UFC, Khabib vince e annuncia il ritiro: “Devo mantenere la promessa fatta a mia madre”

Pubblicato il autore: Danilo De Falco Segui


Finisce nella leggenda la carriera di Khabib Nurmagomedov. Il campione daghestano vince contro lo statunitense Justin Gaethje ad Abu Dhabi, mantiene la cintura di campione dei pesi leggeri UFC e rafforza il suo record vincendo il ventinovesimo match su ventinove.
A luglio la morte del padre Abdulmanap (scomparso a 57 anni dopo aver contratto il Covid-19), suo allenatore e mentore, aveva fatto prendere la decisione a Khabib di ritirarsi. Quest’ultimo match è stato disputato per onorarne la memoria e per ringraziarlo per tutto ciò che ha fatto per lui.
Scelta presa anche a seguito di una promessa fatta alla madre: “Ho promesso a mia madre che questo sarebbe stato il mio ultimo incontro, devo mantenere la parola data. Non volevo più tornare su un ottagono dopo la morte di mio padre. Senza di lui non posso più combattere”. Queste le sue parole dette al microfono con cintura tra le mani, lacrime agli occhi e papakha in testa.
La sfida con Gaethje è durata poco più di quattro minuti. A fine incontro l’abbraccio fraterno tra i due e le parole di Khabib che lo ha chiamato “my brother” hanno reso il tutto ancora più emozionante.

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Chi è Khabib Nurmagomedov? Storia di un uomo che ha scritto la storia di questo sport

Khabib Nurmagomedov è stato il più forte fighter di tutti i tempi. Ventinove incontri e tutte vittorie. Una leggenda che si è ritirata nel momento più alto della sua carriera.
Daghestano di etnia avara e musulmano sunnita, grazie a suo padre Abdulmanap entra a contatto con il mondo delle arti marziali sin da piccolo. A cinque anni Khabib praticava qualsiasi tipo di sport, dalla lotta libera al judo, dalla lotta greco-romana al sambo, il padre lo iscriveva a ogni tipo di competizione. Storico è un suo video del 23 settembre 1997, quando all’età di nove anni lotta con un orso alla catena.
Eppure, le sue prestazioni non erano così eccellenti: all’età di 14 anni, Khabib arrivava non oltre la quinta posizione nelle competizioni a cui partecipava in Daghestan. Da qui la decisione di dedicarsi a solamente tre arti marziali. E proprio lì iniziarono ad arrivare le prime vittorie.
Le prime vittorie arrivarono nel 2006 ma la sua vera carriera inizia nel 2008 con alcuni incontri vinti in Ucraina e Russia. In tre anni sono sedici le vittorie tra le migliori promozioni del suo paese. E quante sconfitte? Zero.
Il 20 gennaio 2012 Khabib debutta nella divisione dei pesi leggeri della prestigiosa promozione statunitense UFC: a Nashville contro l’iraniano Kamal Shalorus arriva la prima vittoria.
Il 7 aprile 2018 a Brooklyn vince contro il numero undici del ranking, l’americano Al Iaquinta e diventa il nuovo campione dei pesi leggeri UFC.
Il 6 ottobre di quello stesso anno sfida anche l’eccentrico irlandese Conor McGregor e in un evento di caratura mondiale vince anche questa sfida.
Sono passati dodici anni da quella vittoria del 13 settembre 2008 contro l’azero Vusal Bayramov a Poltava, in Ucraina, e le vittorie sono state ventinove. Le sconfitte? Sempre zero. Nessuno è mai stato in grado di batterlo. Nemmeno gli orsi.

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