USA: sì ai gesti di protesta nelle qualificazioni olimpiche

Pubblicato il autore: Federica Palman Segui


Cambiano le linee guide del Comitato olimpico statunitense (USOC). Per le qualificazioni olimpiche di Tokyo 2020, gli USA permetteranno le manifestazioni di protesta prima della gara o sul podio. Gli atleti potranno, tra le altre cose, alzare il pugno o inginocchiarsi durante l’inno nazionale o prima della partenza, come il giocatore di football Colin Kaepernick, in favore della giustizia sociale e razziale. Si potranno anche indossare indumenti con frasi come Black Lives Matter o Trans Lives Matter e parole come uguaglianza o giustizia. Restano vietati i gesti di odio, la propaganda razzista, le minacce e i commenti discriminatori.

La regola sui gesti di protesta per gli atleti targati USA sarà in vigore solo per le qualificazioni olimpiche di Tokyo 2020. Per l’USOC è una vera rivoluzione, avviata sull’onda delle proteste che hanno travolto gli Stati Uniti dopo la morte di George Floyd. L’USOC ha preso questa decisione seguendo le raccomandazioni del Consiglio dell’organismo sulla giustizia razziale e sociale. Il Comitato olimpico internazionale (CIO) continua invece a proibire ogni tipo di protesta o manifestazione politica, ma già in passato ha fatto alcune eccezioni. Il CIO ha ribadito il divieto lo scorso gennaio.

Una decisione storica per il Comitato olimpico statunitense

Sono cambiati i tempi rispetto a quel 16 ottobre 1968 passato alla storia per i pugni chiusi alzati di fronte alla bandiera americana da Tommie Smith e John Carlos sul podio dei 200 metri piani dei Giochi di Città del Messico. Il gesto è costato ai due atleti afroamericani l’espulsione dal Villaggio olimpico. Ma non è necessario andare così indietro nel tempo per vedere come le cose stiano cambiando negli ultimi mesi. Ai Giochi panamericani del 2019, il martellista Gwen Berry sollevò il pugno chiuso dopo aver vinto l’oro e il fiorettista Race Imboden, medaglia di bronzo, si inginocchiò sul podio. Entrambi vennero pubblicamente ripresi dall’USOC e avvertiti che, se i gesti fossero stati ripetuti, sarebbero stati duramente puniti.

  •   
  •  
  •  
  •