MMA | Taglio del peso, Georges St-Pierre: “Il sistema va cambiato. Non mi sento il più grande”. E su Khabib vs McGregor…

Pubblicato il autore: Luca Santoro Segui

 

Se c’è un dibattito che ultimamente sta infiammando il mondo delle arti marziali miste e in particolar modo tiene banco nell’UFC (e non ci riferiamo a tutto il chiacchiericcio intorno a Khabib Nurmagomedov vs Conor McGregor, di cui sentiremo comunque parlare da qui ad ottobre) è la questione del taglio del peso, la pratica consueta nelle arti marziali miste in cui un fighter cala di peso (quindi “taglia”) in prossimità di un match per rientrare nella categoria di riferimento. Nulla di eclatante, ma negli ultimi tempi la cosa pare stia sfuggendo di mano con atleti che cedono eccessivamente sulla bilancia, ai limiti anche della disidratazione, pur di non incorrere in rischi nella cerimonia del peso. Ciò però, se fatto senza criterio ed eccedendo di zelo, può comportare dei gravi pericoli per la salute del lottatore, come è successo a Darren Till (uno dei casi più eclatanti), il welter che il prossimo settembre affronterà il campione di categoria Tyron Woodley a UFC 228 e che a momenti lasciava la pelle nel tentativo di tagliare il limite delle 170 libbre per il match contro Stephen Thompson. Anche la campionessa nei pesi piuma Cris Cyborg, prossima ad approdare probabilmente nella WWE sbattendo la porta dell’UFC – dove ha primeggiato per anni ma rea a suo dire di averla lasciata in panchina per troppo tempo – ha dato motivo di preoccupazioni per un calo spaventoso dovuto all’obiettivo di rientrare nelle 140 libbre.

“Anticipiamo il taglio del peso”

Ebbene, recentemente una icona delle MMA quale è Georges St-Pierre (26-2 MMA, 20-2 UFC, champ-champ nei medi e nei welter) ha detto la sua sulla questione parafrasando le parole di un suo collega nonché altro veterano delle arti marziali miste, Chael Sonnen (30-15, già UFC e ora nei pesi massimi in Bellator). Il canadese, in una dichiarazione ripresa dalla trasmissione Submission Radio che a sua volta ha preso spunto da una conferenza stampa in Australia dove era appunto presente Rush, pur riconoscendo di non avere la bacchetta magica per dipanare la questione del taglio del peso, ha sposato il punto di vista di Sonnen: «Chael ha proposto di effettuare il peso il giorno stesso del match: quello che suggerisce, in pratica, è di fare il weigh-in la notte prima, come si fa di solito. Ma adesso, dal momento che questa consuetudine è la mattina del giorno precedente, gli atleti pensano “Avrò più tempo per recuperare”, perciò provano a tagliare molto più peso».
Recentemente lo stesso grande capo della UFC, Dana White, aveva ipotizzato di cancellare gli early weigh-in della mattina prima per evitare altri casi alla Darren Till (per fare un esempio), ed evitare rischi dovuti a cali estremi (la pratica era stata introdotta due anni fa, in occasione di UFC 199, per far sì che gli atleti avessero tutto il tempo per compensare la perdita del peso reidratandosi e riprendendosi, ma a quanto pare il detto fatta la legge trovato l’inganno vale ad ogni latitudine).
St-Pierre prosegue lanciando un allarme: «È triste da dire, ma a volte penso: “Dobbiamo aspettare che ci scappi la tragedia prima di cambiare le cose? Voglio dire, è assurdo. Perciò la proposta di Chael mi sembra molto intelligente», ovvero anticipare il più possibile il peso al giorno del match. Il fighter canadese va quindi controcorrente rispetto ad altri suoi colleghi, i quali hanno invece criticato l’idea di ritornare alla pratica precedente e perdere quel lasso di tempo in più per reintegrare quanto perduto prima del match.
Esistono poi le proposte alternative, come quella avanzata dalla Commissione Atletica Brasiliana che contempla l’ampliamento delle categorie di peso nella stessa divisione, sul modello della boxe, o direttamente più categorie come propone il leggero UFC Kevin Lee o la Commissione Atletica della California, con dei paletti ben definiti.
Il taglio del peso nel giorno del match, secondo St-Pierre, va nelle direzione in cui i fighter non rischino crisi da disidratazione: «Sai che se combatti nella stessa giornata non puoi disidratarti» prosegue, facendo l’esempio del wrestling amatoriale negli Stati Uniti, dove «nessuno fallisce il peso. Perciò è assurdo che in un sport di livello professionistico, in una organizzazione a livello professionistico, al più alto livello, ci siano atleti che manchino il peso. Non bisogna cambiare i singoli, bisogna cambiare il sistema, renderlo migliore. La proposta di Chael non sarà la soluzione definitiva, ma è quanto di meglio abbiamo in mano sino ad ora. Penso sia la giusta strada da percorrere».

Anderson Silva: “Combattere contro Georges St-Pierre? perchè no”

Nel frattempo, uno dei suoi rivali storici nonché altra leggenda di questa disciplina, Anderson Silva, ha espresso il desiderio di sfidare in gabbia il canadese. Il 43enne brasiliano (37 per St-Pierre) per contratto deve disputare tre match con l’UFC e probabilmente tornerà agli incontri il prossimo anno, ma ha ben chiaro chi possa essere il suo duellante ideale, colui che dal 2011 venne indicato come rivale in gabbia per uno scontro che non si è mai attualizzato. «Georges è un nome di primo piano in Canada, io in Brasile» spiega Silva in una intervista all’Inquisitr, che assicura: «Credo che tutti in questo sport desiderino vederci in un super match». Rush in varie occasioni ha rifiutato di incrociare le ostilità in gabbia con il rivale carioca, ma chissà se i due invece possano decidere di regalare uno spettacolo del genere ai fan ed appassionati e magari terminare la loro carriera, chiudendo un cerchio con il botto. Ma St-Pierre guarda più che altro ad un altra occasione di portata storica che può scaturire dall’attesissimo match Khabib Nurmagomedov vs Conor McGregor a UFC 229, il cui vincitore potrebbe essere il suo prossimo rivale: infatti GSP avrebbe la chance di combattere nei pesi leggeri e stabilire un record mai riuscito sino ad ora, ovvero detenere il titolo mondiale in tre categorie diverse. Prospettiva affascinante, ma al momento il fighter più accreditato per sfidare il vincitore uscente è Dustin Poirier, al top della sua divisione di peso. Ma Rush ci crede comunque: «La cosa che mi stimola di più è come potenziare la mia eredità nelle MMA. Sono perciò molto interessato ad affrontare uno dei due: è una situazione win-win, la possibilità di fortificare il mio nome, ed anche dei bei soldi».

Georges St-Pierre: “Nessuno è invicibile”

Curiosità finale: nel corso della sua conferenza stampa in Australia St-Pierre ha anche dato sfoggio di umiltà, merce abbastanza rara nel mondo UFC: «Non penso di essere il più grande della mia epoca. È un argomento di cui possiamo dibattere per molto tempo. […] Nessuno è invincibile, e se anche tu fossi il campione, non significa che non ci sia un altra persona su questa Terra che possa batterti in una giornata particolare, in un momento particolare. Sono diventato campione del mondo in una giornata particolare, in un momento particolare, in un luogo particolare». Chapeau.

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