Marcell Jacobs chiude la polemica sulle scarpe: “Non ci sono differenze”

Pubblicato il autore: Emanuela Francini Segui


L’Italia continua a vincere e continua ad essere la più veloce al mondo! L’Olimpiadi di Tokyo stanno regalando moltissime emozioni e tante soddisfazioni al popolo italiano. Arriva infatti la qualificazione alla finale nella 4×100 maschile, con il quartetto composto da Lorenzo Patta, Marcell Jacobs, Eseosa Fostine Desalu e Filippo Tortu, La formazione italiana conclude in terza posizione la batteria e strappa il pass con il tempo di 37”95. Fuori dalla finale invece la staffetta femminile, pur con il record italiano in 42”84. A termine della staffetta, l’oro olimpico dei 100 mt ha parlato della polemica sulle scarpe da lui utilizzate.

Marcell Jacobs: “Questione di come ti adatti”

Una polemica sterile e inutile quella sollevata nelle scorse ore sugli scarpini usati dall’atleta italiano. Marcell chiude la polemica sulle presunte scarpe magiche, rispondendo ai cronisti dopo la qualificazione della staffetta 4×100 alla finale dei Giochi Olimpici di Tokyo. Ecco cosa ha risposto: “Ogni marca ha le scarpe praticamente identiche. Quando me le hanno mandate ho fatto i test e dal Pc non abbiamo visto grandi differenze. Le velocità, le ampiezze e le frequenze sono quelle. È forse più una questione di come riesci ad adattarti“.

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A suo favore anche sir Sebastian Coe, numero uno dell’atletica mondiale e tra i politici sportivi più influenti in circolazione, che la dice tutta sulle velate accuse di doping al campione olimpico dei 100 Marcell Jacobs. “Sono in politica da troppo tempo per essere coinvolto in queste cose – dice Coe -, e sinceramente non leggo tutti i giornali, sono solo speculazioni. Riguardo ogni atleta sono fiducioso sulle prestazioni in gara. Abbiamo sistemi antidoping che garantiscono la certezza su ogni prestazione” il presidente della World Athletics, ente mondiale dell’atletica, ne ha parlato allo stadio olimpico di Tokyo, e l’attenzione mediatica ovviamente è quasi tutta rivolta agli atleti italiani. Più stupito del fatto che l’Italia non fosse mai entrata in una finale dei 100 metri, piuttosto che dell’exploit dell’azzurro medaglia d’oro: “Ho seguito i progressi di Jacobs – rivela Coe -, ha alle spalle un buon sistema di allenamento e un buon coach. Un exploit del genere nell’atletica può accadere: i progressi nel nostro sport sono lineari e statistici“.

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Il futuro in USA

E sulla possibilità di trasferirsi negli Stati Uniti Jacobs chiosa: “Sto ricominciando a riallacciare i rapporti con mio padre e una parte della mia famiglia. Per questo pensavo di trascorrere più tempo negli Stati Uniti ma non ho alcuna intenzione di andare ad abitare là, qua ho tutto quello che mi serve“.

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