Gloria Peritore: “Il ring rappresenta la metafora della vita”

Pubblicato il autore: Fosco Taccini Segui

Gloria Peritore, Kickboxer professionista, ad agosto dell’anno scorso, è diventata Campionessa Mondiale ISKA nella categoria -52kg (Flyweight) oriental rules, battendo la francese Ludivine Lasnier. L’atleta di Licata, soprannominata The Shadow – ha lasciato il lavoro in ufficio per dedicarsi a ciò che ama di più: lo sport -, è stata la prima donna italiana a vincere il Bellator negli Stati Uniti.

Ciao Gloria, parlaci del tuo palmares
In generale il mio palmares è fatto di vittorie entusiasmanti e sconfitte pesanti, sono pochi i match ‘facili’ che ricordo. Ho iniziato con il light contact, per passare dopo pochi match al contatto pieno e dopo altrettanto poco tempo, al professionismo nel 2013. Nella kickboxing ho alcuni primati: sono stata la prima italiana a vincere il Bellator negli Stati Uniti, e a giocarmi con lei il primo titolo mondiale flyweight della storia della promotion. Ho vinto Oktagon diverse volte e da poco ho vinto il titolo mondiale ISKA, che nel 2014 avevo conquistato in Spagna da dilettante. Sono stata la prima italiana al K1GP a Tokyo e, nonostante la sconfitta pesante, posso vantarmi di aver fatto sempre match veramente duri e con atlete ai vertici mondiali. Questo mi ha spronata a fare sempre meglio e ad allenarmi sempre più duramente. Nel mio curriculum ho un totale di 29 match da professionista, di cui 19 vittorie, 9 sconfitte e 1 pareggio. In totale, tra contatto pieno e professionismo, ho 43 incontri”.

La vittoria che ti ha più entusiasmato?
Tra le vittorie che ricordo con maggiore emozione c’è sicuramente il Bellator in USA (partivo molto sfavorita: la mia avversaria vantava 42 vittorie di fila). E il titolo mondiale ISKA dello scorso agosto, che rappresenta per me gli sforzi e i sacrifici fatti, non solo in palestra, per riuscire a continuare la mia carriera. Infatti, dopo un periodo buio a Firenze, ho lasciato la città in cui ero stata per 10 anni per cambiare tutto e trasferirmi a Roma, in cerca di nuovi stimoli. E’ lì che ho trovato ad accogliermi il coach Lorenzo Borgomeo e successivamente Manuele e Milo Raini del Raini Clan in cui tuttora mi alleno. Loro sono riusciti ad accompagnarmi ad un livello successivo della mia carriera, migliorando tanti aspetti tecnici proprio come ho sempre desiderato”.

Da cosa è composto il tuo allenamento?
Il mio allenamento (pre-covid), è composto da una parte di preparazione atletica insieme al Coach Claudio Onofri, che in pochi mesi è riuscito a farmi ottenere grandi risultati in termini di prestazione ma anche a livello fisico, e con lui lavoriamo circa 2/3 volte a settimana. Solitamente alterno la preparazione a sessioni di pao, sparring, tecnica con i miei compagni al Raini Clan. In particolar modo, con Manuele dedichiamo molto tempo alla cura dei dettagli e sento di aver alzato molto il livello. Sono seguita anche da un nutrizionista, Il Dr. Francesco Lampredi, che è in continuo aggiornamento con il preparatore e i miei coach, che mi aiuta a mantenere una condizione fisica ottimale a seconda del periodo in cui mi trovo, ed è molto attento al pre-match. Ho anche un mental coach. che mi segue ormai da più di 8 anni: Lapo Baglini che si trova a Firenze ma siamo sempre in contatto anche a distanza”.

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Cosa rappresenta per te il ring?
Come dico spesso, per me rappresenta la metafora della vita: il luogo in cui devi dare tutto per ottenere ciò che vuoi, niente scorciatoie, solo tanta preparazione. Il ring ha rappresentato per me il modo per poter migliorare la mia vita, per poter cambiare lavoro. Infatti attualmente mi dedico allo sport e da poco ho aperto una mia associazione per portare avanti dei progetti antiviolenza, in più ho molto più tempo per dedicarmi a ciò che mi piace e mi fa crescere. Dal 2009 al 2018 ho lavorato in ufficio, nel marketing nel settore moda che mi piaceva molto, ma scalpitavo per potermi allenare di più, era molto pesante portare avanti entrambe le cose”.

Quali pensieri o suggestioni prima di un incontro? E dopo?
Prima di un match solitamente ho emozioni altalenanti, momenti up e momenti down, ma il pensiero ricorrente è sempre lo stesso: voglio vincere. Alterno momenti di euforia e determinazione a momenti in cui mi sento mentalmente più scarica, ma devo dire che negli ultimi anni sono molti di più i momenti positivi. Penso sia stato questo cambio di ambiente a giovarmi, adesso mi alleno con persone che hanno combattuto e possono capire da vicino quali stati d’animo io possa provare ma soprattutto, organizzando in modo veramente pignolo sia allenamenti che periodo pre-match, mi fanno stare molto tranquilla a livello mentale. Sono serena e mi diverto in tutti i sensi. Ho imparato a godermi tanti momenti che forse prima mi perdevo, essendo la ‘pioniera’ nel team in cui ero a Firenze, molte cose e ‘prime volte’ le ho dovute sperimentare sulla mia pelle facendo da apripista ai fighter che mi hanno poi succeduta. Quindi, col senno di poi mi accorgo che ho imparato tanto dalle esperienze passate, ma qualche volta c’è stato un dispendio di energia mentale non indifferente, e qualche volta quello può cambiare anche le sorti del match”.

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Gloria Peritore “The Shadow”: “Il mio pensiero ricorrente è sempre lo stesso: voglio vincere”

Quali consigli per le persone che vogliono avvicinarsi alla disciplina da combattimento?
Il mio consiglio è di trovare la palestra più congeniale ai proprio bisogni. Consiglio di provare allenamenti con vari coach prima di decidere a chi affidarsi e bisogna fidarsi molto delle sensazioni e di come ci sentiamo quando ci alleniamo. In generale, dico anche di non scoraggiarsi perché la kickboxing è una disciplina particolare: all’inizio sembra tutto molto difficile ma poi, ci si rende conto di quanto in realtà si migliori in poco tempo allenandosi con regolarità. Io che venivo da uno sport di squadra, devo dire che ho notato una grande differenza: lo sport come la kickboxing o comunque individuale, da più soddisfazioni a livello personale. Perché un goal (ad esempio) può dipendere da diversi fattori, da un assist, dal tipo di strategia e da altri fattori. Ma nella kickboxing ogni miglioramento viene misurato sulla propria pelle servendosi (quasi, escludendo l’aiuto esterno del coach) totalmente alle proprie abilità”.

Hai dedicato la conquista del titolo ISKA mondiale “Alle donne che non si arrendono mai di fronte al dolore”. A tuo avviso cosa è necessario fare per contrastare con efficacia la violenza?
Per contrastare la violenza bisogna aumentare la consapevolezza nelle persone, cambiare atteggiamento e mentalità: in questo modo, se tutti trovassimo il nostro equilibrio, non permetteremo a nessuno di farci della violenza (intendo soprattutto a livello psicologico), e non ne faremmo agli altri, perché quando riusciamo a capire il valore di noi stessi e delle persone che ci circondano, allora tutto diventa gestibile e si può migliorare. Per me, uno dei mezzi che più in assoluto mi ha aiutata ad uscire dai problemi di violenza psicologica subiti in passato, è stata proprio la kickboxing. Tramite gli allenamenti e successivamente i match, sono riuscita a tirare fuori il coraggio e a guardare dentro me stessa, e a prendere la decisione di rispettarmi e farmi rispettare. Che non significa, dato che parliamo di combattimento, di rispondere alla violenza con violenza e nemmeno ‘difendersi’, ma significa liberarsi di tante cose negative che ci vengono addossate e che influenzano la nostra vita e ci rendono schiavi emotivamente e psicologicamente, come nel caso di una relazione malata o di un compagno o amico che ci bullizza. Ho una concezione tutta mia di antiviolenza…

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Parlaci di “The Shadow Project”
L’associazione The Shadow project nasce proprio dal pensiero di base che ho detto prima. L’obiettivo di base è informare, comunicare, sensibilizzare e far conoscere questo meccanismo di ‘rinascita’ che si può attuare tramite lo sport. E quindi lo facciamo provare nelle scuole, portiamo le testimonianze di sportive (io in primis) e sportivi che sono riusciti a migliorare le proprie vite grazie a questo. Oltre a questo, vogliamo dare un aiuto concreto a chi si rivolge a noi: abbiamo degli psicoterapeuti che rispondono alle domande, il Dr Rosario Scicolone in primis offre consulenza gratuita a chi ne ha bisogno, tramite i nostri canali social e mail. In questo periodo stiamo portando avanti tante collaborazioni e partnership perché vogliamo crescere sempre di più e arrivare a quante più persone possibili. Una nuova concezione di antiviolenza, che si basa sulla ricostruzione dell’individuo fisica e mentale, che permetta di affrontare con più grinta le difficoltà”.

Una citazione o una frase che racchiude il tuo modo di essere?
La citazione che ripeto sempre a me stessa è: I nostri sogni hanno bisogno di sapere che siamo coraggiosi. E me la ripeto tutte le volte che un obiettivo si fa difficile da raggiungere o mi sento giù”.

Le sfide per il 2021?
Sportivamente è tutto molto incerto a causa del covid, ma spero di difendere il titolo ISKA. Spero di ricombattere all’estero, che è uno dei lati che più amo del mio sport: mi ha dato la possibilità di vedere il mondo. Riguardo i miei progetti con l’associazione, l’obiettivo è quello di iniziare i progetti nelle scuole e di aprire degli sportelli antiviolenza iniziando da Licata, città in cui sono nata”.

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