Selma Al Majidi, la prima donna araba ad allenare gli uomini

Pubblicato il autore: Alessandro Paroli

Selma Al Majidi

E’ una storia, questa, come non se ne sente molte. E’ una storia di sport e di calcio, in particolare. E’ la storia di Selma Al Majidi, venticinquenne donna sudanese, che è riuscita ad arrivare ad allenare una squadra di uomini di terza divisione. In Sudan, dove la tradizione islamica e quindi i pregiudizi nei confronti di una donna in carriera sono molti. Ma, per fortuna, lo sport è spesso un ambito dove vige la meritocrazia; e i risultati ottenuti da Selma Al Majidi con le squadre giovanili non sono passati inosservati. Fischietto in bocca, tuta sportiva in perfetto stile allenatore calcistico, Selma non ha rinunciato al velo in testa come prescrive la religione islamica. Ed è una storia che fa storia, questa. Infatti mai nessuna donna araba era riuscita ad allenare una squadra di uomini.

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La passione per il calcio di Selma Al Majidi nasce quando è molto piccola: va ad un allenamento del fratello minore e si innamora perdutamente di quel gioco con la palla. E’ stregata. Segue minuziosamente ogni movimento che fa eseguire l’allenatore, ogni indicazione che dà a suo fratello e ai suoi compagni; impara tutto a memoria e una volta tornata a casa, sempre insieme a suo fratello, ripropone ogni singolo movimento usando gli utensili della cucina come attrezzi di allenamento. Il calcio diventa la sua vita; segue più partite che può in televisione ed è in questo modo che comincia a capire, a gustare e ad apprezzare il gioco del calcio, sport che in Sudan, il suo paese, era riservato esclusivamente agli uomini.

Come ha dichiarato al sito della Fifa, il sogno di Selma Al Majidi diventa realtà quando le viene chiesto di allenare le squadre giovanili, dall’under 13 all’under 16, del Omduram club Al Hilal. Lei, ovviamente, accetta immediatamente, anche perché, come detto, il calcio femminile in Sudan non esiste. L’esperienza di allenatrice di piccoli ragazzi è fondamentale per Selma, perché come dice lei stessa “è difficile rapportarsi con i bambini, tendenzialmente non ti ascoltano e fanno come vogliono..”. Ma Selma non si dà per vinta e fa tesoro dell’esperienza, che le consente di tenere duro quando si approccia al mondo dei maschi adulti, dove trova molti pregiudizi nei suoi confronti. “La società sudanese imponeva che fossero solo gli uomini ad occuparsi di calcio e sport; dicevano che non c’era posto per le donne”. Ma la storia di Selma è straordinaria anche per questo: essere arrivata dove nessuna donna era mai riuscita e soprattutto aver sconfitto, grazie anche al supporto della famiglia, tutti i pregiudizi nel suo paese.

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E l’apprezzamento per Selma e per il suo lavoro è arrivato anche nel nostro continente, dove la BBC l’ha inserita nella lista delle 100 donne più influenti del 2015. Un altro traguardo prestigioso per la giovane Selma Al Majidi.

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