Tokyo 2020, positivo al doping il britannico CJ Ujah. Aveva vinto l’argento nella staffetta

Pubblicato il autore: Emanuela Francini Segui

Tokyo 2020

Da poco più di un mese si sono conclusi i giochi olimpici di Tokyo 2020. L’evento ha visto l’Italia brillare in alto con ben 40 medaglie, battendo il proprio record. Di queste 40, 10 sono state quelle oro, con tre rimaste nella memoria dei tifosi Azzurri: quella di Gianmarco Tamberi e le due vinte da Marcell Jacobs, l’uomo più veloce del mondo. Il velocista italiano, uno dei personaggi dell’anno, ha vinto l’oro nei 100 metri e nella staffetta 4 x 100, e in quest’ultima ha partecipato come secondo corridore nel tratto più lungo.

Al termine della staffetta vinta dall’Italia, sono impazzite i commenti dei britannici, accusando l’azzurro di aver fatto uso di sostanze dopanti. Caso vuole, però che secondo le analisi, sia risultato positivo un loro atleta: Cj Ujah, vincitore della medaglia d’oro nei 4 x 100.

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Tokyo 2020, eventuale squalifica della squadra britannica

Anche il secondo campione analizzato del velocista britannico CJ Ujah è risultato positivo alle sostanze Ostarine e S-23, classificate come doping. Lo sprinter, 27 anni, faceva parte della staffetta 4x100m maschile britannica che ha vinto l’argento alle Olimpiadi 2020 di Tokyo dietro la squadra italiana. Il corridore è sospeso dal 12 agosto per presunta violazione delle norme antidoping. È dunque quasi certo che la squadra perderà la medaglia: spetterà alla Court of Arbitration for Sport Anti-Doping Division decidere in merito. Le regole delle Olimpiadi vogliono che «laddove l’atleta che ha commesso una violazione delle regole antidoping abbia gareggiato come membro di una staffetta, la staffetta sarà automaticamente squalificata dall’evento in questione», e che «tutti i titoli , premi, medaglie, punti e premi in denaro» vengano revocati.

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