Scandalo Fifa Platini deve attendere per il Tas: “Non mi vogliono presidente”

Pubblicato il autore: Edoardo Evangelista

Scandalo Fifa Platini
Scandalo Fifa Platini, non ci sono i margini temporali per rientrare nella lista dei candidati alla presidenza FIFA.
Un calcio nei denti“, questo il commento senza mezzi termini di Michel Platini alla decisione del Comitato Etico della FIFA di squalificarlo per 8 anni, inibendolo dal ricoprire qualsivoglia incarico ufficiale nel mondo del calcio. Appresa la notizia, va da sé che media e addetti ai lavori abbiano inteso la squalifica come un freno decisivo alla sua candidatura alla presidenza della FIFA, che lo vedeva partire favorito prima di essere coinvolto nello scandalo corruzione al fianco di Joseph S. Blatter. La conferma è arrivata oggi, con una notizia che ha spento sul nascere le velleità di Le Roi che intravedeva nel ricorso al Tribunale Arbitrale Sportivo (TAS) un’ancora di salvezza per la sua corsa al vertice della Federazione internazionale. Tale ricorso, come chiarito dalla FIFA in una lettera inviata prontamente all’entourage legale di Platini, dovrà necessariamente soggiacere ai tempi necessari per presentare il ricorso in appello alla FIFA medesima, preliminare rispetto al procedimento esterno da parte del ricorrente di fronte al TAS. Impedendo all’ex leader della UEFA di presentarsi di diritto nella lista dei candidati 30 giorni prima delle elezioni FIFA in programma il 26 febbraio, tale risvolto giuridico della vicenda pone la parola fine alle ambizioni presidenziali di Platini, a meno di colpi di scena che avrebbero del clamoroso e che oggi sembrano utopistici.

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Scandalo Fifa Platini deve attendere la decisione in appello internaalla FIFA prima di rivolgersi al TAS.
Sarà quindi la Commissione d’Appello della FIFA a giudicare sul caso Platini-Blatter, avente ad oggetto il pagamento fuori bilancio FIFA di 2 mln di franchi svizzeri all’ex pallone d’oro per la presunta prestazione di consulenze che non figuravano nell’accordo contrattuale sottoscritto dalle parti. Come ormai noto, il collegio giudicante in primo grado ha ritenuto non fondata e palesemente insufficiente la difesa impostata dai legali di Blatter, basata sull’esistenza di un accordo orale raggiunto tra le parti, una sorta di stretta di mano informale che non trova locus standi dal punto di vista giuridico. La tesi del Gentlemen’s Agreement evidentemente non ha retto e sinceramente non si vede come la situazione possa mutare così radicalmente nel giudizio di secondo grado, ovvero in appello. Per questo Platini dovrà attendere di rivolgersi al TAS per avere una pur tenue speranza di mitigare il giudizio nei suoi confronti, non potendo comunque rientrare nei tempi di inserimento nella lista dei candidati alla presidenza della FIFA.
Come si legge nel comunicato ufficiale reso noto pubblicamente dal Comitato Etico presieduto da Hans-Joachim Eckert, Platini e Blatter hanno abusato della propria posizione dominante, violazione di una norma fondamentale del regime di concorrenza, agendo in conflitto di interessi nella gestione sleale delle attività connesse agli incarichi ufficiali rivestiti al momento della violazione riscontrata.

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Scandalo Fifa Platini squalificato 8 anni, la replica: “Il Comitato Etico si sveglia quattro anni dopo, perché…?”.
La reazione di Platini è stata perentoria, come si evince dal seguente estratto delle sue dichiarazioni: “Combatterò per ripulire il mio nome. E mi assumerò tutte le responsabilità a seconda di quel che succederà. Mi hanno messo nello stesso mazzo di Blatter, ma io combatterò sino alla fine“. Soprattutto, Le Roi ha insistito sulla manovra di natura politica intrapresa nei suoi confronti in quanto personaggio “scomodo” e di conseguenza da osteggiare in tutti i modi in vista delle elezioni da cui verrà fuori il nuovo presidente della FIFA, dopo 17 anni di controverso interregno da parte di Blatter: “È una vicenda del 2011. Cosa ha fatto il comitato etico fino al 2015? Dormiva? Improvvisamente si sveglia. E si sveglia quando io sono candidato alla presidenza della Fifa“, il messaggio chiarissimo lanciato tutt’altro che velatamente da Platini.

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