Finale Europa League: ecco come arrivano le due squadre

Pubblicato il autore: Raffaele La Russa Segui
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Domani si disputa l’atto finale dell’ Europa League.
A Basilea il Liverpool incontrerà il Siviglia ed è una finale inedita in quanto le due squadre non si sono mai incontrate in una competizione Uefa.
Il Liverpool, vincendo, vantando già tre titoli nella stessa competizione (1973-1976-2001), avrebbe la possibilità di raggiungere la squadra spagnola a quota quattro successi.
Il Siviglia, dal canto suo, è la prima squadra europea a disputare la finale per tre stagioni consecutive.
Dopo il Bayern Monaco che nel 1976 vinse per la terza volta di seguito la Coppa dei Campioni, nessuna squadra europea è mai riuscita a raggiungere questo ragguardevole traguardo.
L’eventuale vittoria del Sevilla Fc, inoltre, consentirebbe alla Spagna di vincere la decima Coppa Uefa/Europa League della storia e la farebbe diventare la nazione più premiata nel torneo.
Senza dubbio, oltre ai protagonisti della gara, i più attesi sono i due allenatori : da un lato Unay Emery, 44 anni e nel mirino delle più prestigiose squadre europee,  è diventato celebre per la sua maniacale ossessione del lavoro, conta di diventare il primo allenatore a passare nella storia del calcio per aver alzato quattro tornei continentali di fila, fa della grinta il suo punto di forza.
Perennemente in movimento ai bordi del campo e sempre in grado di aiutare i suoi giocatori a rispettare i dettami tattici preparati per la gara, Emery è diventato il punto di riferimento di tanti giovani calciatori spagnoli transitati a Siviglia prima di approdare in club di prima fascia.
Si pensi, negli ultimi anni, per esempio a Bacca, a Alex Vidal, a Rakitic, valorizzati e poi ceduti a peso d’oro senza che Emery si sia scomposto più di tanto.
Quest’anno, dopo aver perso Bacca, si è ritrovato a giocare di punta centrale con Gameiro che l’anno prima faceva panchina dopo aver fatto panchina anche al PSG ed ecco che quest’ultimo sfodera il suo miglior campionato di sempre segnando 16 reti in Liga e ben otto in sette incontri di Europa League lasciando spesso in panca un certo Llorente.
Sul versante inglese, invece, le attenzioni sono tutte per Jurgen Klopp, tecnico tedesco del quale oramai si conosce pressoché tutto per quanto di eccezionale ha saputo fare col Borussia Dortmund sia in campo nazionale che in campo internazionale nelle precedenti stagioni.
Si può dire tutto del tedesco tranne che gli manchi l’entusiasmo, che è la sua dote migliore: più elevata è la pressione più si agita a bordo campo.
Celebre il suo show durante i minuti finali della semifinale giocata in casa proprio contro la sua ex squadra (ironia della sorte) quando il Liverpool, sotto di due reti, era quasi eliminato al 15° del secondo tempo con i propri tifosi oramai presi dallo sconforto in tribuna.
Solo Klopp credeva nell’impresa e non ha mai mancato di incitare i propri giocatori a crederci sempre: così è stato fino al gol vincente a pochi secondi dal fischio finale.
In quel momento si può dire che Klopp abbia cementato il proprio rapporto d’amore sportivo con la Kop che fino ad allora – causa i risultati altalenanti in campionato, ancora qualche dubbio verso il proprio tecnico lo manifestavano anche se dal suo arrivo il tedesco aveva trasformato i giocatori a sua disposizione..
Adam Lallana è stato, insieme a Philippe Coutinho, il calciatore che più ha beneficiato della cura Klopp dopo la stagione deludente trascorso con Brendan Rogers.
Stessa cosa si può dire di Lovren (mach winner contro il Borussia) e per Emre Can mentre pure lui atteso per una grande gara sarà Daniel Sturridge.
Dalla parte spagnola, invece, oltre al citato Gameiro si attende la solita prova gagliarda di Coke e Rami in difesa mentre a centrocampo i fari saranno puntati sul neo interista Ever Banega  e sul mastino Gregorz Krychowiak e Dani Carrizo.
Oramai l’attesa è quasi finita: parola al campo.
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