Manuela Levorato: una campionessa sulle orme di Mennea

Pubblicato il autore: Fabio Faiola Segui

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Manuela Levorato è  stata forse la più  forte sprinter  che l’Italia abbia mai avuto, e dopo aver preso l’eredità  di Marisa Masullo, ancora oggi è  la donna dei record da  battere.
Se la velocista  non fosse stata perseguitata dagli infortuni, sicuramente  avrebbe ottenuto ancora di più,  ma nonostante ciò,  le sue gesta sportive  sono e saranno indimenticabili, e lo dimostra in primis il suo record sui 100 metri piani di 11sec. e 14 ,che dura da  quasi 4 lustri (Losanna 4 luglio 2001).
Oggi è  una donna ed una mamma felice ,consapevole di quello che ha fatto e seppur molto impegnata, ha sempre una parola di conforto per tutti e le sue esternazioni autentiche e sincere  la rendono  unica nel panorama nazionale.
Di seguito vi riportiamo l’intervista che  ci ha gentilmente concesso.

1) Adesso che il peggio sembra essere passato, come crede che si possa ripartire senza incorrere in nuove restrizioni e chiusure?

Manuela : ” Lo sport ha risorse e idee infinite, unite alla voglia di tutto il movimento  italiano di ripartire, stanno escogitando delle soluzioni per non rinunciare all’attività  fisica e allo spettacolo che essa può dare a certi livelli.
Dal prossimo mese la Fidal ha varato delle norme di distanziamento in gara, ovvio che sarà  una sperimentazione, ma tale sarà  la voglia di gareggiare che tutti, sono sicura, si adegueranno.
Anche se l’atletica leggera per le corse, dovrà  assomigliare un po’  ai concorsi,  dove bisogna partire uno alla volta.
La vedo durissima per gli sport di squadra ,ma speriamo bene.
È  ovvio che un passo falso ci riporterebbe indietro  di parecchi mesi, ma di questo gli atleti ne sono ben consci”.

2) È  più  difficile essere mamma di tre bimbi bellissimi o allenarsi per scendere sotto gli 11 sec.?

Manuela: ” Direi che scendere sotto gli 11 sec. è stata la mia sfida per 20 anni, credo non riuscita per il fatto che ho iniziato a 17 anni e da  zero sport ho avuto problematiche tecniche e coordinative, che poi si sono viste irrisolte nella corsa
Essere mamma di 3 bambini, invece, è  una sfida continua, ma non così  spietata come quella che ti aspetta allo sparo, dove c’è  più  margine di riuscita e che spesso ti migliora come persona”.

3) Quando si è  trasferita a Roma per fare il salto di qualità,  avrebbe mai pensato di fare il personale  sui 100 metri piani?

Manuela:”  Quando mi sono trasferita a Roma ero assolutamente intenzionata a migliorarmi in entrambe le specialità  come ho sempre fatto.
Era,  però, stata una scelta per  cambiare ambiente e mi sono divertita molto quell’anno.
La mia strategia mentale è  sempre stata semplice ma efficace, perché  sempre fiduciosa dei miei mezzi e senza pormi condizionamenti”.

4) Ormai sono passati 19 anni da quel fantastico record e per adesso nessuno sembra in grado di toglierglielo, la Siragusa e la Fontana, potrebbero farcela prima o poi?

Manuela:” Sono passati 19 anni da quel 11.14, e anche se sembra sia impossibile che qualcuno si possa avvicinare, nessun record lo è,  anzi sono sicura che è  da stimolo per numerose ragazze che si stanno affacciando al professionismo.
In questi anni un paio di ragazze si sono avvicinate, credo che sia Siragusa che Fontana  potrebbero fare cose egregie sia nello sprint puro che con la staffetta”.

5) Tutti sappiamo che Mennea ha rappresentato per lei e gli atleti della sua generazione un mito e modello da seguire, ma se fosse ancora vivo,  che cosa  le piacerebbe chiedergli che in vita non ha potuto?

Manuela:” Ho avuto la grazia di potermi confrontare con Pietro Paolo Mennea in diverse occasioni, ma in un periodo in cui era purtroppo già  lontano dalla nostra atletica federale, e anche se estremamente cordiale e gentile, secondo me, lui riservava a poche persone intime il vero Mennea disinvolto e di battuta che alcuni mi riferiscono fosse”.

6) Tortu e Jacobs sembrano due predestinati a scendere sotto il muro dei 9 sec. e 90, infortuni permettendo,  crede che ci riusciranno presto o dovranno attendere anni prima che ciò  accada?

Manuela:” Sia Tortu che Jacobs sono indubbiamente due fenomeni eccezionali, qualcosa che l’Italia non aveva mai avuto , la differenza la farà la gestione di questi 2 atleti e per gestione intendo entourage e forse anche un pizzico di fortuna, credo che possano arrivare a 9 e 90 e lo faranno, a mio modesto parere, quando perfezioneranno la partenza.
Ovviamente detto da una che aveva seri problemi ai blocchi!”

7) Di recente lei ha rilasciato un’intervista in cui ha detto che se tornasse indietro si trasferirebbe al Centro Coni di Formia per allenarsi.  Andrebbe a viverci indipendentemente dallo sport?

 

Manuela:” Di recente ho rilasciato un’intervista in cui dichiaravo che se potessi tornare indietro mi trasferirei al centro Coni di Formia, in quanto tra i migliori posti al mondo dove vivere da professionista.  Penso che potrebbe essere addirittura un posto dove si può  vivere benissimo, in quanto sia il clima che le persone che abitano quel territorio lo rendono un luogo incantevole”.

8) Conoscendo quel territorio e la sua gente sono certo che sarebbero fieri di averla come cittadina onoraria e perché  no, anche come figura di primo piano per seguire le nuove leve della velocità  azzurra; ci fa questa promessa o resterà  un sogno?

Manuela:” Formia ha avuto come ospiti  gli atleti più  grandi di vari sport del mondo, nonché  dirigenti luminari che hanno fatto la storia del nostro paese.
Ovviamente sarebbe un onore poter ritornare per ricordare i tanti momenti passati in un luogo incantevole, e consiglio a tutti gli sportivi di qualsiasi livello di fare qualche stage lì,  dove si respira un’aria magica!
Ricordo poi che a Formia il prof.Bruno Traversi mi dava lezioni private di ragioneria quando dovevo dare l’esame di stato ed ero in raduno, la sua splendida famiglia mi ha adottato e mi portava nei dintorni a mangiare pesce e la Tiella di Gaeta!”

9) Le manca l’agonismo? Come riesce a stare sempre in linea e in forma pur dovendo seguire 3 figli e una famiglia?

Manuela:” Ovviamente la cosa che più  mi manca è  l’agonismo e i viaggi bellissimi che facevamo con la squadra, ma niente altro!
Come già  espresso in altre interviste, reputo  questo tipo di vita mentalmente molto stressante. L’agonismo è  un’energia che ti invade dentro, potevo esprimere me stessa ma senza il pensiero di dover prevaricare sull’avversario.
Per fortuna dopo una vita così  intensa, c’è  la possibilità  di riversare i propri sogni e desideri in altri progetti. A 37 anni ho appeso le scarpette al chiodo e dopo una bella pausa di 6 anni, doverosa in quanto mi sentivo fisicamente esaurita, ho ripreso a fare sport tutti i giorni in maniera soft e a concedermi una partita di tennis alla settimana. Ci sono voluti anni per ritornare ad assaporare del movimento fisico senza essere angosciata dal risultato.
Ancora adesso però,  se vedo un bilanciere mi sento male”.

10) Lei, per molti infortuni, forse non è  riuscita ad ottenere dei crono migliori soprattutto  nei 200 metri piani,  ma nonostante  tutto il 22.60 resterà  per sempre un grandissimo tempo.
Se potesse tornare indietro cosa cambierebbe del passato?

Manuela:”Qualsiasi atleta onesto direbbe che qualche rimpianto c’è,  io non so sinceramente se avessi potuto fare meglio di 22.60, che penso sia un risultato forse migliore degli 11sec. e 14 dei 100 metri. Mi sono allenata sempre con grandissima  dedizione e passione, posso  dire che dal punto di vista tecnico avevo delle lacune, ma come ribadisco, certe abilità  le si acquisisce in età  giovanile e quando mi sono approcciata all’atletica, ero già  troppo grande.
Ho curato dieta, riposo, rinunce personali  di tanti tipi, dunque fatico a pensare che avrei potuto fare meglio”.

11)Le città di Losanna e di Siviglia cosa rappresentano per lei?

Manuela:” Questa  è  una domanda bellissima che nessuno di solito fa. Assieme a Losanna e Siviglia aggiungerei Monaco, Goteborg ( i miei primi mondiali a 18 anni,la più  piccola della squadra) e anche Sydney.
A Losanna mi lega ovviamente il tempo che mi ha reso la donna più  veloce dell’Italia, a Siviglia,ai mondiali, nella calura di 40 gradi, ottenni 22.60 nei quarti di finale e 22.70 in prima corsia in semifinale.
Ero molto giovane e spensierata e mi sembrava venisse tutto facile.
A Sydney, nei campionati juniores del mondo del ’96 arrivai in finale nei 100 metri  dopo aver tolto il gesso  al piede solo ad aprile.
Ci arrivai facendo controvento 11.54 ,che rappresentava anche il mio personale.
In Australia mi sono divertita tantissimo, perché  avevamo una squadra  composta da soli 20 ragazzi ed eravamo sempre insieme.
Monaco di Baviera , invece, la sento un po’ come casa mia, perché  non è  distantissima, e quella settimana passata lì  per i campionati europei del 2002, i tedeschi mi hanno un po’adottato, poiché  scendendo 8 volte per i vari turni nei 100, 200 e 4×100  avevano cominciato anche a sostenermi.
Mi sono promessa di portare la mia famiglia in questi luoghi che mi legano a ricordi storici della mia vita, anche se credo che sia difficile far capire loro cosa hanno significato per me”.

12) Dei suoi 13 record nazionali che ancora detiene, quali pensa siano più  a rischio e quali più  al sicuro?

Manuela:” Dei 13 record nazionali non saprei dire qual è il più   a rischio, non lo può  dire nessuno perché il talento come lo sport è  imprevedibile.
Ritengo che il mio record o migliore prestazione, sia il 36.30 suo 300 metri, fatti nel bellissimo Meeting di Viareggio del 2000, ma nessun record per fortuna è  impossibile”.

13) Vuole spiegare ai meno esperti cosa significa aver coperto 4 gare in coppa Europa come il leggendario Pietro Mennea?

Manuela:” Ecco , una cosa che mi fa estremamente piacere e che non ricorda quasi nessuno. Avere coperto 4 gare in Coppa Europa ad Annecy nel 2002, cosa che solo Mennea era riuscito a fare con grande generosità,  è  stato uno sforzo gigantesco, ma fatto con spirito di squadra.
In quella occasione  ottenni nelle gare individuali 2 argenti e nelle staffette 4×100 e 4×400 ottimi piazzamenti.
Certo è che per recuperare  un tour de force del genere,eseguito in 2 giorni, sono stata ferma una settimana con dolori ovunque”.

14) Cosa c’è  nel futuro della Venere Bionda che a cavallo degli anni 90/2000 fece sognare i telespettatori davanti alle tv?

Manuela:” Il mio futuro ha già  basi solide in quanto mamma, poi sono impegnata nel gruppo militare della Aeronautica e sono sempre presente nel mondo dello sport come vicepresidente della mia società  di origine, ovvero l’Atletica Riviera Del Brenta.
Spero di poter sempre dare il mio contributo per un ambiente che mi ha fatto vivere una vita entusiasmante ricca di emozioni, magari potendo dare preziosi consigli a giovani velocisti”.

Ringraziamo  la nostra campionessa per la sua disponibilità e speriamo di vederla presto come commentatrice delle prossime gare di cartello e soprattutto ci auguriamo di  incontrarla al Golden Gala  Pietro Mennea il 17 settembre, che quest’anno dovrebbe partire dallo stadio dei Marmi di Roma  per le restrizioni  del covid 19, dove saranno gli atleti azzurri a farla da padrone.

Infine per non incorrere  in errori wikipediani, invitiamo i lettori a consultare la scheda della fidal della stessa atleta, perché  lei ci tiene a precisare, giustamente, che non è  mai stata campionessa mondiale militare della 4×100 nel 2007, poiche’ non vi ha mai partecipato.

Ciao Manuela, l’aspettiamo presto!!!

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