Olimpiadi invernali, ecco i primi bilanci tra certezze e sorprese

Il nostro sci alpino al femminile, ha iniziato con il piede più che giusto, con il bronzo di Federica Brignone, nella sua gara, lo slalom gigante; c'è rimpianto però, perchè tre delle nostre quattro atlete in gara sono finite nei primi dieci posti della classifica. Manuela Moelgg in questa notte italiana, era prima al termine della prima manche, ma non ce l'ha fatta a ripetersi nella fase decisiva.
Ha brillato la giovane stella di Marta Bassino, splendida quinta, alla sua prima partecipazione olimpica. Male invece, Sofia Goggia, ma forse questa non era in toto la sua gara, dove aspettarsi exploit, mentre l'extraterrestre ovvero, Mikaela Shiffrin è già sulla buonissima strada per eguagliare record, vittorie e medaglie della sua più esperta connazionale, Lindsay Vonn, all'ultima recita olimpica, di una carriera straordinaria. La Shiffrin, era seconda alle spalle della nostra portacolori, ma ha incantato nella seconda discesa, e dopo i mondiali, ed una Coppa del Mondo, generale in questa stagione, sempre più probabile, conquista la medaglia con il metallo più pregiato, ma la 23enne ha annunciato che prenderà parte a tutte le discipline rimaste, cercando di vincerle tutte, ma almeno nella libera non ci pare la favorita.
Succede che per l'Italia, debbano arrivare anche le "medaglie di legno" quelle che portano ad un passi dal podio, ma che lasciano l'amaro in bocca e in questa nottata, è toccato a Dominik Paris, ingoiare il boccone amaro. La discesa libera maschile, è stata a forti tinte norvegesi, con Aksel Lund Svindal, che ha vinto l'oro, diventando così l'atleta più anziano a vincere un'olimpiade, il compagno di squadra Kjietil Jansrud è secondo, mentre Beat Feuz, porta la Svizzera, nuovamente sul podio, con il bronzo.
Parliamo della Norvegia appunto, perchè stecca nel Bihatlon dove è stata regina di medaglie grazie a Bjordalen, ma i fratelli Joannes e Thomas Boe, fino adesso hanno ampiamente deluso le attese, ma nel fondo, c'è una "signorina" che questo paese, non lo ha mai deluso, e si chiama, Marit Bjorgen che a 38 anni, ha vinto due medaglie, quando la sua carriera, dopo una pausa, sembrava al capolinea, i podi a a cinque cerchi, per lei sono dodici, ma in Corea per ora, si accontenta di argento e Bronzo. Nel Bihatlon, dove la Norvegia "non c'è" c'è eccome la Germania, con Laura Dhalmeier assoluta protagonista con due ori, su tre gare, tedeschi, regali anche nello slittino, pigliatutto sopratutto al femminile, per il nostro tricolore, cercasi l'erede di Armin Zoeggler.