Il grido dello sport dilettantistico: senza aiuti c’è rischio default

Pubblicato il autore: Daniele Conti Segui


A meno di un mese dal presunto re-start, con una doverosa precisazione visto che si ripartirà solo con allenamenti individuali, arriva disperato il grido dello sport dilettantistico. Di fatto le informazioni circa modalità e tempistiche non sono ancora chiarissime, anzi risultano arrivare contrastanti visti i pareri incerti di CTS e politica. Sin qui il ministro Spadafora ha sempre assecondato i suggerimenti degli scienziati, ma il governo non ha seguito di pari passo le necessità di chi di sport vive a livello economico. Gli aiuti sono ancora in alto mare e, ad oggi, non compensano le perdite stimate.

Quando riapriranno palestre e piscine?

Tra le attività maggiormente aggrappate alle decisioni sulla riapertura dello sport in Italia ci sono le palestre e le piscine. La chiusura di queste ha di fatto lasciato a casa tantissimi dipendenti, dato l’indotto cresciuto a dismisura negli ultimi anni. Si conta che nel pre-pandemia quasi il 40% della popolazione frequentasse una struttura tra queste almeno 1 volta a settimana.

Leggi anche:  Pallanuoto il Settebello sfida la Croazia alle ore 18:00 in diretta su HRT-HTV 2

Si sta decidendo in questi giorni il protocollo che permetta la loro riapertura in sicurezza. Al vaglio delle istituzioni ci sono alcuni parametri da rispettare in modo imprescindibile, almeno per i primi tempi: lezioni individuali; non utilizzo degli spogliatoi comuni; sanificazione continua di attrezzi e distanziamento. Ciò significa che in base agli spazi disponibili, in metratura, potrà essere consentito un accesso contingentato degli utenti.

Cosa sta succedendo con gli sport di squadra?

Mentre la macchina dello sport italiano effettua delle prove di ripartenza, un discorso a parte lo meritano gli sport di squadra. È difficile prevedere con certezza quando si potrà dare di nuovo il via a queste tipologie di attività, tenendo conto che verrebbe meno il concetto di distanziamento sociale che è posto alla base del superamento della pandemia in corso.

Leggi anche:  Pallanuoto il Settebello sfida la Croazia alle ore 18:00 in diretta su HRT-HTV 2

Un recente studio ancora in corso di definizione, ha stabilito in proiezione un calo di iscrizioni del 34% di tesserati sportivi alle federazioni sono l’egida del Coni se la pandemia dovesse tenere fermo lo sport di base fino a dopo l’estate. Lo scenario non è così improbabile dato che durante i mesi caldi tante discipline sono ferme a prescindere.

Una delle soluzioni messe sul tavolo sarebbe quella di effettuare tamponi sistematici ogni tot di tempo stabilito, con tanti dubbi sollevati però dalle associazioni dilettantistiche che non avrebbero la disponibilità economica per sostenere simili costi. Per questo dovrebbe arrivare l’aiuto dello stato che, in un modo o nell’altro deve scegliere il male minore: veder fallire tantissime società sportive di base; acconsentire ad un allentamento delle misure di mitigazione del contagio.

  •   
  •  
  •  
  •