Tokyo 2021, Dick Pound lancia la bomba: “I Giochi Olimpici di quest’anno non sono garantiti”

Pubblicato il autore: Simone Pietro SF98 Segui

Dopo lo slittamento dello scorso anno, dal 23 luglio all’8 agosto di quest’estate a Tokyo dovrebbero svolgersi i Giochi della XXXII Olimpiade, ma la pandemia globale scaturita dal Coronavirus suscita sempre parecchie preoccupazioni e nuvoloni neri incombono minacciosi sul regolare svolgimento dell’evento sportivo più importante al mondo.

Stando a un recente sondaggio, l’80% della popolazione nipponica, spaventata dai tanti disagi creati dal periodo storico a dir poco critico, sarebbe a favore di un ulteriore rinvio o addirittura della cancellazione dei Giochi. Gli organizzatori giapponesi hanno deciso in maniera incontrovertibile di escludere un secondo ipotetico rinvio di altri 12 mesi per via dei costi esorbitanti richiesti nel mantenimento del Villaggio Olimpico di Harumi, ma allo stesso tempo precisano che lo svolgimento delle Olimpiadi di Tokyo è essenziale se si vuole evitare una catastrofe economica per l’intero Paese.

A poco più di 6 mesi dalla cerimonia d’apertura regna sovrana l’incertezza, con tante proposte avanzate nel tentativo di far disputare in totale sicurezza le competizioni sportive, tra cui quelle di una quarantena di 10/14 giorni per tutti gli 11mila atleti protagonisti a Tokyo 2021, ma alcuni eventi sportivi finirebbero proprio a ridosso del 23 luglio (come il Tour de France, la cui ultima tappa partirà 5 giorni prima rispetto all’inizio dell’Olimpiade giapponese), rendendo impraticabile tale ipotesi.

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L’efficienza della campagna di vaccinazione resta l’unica concreta possibilità, ma sono evidenti i ritardi e le complicazioni presenti in tutto il mondo. E davanti a una realtà così problematica, Dick Pound, da 42 anni membro del CIO, ha rivelato alla BBC: “Le Olimpiadi di Tokyo non sono più garantite. Non c’è nessuna certezza perché il virus incombe come un elefante in una stanza. Ora la priorità degli atleti deve essere la vaccinazione perché sarebbe saggio considerarla requisito essenziale per gareggiare“.

Il Giappone sarà chiamato a compiere dei salti mortali per evitare la cancellazione definitiva dei Giochi olimpici, ma il governo nipponico ha risposto con assoluta risolutezza, mettendo a disposizione il proprio supporto nella somministrazione dei vaccini, arrivando ad assicurare 500 milioni di dosi prodotte da 4 fornitori diversi e destinate ad atleti, membri dello staff e spettatori. L”impresa, già notevolmente ponderosa, richiede anche che i protocolli di 208 Paesi coincidano perfettamente affinché tutti si impegnino al massimo per raggiungere le condizioni sanitarie richieste, ma tra le centinaia di nazioni partecipanti alle Olimpiadi di Tokyo la realtà riguardante il vaccino non è la medesima, perché in alcune il farmaco non arriverà in tempi brevi, e il CIO ha chiarito fin da subito che da parte sua non sarà imposto l’obbligo di vaccinazione e che gli Stati in cui il farmaco tarderà ad arrivare non devono essere soggetti a penalizzazioni o svantaggi.

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L’atteggiamento del Comitato Olimpico rappresenta per i promotori delle 32esime Olimpiadi un’ulteriore fonte di grane, alle quali vanno aggiunte un grattacapo di natura etica: è giusto dare la priorità a tutti coloro che parteciperanno ai Giochi di Tokyo e fare in modo che siano vaccinati prima di partire per il Giappone? Alcune nazioni, tra cui Canada e Regno Unito, hanno precisato che dare la precedenza ai membri delle squadre olimpiche non causerà scandali o proteste da parte delle popolazione, e se tale parere venisse condiviso da tutti i Paesi, per gli organizzatori giapponesi la strada verso il 23 luglio sarebbe un po’ più in discesa.

 

 

 

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