La 24 Ore virtuale di Le Mans vede il trionfo di Rebellion-Williams e Porsche

Pubblicato il autore: Silvia Zanchi Segui


È stata la prima 24 Ore di Le Mans virtuale nella storia della competizione quella che si è svolta sabato 13 e domenica 14 giugno. L’evento simracing ha visto gareggiare più di 200 piloti, 
alternandosi, in 50 monoposto grazie al simulatore rFactor 2. La competizione reale, ennesimo evento ad esser stato rinviato a causa dell’emergenza da covid-19, avrà luogo il 19 settembre 2020.

 

Circuit de La Sarthe: come si è svolta la gara

Dopo le seconde prove libere disputate venerdì che hanno visto la pole position conquistata dal team ByKolles, capitanato dal fortissimo sim driver Jernej Simončič, i motori si sono accesi nuovamente sabato alle 15.00, il tutto in diretta su Sky Sport F1, canale 207, con il commento di Carlo Vanzini e Matteo Bobbi. L’evento è stato visibile interamente anche nel web sull’app ufficiale Fia Wec e sul relativo sito, su Eurosport Player e Motorsport.Tv
I turni di guida sono stati per ogni pilota di minimo quattro ore ma mai superiori a sette e, come in una normalissima gara F1, valutavano di volta in volta gli eventuali danni, i pit-stop per il cambio gomme ed il rifornimento del carburante. Peccato che la Ferrari, come altri team forti nella “vita vera” sia  partita solo nona. Enzo Bonito, alla sua seconda 24 Ore, a “Gazzetta Motori” ha raccontato da Maranello i segreti per una gara di successo virtuale e le innumerevoli ore di lavoro dietro quello che è stato a tutti gli effetti uno show mai visto prima. In squadra con il monegasco c’erano anche Antonio Giovinazzi, pilota Alfa Romeo, e Davide Tonizza, campione di F1 Esport Pro Series a soli 18 anni. La loro Ferrari 488 Gte numero 52 però verso mezzanotte si è cappottata per un guasto al sistema informatico. Nonostante il problema che ha destabilizzato il gruppo, Leclerc ha espresso il suo sogno di partecipare alla corsa storica vera e propria e le parole dell’ingegnere Mattia Binotto lasciano intendere che tutto sia possibile… La Porsche a distanza di 50 anni esatti – era il 14 giugno 1970, dalla sua prima vittoria sul circuito – trionfa con Tommy Østgaard, Joshua Rogers, Nick Tandy e Ayhancan Güven alla 24 Ore di Le Mans come Gte. Al secondo posto si classifica la Aston Martin Racing con Lasse Sorensen mentre la Rebellion Williams sbaraglia la concorrenza Lmp grazie a Wisniewski, Deletraz, Brzezinski e Marciello. Subito dopo è arrivato Simončič per la Bykolles-Burst Esport numero 4. Sono stati 371 giri sudati e sembra siano stati piuttosto pesanti soprattutto per i big, il migliore dei quali è stato Gasly (quinto). Male anche Max Verstappen e Lando Norris che hanno abbandonato.

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24 Ore di adrenalina reale

La famosa corsa ha richiamato l’attenzione, nonché la voglia di prendervi parte, dei più grandi piloti del mondo nonostante fosse seppur sempre la 24 Ore di Le Mans, “solo” virtuale. Ecco quindi Fernando Alonso in coppia con Rubens Barrichello, Juan Pablo Montoya e Simon Pagenaud per Penske, Giancarlo Fisichella, Felipe Massa, Oliver Paris, Bruno Senna (nipote del mitico Ayrton), Jenson Button, Jean-Eric Vergne e molti altri. Insolita ed interessante la scelta del francese Richard Mille Racing Team di creare un quartetto di sole donne composto da Katherine Legge, Tatiana Calderon, Sophia Floersch ed Emily Jones.

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