Olimpiadi invernali, ecco i primi bilanci tra certezze e sorprese

Pubblicato il autore: Mimmo Visconte Segui

E’passata quasi una settimana dell’inizio dei giochi olimpici invernali di Pyeonchang 2018, e già si può emettere un primo bilancio. In chiave azzurra, non hanno deluso sia la portabandiera Arianna Fontana, medaglia d’oro nello Short Track nei 500 metri, l’atleta valtellinese ha vinto la sesta medaglia olimpica in carriera in quattro olimpiadi disputate, ma la 28enne ha ancora due possibili podi da poter centrare, nei 1000 metri, e nella staffetta assieme alle compagne di squadra. La vera sorpresa però, è arrivata domenica, dal Bihatlon, dove l’altoatesino, Dominik Windisch ha vinto il secondo bronzo a cinque cerchi della sua carriera, dopo quello di Sochi, con una gara sprint, magistrale che se non fosse stato per l’errore nell’ultimo tiro, all’ultimo poligono, avrebbe potuto consegnargli qualcosa in più. In questa stessa disciplina, forse caricata da troppe attese, responsabilità e pressioni, Dorothea Wierer sta incappando in un olimpiade finora da dimenticare, con zero podi in tre gare, non riesce finora a ripetere, le buonissime prestazioni conseguite in Coppa del Mondo. Altra storia, per lo sci di fondo, almeno in quello maschile, dove Federico Pellegrino, ha bissato il podio mondiale che dodici mesi fa, lo ha portato all’Oro iridato, a Lathi in Finlandia. Nella sprint a tecnica classica, conquistato l’argento. Tanta volontà e impegno per la squadra femminile, che è ancora in via di ricostruzione cercando di riaprire quel periodo d’oro che dal 1992 al 2006, ha portato il nostro paese, ad essere il più forte, vincente, e invidiato al Mondo assieme alle nazioni scandinave. Bisogna trovare, delle nuove Manuela Di Centa, Stefania Belmondo Gabriella Paruzzi giusto per intenderci e trovarle nel minor tempo possibile, anche se l’impresa è ardua.

Leggi anche:  Mercato NBA Harrell: "Lakers mi hanno voluto, Clippers no"

Il nostro sci alpino al femminile, ha iniziato con il piede più che giusto, con il bronzo di Federica Brignone, nella sua gara, lo slalom gigante; c’è rimpianto però, perchè tre delle nostre quattro atlete in gara sono finite nei primi dieci posti della classifica. Manuela Moelgg in questa notte italiana, era prima al termine della prima manche, ma non ce l’ha fatta a ripetersi nella fase decisiva.
Ha brillato la giovane stella di Marta Bassino, splendida quinta, alla sua prima partecipazione olimpica. Male invece, Sofia Goggia, ma forse questa non era in toto la sua gara, dove aspettarsi exploit, mentre l’extraterrestre ovvero, Mikaela Shiffrin è già sulla buonissima strada per eguagliare record, vittorie e medaglie della sua più esperta connazionale, Lindsay Vonn, all’ultima recita olimpica, di una carriera straordinaria. La Shiffrin, era seconda alle spalle della nostra portacolori, ma ha incantato nella seconda discesa, e dopo i mondiali, ed una Coppa del Mondo, generale in questa stagione, sempre più probabile, conquista la medaglia con il metallo più pregiato, ma la 23enne ha annunciato che prenderà parte a tutte le discipline rimaste, cercando di vincerle tutte, ma almeno nella libera non ci pare la favorita.

Leggi anche:  Fabio Aru, anche la Bardiani apre le porte al corridore

Succede che per l’Italia, debbano arrivare anche le “medaglie di legno” quelle che portano ad un passi dal podio, ma che lasciano l’amaro in bocca e in questa nottata, è toccato a Dominik Paris, ingoiare il boccone amaro. La discesa libera maschile, è stata a forti tinte norvegesi, con Aksel Lund Svindal, che ha vinto l’oro, diventando così l’atleta più anziano a vincere un’olimpiade, il compagno di squadra Kjietil Jansrud è secondo, mentre Beat Feuz, porta la Svizzera, nuovamente sul podio, con il bronzo.

Parliamo della Norvegia appunto, perchè stecca nel Bihatlon dove è stata regina di medaglie grazie a Bjordalen, ma i fratelli Joannes e Thomas Boe, fino adesso hanno ampiamente deluso le attese, ma nel fondo, c’è una “signorina” che questo paese, non lo ha mai deluso, e si chiama, Marit Bjorgen che a 38 anni, ha vinto due medaglie, quando la sua carriera, dopo una pausa, sembrava al capolinea, i podi a a cinque cerchi, per lei sono dodici, ma in Corea per ora, si accontenta di argento e Bronzo. Nel Bihatlon, dove la Norvegia “non c’è” c’è eccome la Germania, con Laura Dhalmeier assoluta protagonista con due ori, su tre gare, tedeschi, regali anche nello slittino, pigliatutto sopratutto al femminile, per il nostro tricolore, cercasi l’erede di Armin Zoeggler. 

  •   
  •  
  •  
  •