Lo sport riparte. C’è la lettera di Spadafora ai comitati olimpici

Pubblicato il autore: Daniele Conti Segui


Dopo tante parole portate dal vento è arrivato uno dei primi passi ufficiali verso la ripartenza dello sport. Il Ministro Spadafora si è esposto con una lettera indirizzata ai presidenti Malagò e Pancalli, rispettivamente a capo del comitato olimpico e paralimpico. L’ennesima ‘promessa’ è arrivata poche ore fa circa un progetto che intende far riaprire circoli, palestre, piscine e campi di allenamento tra circa un mese. Nella missiva stilata dal massimo esponente politico delle pratiche sportive si parla di inizio maggio, orientativamente con il 4 maggio come data ufficiosa.

Ripartenza sport: finalmente ci siamo

Sono stati due mesi lunghissimi per gli appassionati di sport, tutto nella sua interezza. Proprio coloro che hanno da sempre praticato attività fisica, senza considerare chi ha patito il Covid sulla propria pelle a livello personale o familiare, sono quelli che hanno sofferto maggiormente questo periodo.

Da più parti si è cercato di far comprendere il valore sociale ed economico del contesto sportivo nazionale, tutte rimaste inascoltate o quasi. Talvolta gli interventi dei vertici politici, per giunta frequentissimi sul tema, sono sembrati sfoghi e sproloqui, più che rassicurazioni necessarie. A tratti è stato evidente che le personalità competenti fossero infastidite dalla continua ricerca di informazioni circa il re-start di un mondo che fattura quasi il 10% del pil nazionale.

Come e da cosa si ripartirà?

Per quanto la notizia della ripartenza dello sport sia fresca, non sono ancora del tutto chiari i termini con la quale avverrà. Inizialmente, quindi alla data indicata, si procederà con la concessione di allenamenti individuali. Si parla quindi di attività di base, dal jogging al parco fino a quegli sport che non necessitano di contatto fisico. Ad oggi è infatti ancora irrealistico pensare alla ripresa delle competizioni di squadra, compresi i vari campionati di calcio di cui tanto si discute.

Ciò non toglie che un primo passo in avanti sia stato fatto e da qui in avanti le speranze di un ritorno alla normali non debbano più essere utopia.

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