su Borgio Verezzi e Cipressa. Sempre nello stesso anno consegnammo anche la prima Coppa Nazionale grazie ad un altro torneo serale chiamato “I pr/lay for Sergio”, organizzato da Francesco Merlo Manco sempre ad Ospedaletti, per aiutare lo sfortunato calciatore Sergio Martinez. Nell’occasione proprio Francesco, assieme ai tecnici Pino Ghersi e Tommaso Ciavaglioli, permise l’esordio del FC Seborga, che fu quindi una delle squadre partecipanti a quell’iniziativa, poi vinta dagli juniores della Sanremese, ai quali noi donammo simbolicamente la nostra Coppa Nazionale come premio supplementare. Quest’anno invece, anche per non coinvolgere le squadre in impegni extra, abbiamo deciso di considerare gli scontri diretti che i club della nostra zona affrontano già nei loro campionati italiani locali. Quindi ci siamo rivolti ad alcune società, trovando l’adesione di quattro di esse, ossia Ospedaletti, Don Bosco Vallecrosia Intemelia, San Stevese ed Andora. Noi sostanzialmente stiamo prendendo nota dei risultati delle partite che si stanno svolgendo fra queste quattro squadre all’interno del girone di Prima Categoria ligure 2016/17 al fine di stilare una nostra mini-classifica per la consegna dello “scudetto” del Principato. Allo stesso modo cercheremo di assegnare anche la Coppa e la Supercoppa 2016 tramite alcune partite di Seconda Categoria che sicuramente vedranno protagonisti i nostri amici del Borgio Verezzi ed altre squadre.”

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Matteo Bianchini è un fiume in piena ed è un piacere approfondire gli argomenti che stiamo trattando. Come ad esempio quelli relativi alle attività principali della Federazione di Seborga. E conseguentemente quello relativo alla Nazionale del Principato. “L’attività principale, per volontà dei fondatori, fu da subito quella di allestire la nazionale di calcio a 11 di Seborga che fino a quel momento non aveva mai esordito. E l’occasione arrivò immediatamente, nell’agosto del 2014, grazie alla proposta di affrontare la nazionale di Sealand, anch’essa affiliata a N.F.-Board. Dato che Seborga non dispone di campi a undici, né di un numero sufficiente di giocatori residenti, la partita si disputò ad Ospedaletti e le maglie della nostra nazionale furono indossate dal locale club calcistico, il quale giocò l’anno seguente anche la seconda, e fino ad ora ultima, partita della nazionale, in questo caso contro un club lombardo amico del Principato, il Bergamo Longuelo, presieduto da Gianfranco Guerra, che per l’occasione ideò la prima edizione del trofeo ‘Seborga Principato di Pace‘. Il bilancio fu di una sconfitta per 2-3 contro Sealand, contraddistinta da una parziale rimonta dopo lo 0-3 iniziale, e di una vittoria per 2-0 nel secondo caso. In seguito i nostri progetti si espansero alla nazionale di calcio a 5 ed a quella di football sala, due sport simili fra loro ma diversi per alcuni dettagli, che hanno il vantaggio di poter essere praticati direttamente a Seborga nell’ottimo centro sportivo ‘Bruno Semeria’. Oltre alle rappresentative nazionali, la Federazione ha poi deciso di contribuire alla gestione di due club nati in onore del Principato, rispettivamente il FC Seborga per il calcio a 11 e lo storico Pro Seborga per calcio a 5 e football sala. Tali squadre non partecipano a campionati lunghi ma anch’essi vengono impegnati per eventi periodici. Infine, seguendo il modello di tutte le Federazioni calcistiche mondiali, abbiamo deciso di avviare le tre competizioni nazionali tipiche degli Stati riconosciuti ossia Campionato, Coppa e Supercoppa. Per adesso tali iniziative, come detto, sono state intraprese solo nel calcio a 11 tramite la partecipazione di alcune squadre del Ponente ligure, ma ci auguriamo di poter provvedere anche per il calcio a 5, magari creando ad hoc alcune piccole squadre in onore delle varie zone di Seborga.”

I rapporti “internazionali” della FCPS e gli altri sport nel Principato di Seborga

La nostra chiacchierata continua, proprio mentre stiamo transitando davanti al cosiddetto “Palazzo dei Monaci”, in piazza San Martino, facilmente riconoscibile grazie all’enorme stemma di Seborga, con i colori bianco e azzurro che contraddistinguono il Principato,  esposto sulla facciata principale dell’edificio. In questo posto, nella parte inferiore, c’è un locale dove venivano coniati, in passato,  anche i famosi “Luigini”. Tutte le strutture e tutte le case intorno a noi trasudano storia e tradizione. Storia e tradizione alle quali i seborghini sono legatissimi e di cui vanno orgogliosamente fieri. Lo stesso orgoglio che traspare dalle parole di Matteo Bianchini, mentre continua a raccontarmi delle attività della Federazione Calcistica del Principato di Seborga (e non solo) e dei vari rapporti sportivi anche al di fuori dei loro confini “nazionali”. “In realtà il Principato non è purtroppo ancora indipendente né riconosciuto, quantomeno a livello ufficiale. Seborga è infatti un comune italiano anche se noi gestiamo la Federazione come se fosse quella di un vero e proprio Stato. Oltre all’affiliazione alla N.F.-Board abbiamo recentemente conosciuto anche Axel Paderni, presidente della Federazione Italiana Football Sala, il quale ci ha gentilmente invitato a partecipare ad alcune sue iniziative sia come club Pro Seborga sia come nazionale. Si tratta di una prospettiva davvero interessante poiché in questa disciplina alcune rappresentative di Stati riconosciuti hanno accettato di giocare in futuro contro Seborga. Già quest’anno la nazionale di Seborga ha avuto l’onore di affrontare l’Italia a Ventimiglia nella categoria ‘open’ (riservata a ragazzi disabili) aggiudicandosi peraltro la partita sotto la guida dell’associazione Spes Onlus. Ci auguriamo quindi di poter proseguire anche in questa direzione ringraziando Axel ed il suo staff per la loro amicizia nei confronti di Seborga. Abbiamo inoltre strettissimi rapporti, ovviamente, con l’altra associazione di cui fanno parte alcuni di noi ossia la Federazione Calcistica Tera Brigasca – Labaj – Riviera dei Fiori, la quale rappresenta a grandi linee la Provincia di Imperia, oltre ad alcune aree di Francia e Piemonte. Attraverso l’Associazione Polisportiva e Culturale AWF Arma-Sanremo creammo infatti tanti anni fa, in vari sport, una sorta di nazionale denominata Labaj avente come ‘capitale’ Bajardo, paese a noi caro. In seguito ampliammo il progetto a tutta la Riviera dei Fiori ed alla storica Tera Brigasca abbracciando quindi tutto il Ponente ligure dalle Alpi Marittime fino alla fascia costiera passando per le aree collinari. Nonostante tale progetto fosse nato quasi per gioco riuscimmo ad ottenere l’affiliazione ad N.F.-Board nel 2014 venendo poco dopo chiamati anche da Seborga che, come detto, aveva appena fondato ed affiliato contemporaneamente la propria Federazione. Grazie ad una concessione di N.F.-Board alcuni di noi si stanno quindi occupando dello sviluppo simultaneo di entrambe le Federazioni che rappresentano a tutti gli effetti una particolarità geografica unica considerando che, delle circa cinquanta squadre iscritte a livello mondiale alla N.F.-Board, ben due sono nel nostro territorio. Abbiamo poi ottimi rapporti anche con Claudio Gallo, responsabile della storica nazionale della Padania che vinse diverse edizioni dei Mondiali Viva World Cup ossia la massima competizione internazionale creata dalla N.F.-Board, un vero e proprio Campionato del Mondo riservato a tali squadre. Le nostre due Federazioni locali non hanno attualmente i mezzi per partecipare a queste iniziative. Va considerato infatti che all’interno della N.F.-Board noi siamo molto piccoli, paragonabili un po’ a San Marino nella FIFA. La Padania invece è stata una vera e propria corazzata capace di superare grossi calibri come Lapponia e Kurdistan, aree in cui la nazionale unisce un popolo intero e riempie gli stadi. Abbiamo poi ottimi rapporti con la nazionale di Sealand che ci ha permesso, come ti ho raccontato poc’anzi, di esordire nel calcio a 11 e siamo in contatto anche con Trieste ed il Cilento, altre due realtà della penisola italiana. Infine va ricordato che, pur non essendoci relazioni ufficiali, da diversi anni una nostra delegazione, da sempre ammiratrice dei piccoli Stati, si reca a San Marino per assistere sia alle partite della loro nazionale sia al turno preliminare di Champions League che vede impegnata la squadra vincitrice del loro scudetto. Sono partite sempre molto divertenti sia in campo e sia sugli spalti.”

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La domanda, però, a questo punto, sorge spontanea: visto che Matteo Bianchini mi ha parlato anche di altre realtà del territorio limitrofo che praticano ulteriori sport oltre al calcio, ci sono altre discipline sportive che vengono esercitate e promosse all’interno del Principato di Seborga? “Seborga è già stata impegnata in passato in diverse discipline grazie all’attività del Comitato Olimpico di Seborga (CONS). Tra i settori coinvolti ci sono, ad esempio, quelli dell’equitazione, della pallamano e dell’ hockey su prato. Inoltre, attualmente, siamo a conoscenza della splendida attività svolta dal runner Daniele Guerrini, che ha recentemente gareggiato al Ninja Warrior Italia in rappresentanza del Principato di Seborga, e sappiamo anche di una proposta riguardante il  tennistavolo. Ci hanno poi raccontato che alcuni sportivi hanno gareggiato, in passato, con simboli o abbigliamento dedicati a Seborga ed anche noi, pur occupandoci principalmente di calcio, speriamo di poter equipaggiare in futuro il nostro amico ciclista Andrea Caiarelli di Pescara per permettergli di svolgere qualche corsa con i colori del Principato.”

La situazione politica del Principato di Seborga, tra la monarchia elettiva e i recenti tentativi di “colpo di stato”

E’ innegabile che quanto accade in questo piccolo comune del ponente ligure sia veramente particolare e affascinante. Passeggiando per le vie del centro cittadino si può constatare, concretamente, il fortissimo legame con il blasone di questi luoghi ed il peculiare furore araldico, che caratterizza quasi tutti gli edifici che mi circondano. Oltre al fatto che si comprende perfettamente di come la questione indipendentista del Principato di Seborga non sia una semplice mossa turistica o una consuetudine tipicamente folkloristica, ma sia invece una rivendicazione sostenuta e caldeggiata fortemente dall’intera cittadinanza.

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“Seborga è un Principato Libero e Sovrano, retto da norme democratiche”, così recita l’articolo 1 degli Statuti Generali (la loro Costituzione), che stabilisce, di fatto, che la forma di governo esercitata in questo borgo è la cosiddetta Monarchia Costituzionale Elettiva, costituita da un principe regnante, eletto dai cittadini aventi diritto, con un mandato di sette anni, ed affiancato dal “Consiglio dei Priori” e dal “Consiglio della Corona”. Il primo di questi organismi detiene il potere legislativo ed è costituito dai cittadini nati, battezzati e residenti a Seborga, aventi almeno un genitore e un figlio viventi. Il secondo organismo, invece, detiene il potere esecutivo ed è composto da nove consiglieri: quattro di loro vengono scelti direttamente dal Principe in occasione della sua candidatura, mentre gli altri cinque vengono eletti direttamente dal popolo di Seborga. Esiste inoltre il “Corpo delle Guardie,  originariamente chiamato “Corpo dei Cavalieri di San Bernardo” , che è la guardia d’onore del Principato di Seborga e ha, prevalentemente, funzioni di rappresentanza e cerimoniale.

Inutile dire che in realtà anche qui, come in tutti comuni d’Italia, c’è un sindaco ed un consiglio comunale legittimamente eletto, ma sono figure puramente amministrative, anche loro impegnate, principalmente, nella promozione di questa affascinante realtà.

Ma, come in ogni fiaba che si rispetti, non è tutto, ovviamente, rose e fiori.

Oltre al rigetto dell’istanza di indipendenza, di cui ho già avuto modo di parlare precedentemente, infatti, il Principato di Seborga, nei mesi scorsi, ha addirittura subito un vero e proprio tentativo di colpo di Stato.
E’ lo stesso Matteo Bianchini che mi accenna, verso la conclusione della nostra piacevole conversazione, di quanto successo, mettendomi in guardia, nel caso volessi cercare ulteriori informazioni in rete, dall’evitare di attingere notizie e dati da alcuni siti non ritenuti ufficiali dal Principato. “C’è un forte contenzioso in corso tra il Principe ed un gruppo di “golpisti”, tra i quali, purtroppo, fa parte anche uno dei nostri fondatori francesi. – mi spiega l’attuale Direttore Sportivo della FCPS – Di conseguenza, nel caso dovessi cercare altre notizie in merito al Principato, potresti imbatterti in alcuni siti internet al momento non ufficiali”.

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Un tentativo di golpe che, a suo tempo, costrinse addirittura il Principe Marcello I a rientrare anzitempo dal viaggio istituzionale a Dubai per intervenire in merito a quanto stava accadendo.  Un tentativo di golpe perpetrato da un cittadino francese, tale Nicolas Mutte, che, approfittando della temporanea assenza del legittimo regnante, si è autoproclamato sovrano di Seborga, assumendo il nome di Nicolas I, e ha cominciato a svolgere tutte le funzioni di competenza del Principe, organizzando addirittura incontri diplomatici, conferendo la cittadinanza per merito e nominando, inoltre, nuovi consoli e funzionari del Principato. Nel contempo è stato anche lanciato un sito internet parallelo a quello ufficiale, per altro tutto in lingua francese. Tra gli orditori del complotto ci sarebbe stato anche collaboratore di vecchia data del Principato di Seborga, al quale è stata subito revocata la cittadinanza unitamente a quella dei suoi familiari.

“La scorsa primavera abbiamo appreso che tali vicende riguardavano anche il nostro fondatore Marcel Mentil.
– mi spiega meglio Matteo – In questi anni abbiamo potuto ammirare lo straordinario impegno, la passione ed il livello qualitativo con cui Marcel e la sua famiglia hanno sempre organizzato le loro attività riguardanti il Principato, in particolar modo quelle sportive e giornalistiche legate a SeborgaTV. Per questo motivo siamo ancora più dispiaciuti della situazione, ma riteniamo che siano questioni politiche da risolvere nelle sedi opportune. Noi possiamo solo limitarci ad augurare a Seborga unità e compattezza proseguendo le nostre attività calcistiche in accordo col Principe Marcello ed i Ministri Nina Menegatto e Giuseppe Bernardi.”

In tutti i casi quanto accaduto è stato un sorta di fulmine a ciel sereno all’interno del Principato, che però ha reagito prontamente, innanzitutto provvedendo ad inviare una diffida formale ai golpisti, soprattutto in merito all’utilizzo dei loghi ufficiali di Seborga, in quanto protetti dalla legislazione internazionale su marchi.
Inoltre è stata diramata una nota ufficiale del Principato di Seborga, con la quale si afferma che “non può esservi Principe di Seborga che non sia legittimamente eletto dai Seborghini, i quali rifiutano unanimi con convinzione e fermezza tutti coloro che mostrano interesse verso il Principato con il solo fine di sfruttare un titolo per perseguire meri interessi personali.

E’ quindi arrivato il momento dei saluti, e mentre mi accingo ad andare via, un po’ a malincuore, da questi luoghi affascinanti, non posso che ringraziare ulteriormente Matteo per la sua disponibilità ed il suo entusiasmo coinvolgente, rinnovando la promessa di tornare a trovarli al più presto, magari in occasione di qualche evento sportivo organizzato dal Principato o dalla Federazione Calcistica di Seborga.

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