Doping in Russia: ecco gli sviluppi

Pubblicato il autore: Daniela Segui

doping-atleti-russi-670x274Dopo il clamore degli innumerevoli casi di doping in Russia, se ne contano all’incirca 1500, la nazione potrebbe essere colpita da dure punizioni disciplinari. Addirittura si rischia l’esclusione dai campionati di Rio 2016. Questo è quanto richiesto dal presidente dell’ Usada, agenzia americana antidoping, Travis Tygart, il quale ha sottolineato che la Russia ha “macchiato l’ immagine dello sport“, e per questo merita dure sanzioni. Lo scandalo che ha destato scalpore in tutto il mondo, è strato scoperto verso fine dicembre 2014 grazie a un servizio lanciato da una famigerata tv tedesca, la Ard, la quale in uno speciale ha rivelato i particolari e i vari casi di doping presenti nello stato Russo; a questo è poi seguita un’inchiesta della Wada, agenzia mondiale antidoping, che ha rivelato poi il caso scioccante che ha sconvolto l’ intero mondo sportivo. Ricordiamo che nella manipolazione e sparizione di alcune provette per test antidoping, non erano coinvolti soltanto atleti e laboratori appositi, ma anche sistemi governativi. Dalle indagini infatti, ne è venuto fuori che gli stessi servizi segreti Russi, supportati segretamente dallo Stato, avevano libero accesso ai centri di analisi facendo sparire alcuni test, e talvolta “avvisavano” gli atleti scorretti, in modo che non venissero squalificati. La situazione è andata avanti fino a che l’inchiesta mondiale non ne ha rivelato la corruzione. Ora tutti gli atleti, anche chi è sempre risultato “pulito” ai test anti doping, rischiano di restare fuori da qualsiasi competizione europea e mondiale. La cosa in un primo momento è risultata “scandalosa” per il governo russo, il quale ha parlato di “sanzioni troppo severe per tutti gli sportivi russi”; eppure adesso a quanto pare, la situazione rischia di aggravarsi ulteriormente. Nel frattempo Tygart, per impedire che casi come questo possano avvenire ancora, ha chiesto anche maggiore prudenza e fermezza nei controlli e in ogni disciplina sportiva. Unico dato effettivamente certo è che il laboratorio di Mosca, almeno per ora e si suppone per lunghissimo tempo, non sarà più utilizzato come centro antidoping, decisione stabilita proprio dall’associazione mondiale antidoping. Scelta che, forse, potrebbe risultare quasi scontata: infatti dai vari reportage ne è anche emerso  che proprio dal laboratorio di Mosca, quello che avrebbe dovuto rappresentare il maggiore e più onorevole centro di tutta la Nazione, ne uscivano le provette rese “pulite” per manipolazione e scambi effettuati dagli stessi addetti ai lavori, degli atleti dalla “bandiera rossa”, test che invece, se fossero stati controllati onestamente così come richiede la disciplina sportiva, avrebbero portato alla squalifica di forse un migliaio di persone. Ancora non è stata stabilita comunque un’effettiva sanzione per i ginnasti russi: si dice che non potranno partecipare ad alcuna competizione, di squalificazione, come richiesto dagli americani, dai mondiali di Rio per l’anno venturo, competizione cui si suppone parteciperanno in tantissimi, dato che non occorrerà il visto per accedere nella città Brasiliana. Dunque l’ esclusione dei campioni dalla “bandiera rossa” ai prossimi mondiali rappresenterebbe sicuramente una grossa perdita per l’ intera nazione. Sconfitta che sicuramente Putin vorrà evitare: per questo c’è chi giura che “ogni battaglia di parole in merito sarà possibile “.

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