Caso Nassar, l’ex medico della nazionale statunitense di ginnastica artistica condannato a 175 anni

Pubblicato il autore: Silvia Barbieri Segui


Ieri si è finalmente potuto mettere la parola fine ad uno dei capitoli più tristi che questo sport abbia mai affrontato. L’ex-medico della nazionale statunitense, Larry Nassar, è stato condannato ad un minimo di 40 fino ad un massimo di 175 anni di prigione per aver abusato sessualmente di oltre 150 atlete nell’ultimo decennio.

Contro di lui, ieri in tribunale, hanno testimoniato più di 160 vittime, ginnaste di ogni età che hanno dovuto subire queste atrocità. Tra questa folta schiera rientrano anche diversi nomi importanti del panorama ginnico mondiale come ad esempio Aly Raisman, Simone Biles, McKayla Maroney, Gabby Douglas, Jordyn Wieber e molte altre.

A prendere subito la parola al processo è stata proprio Aly Raisman, atleta pluripremiata e membro titolare della squadra nazionale statunitense alle Olimpiadi di Rio e di Londra. “Nassar ha approfittato delle nostre passioni e dei nostri sogni. Pensavo che l’allenamento per le Olimpiadi sarebbe stata la cosa più dura da affrontare nella mia vita, ma invece la prova più grande è stata accettare di essere vittima di Larry Nassar.”

Finalmente giustizia è stata fatta per tutte quelle ginnaste abusate sessualmente dal medico che hanno cercato di denunciare l’accaduto, ma che nessuno ha mai voluto veramente ascoltare. Come ha testimoniato Amanda Thomashow:

“La Michigan State University, la scuola che ho amato, ha avuto il coraggio di dirmi che non capivo la differenza tra violenza sessuale e procedura medica. Quel maestro manipolatore ha approfittato del suo titolo, mi ha maltrattato, e quando ho trovato la forza di parlare di quello che era successo, sono stata ignorata e la mia voce è stata ridotta al silenzio.”

Poco prima della sentenza, Nassar ha preso finalmente la parola rivolgendosi a tutte le sue vittime: “Le vostre parole mi hanno scosso nel profondo. Riconosco che quanto sto provando impallidisce davanti al dolore, al trauma, alla devastazione emotiva che tutti voi state provando. Non ci sono parole per descrivere la profondità e la vastità del rammarico che provo per quanto accaduto.”

L’ex medico sportivo ha agito indisturbato per oltre due decenni e proprio per questo motivo il Comitato Olimpico americano (Usoc) ha subito dichiarato l’intenzione di aprire un’inchiesta indipendente con lo scopo di capire come mai questo evento sia passato inosservato per così tanto tempo.

Nel frattempo però la USA Gymnastic ha preso seri provvedimenti così da evitare che questa triste vicenda si ripeta. Ha, infatti, tagliato completamente i ponti con il centro di addestramento Karolyi Ranch, la struttura dove sono avvenuti la maggior parte degli stupri, e ha iniziato le indagini tra i vertici della Federazione di ginnastica artistica americana accusati di aver tardato a denunciare l’accaduto. Nell’arco della giornata già tre leader del Consiglio di Amministrazione si sono dimessi.

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