NBA: Curry diventa il primo MVP “unanime” della storia

Pubblicato il autore: Valerio Mingarelli Segui

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NBA, Curry è l’MVP della Lega per la stagione 2015-2016.
Mai attacco di un pezzo sulla pallacanestro si era spinto a colonne d’Ercole simili di banalità. Per la star indiscussa dei Golden State Warriors il premio era scontato, persino pleonastico: troppo lucente la sua stagione. Nella quale ha incantato, signoreggiato e soprattutto vinto, se si considera che ha trascinato i suoi nell’iperuranio delle 73 vittorie stagionali, record probabilmente non scalfibile negli anni a venire. La novità, semmai, è che anche con lo scettro di MVP lo scugnizzo uscito nel 2009 da Davison University è riuscito ad abbattere un altro primato: è il primo Most Valuable Player “unanime” della storia. Tutti i 130 giornalisti ed esperti americani e canadesi chiamati ad esprimere il loro suffragio hanno scelto lui: troppi imponenti quei 30,1 punti ad allacciata di scarpe e quelle 402 triple mandate a bersaglio da fromboliere senza eguali quale è. Anche il pubblico, chiamato a dire la sua sul destinatario del trofeo dedicato a Maurice Podoloff, si è espresso con maggioranza bulgara in favore dello scugnizzo figlio di Dell Curry. Mai, dunque, nella pluridecennale storia della Nba un giocatore si era preso la totalità dei favori di una giuria: né Bill Russell né Wilt Chamberlain, né Kareem Abdul Jabbar né Magic Johnson, né Larry Bird né Michael Jordan, né Kobe Bryant né Lebron James.

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Nessuno, infatti, se l’è sentita i dare (anche in maniera provocatoria) la sua preferenza a Kawhi Leonard o Lebron, oppure a Durant o Westbrook. Stavolta era d’obbligo essere tutti con lui, per oaggiare un’invernata che praticamente a quelle latitudini non si rivedrà ai più a standard di rendimento e di spettacolo così alti. I numeri sono solo la ratifica ha questo show lungo 6 mesi: 50% dal campo, 45% dall’arco, 90% ai liberi (per gli amanti delle percentuali). E’ l’atleta n°15 nella storia della Nba a “bissare” il trofeo, vinto in modo dirompente anche un anno fa. L’appetito a casa Curry però viene mangiando: l’obbiettivo n°1 di Steph, ora che il ginocchio pare ok, è prendersi il trofeo di MVP delle Finals. Che se la logica non inganna, significherebbe secondo anello Nba al dito. La cosa che in fondo conta più di tutte.

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