9 luglio 2006 – 9 luglio 2016: oggi 10 anni dal trionfo azzurro ai Mondiali a Berlino

Pubblicato il autore: Maurizio Ribechini Segui

9-luglio-744x445Oggi è il 9 luglio 2016 e sono passati esattamente 10 anni dal trionfo azzurro di Berlino: era infatti il 9 luglio 2006 quando il capitano della Nazionale italiana Fabio Cannavaro alzò al cielo della capitale tedesca la Coppa del Mondo dopo una “drammatica” finale contro la Francia.
Qualsiasi italiano che abbia almeno venti anni, ma forse anche diversi tra i più giovani, ricorderà esattamente dove era e che cosa stava facendo nel momento in cui Fabio Grosso tirò l’ultimo decisivo calcio di rigore spiazzando il portiere Barthez, mandandolo in fondo alla rete e permettendo agli azzurri di vincere il titolo mondiale. Molti altri appassionati, fra i quale anche chi scrive, probabilmente ricorderanno addirittura come hanno trascorso l’intera giornata di quella domenica 9 luglio, vissuta tutta con in mente la grande finale che alle ore 20.00 all’Olimpyastadion di Berlino avrebbe contrapposto gli azzurri di Marcello Lippi ai francesi di Raymond Domenech.

Una partita cominciata male per l’Italia, che dopo pochi minuti di gioco si ritrovò sotto di una rete: fallo in area di Materazzi su Malouda, calcio di rigore e Zinedine Zidane fa una specie di “cucchiaio” che rimbalza dentro la porta per pochi centimetri: transalpini avanti. A metà del primo tempo però Marco Materazzi si fece perdonare con un perfetto colpo di testa, su un calcio d’angolo battuto splendidamente da Andrea Pirlo, che si insaccò in rete per l’1-1. Il resto della sfida fu contraddistinto essenzialmente da pochi episodi: un gol annullato all’azzurro Luca Toni in avvio di secondo tempo per un fuorigioco millimetrico, una parata miracolosa di Gigi Buffon su un colpo di testa a botta sicura di Zidane e soprattutto da un altro “colpo di testa” dello stesso capitano francese, ovvero la famosa testata rifilata da Zizou a Materazzi ad epilogo dei tempi supplementari. Un gesto destinato a rimanere nella storia del calcio e che peraltro è stato l’ultima “azione” calcistica della carriera di Zidane, che infatti venne espulso e mandato anzitempo “sotto la doccia” in quella che era (cosa già annunciata da tempo) la sua ultima partita disputata da calciatore.
Poco dopo arrivò la sequenza dei calci di rigore, nella quale gli italiani furono, per una volta, impeccabili e andarono a segno con Pirlo, Materazzi, De Rossi, Del Piero e appunto Fabio Grosso, che ci consegnò il Mondiale grazie all’unico errore dal dischetto dei francesi con lo juventino David Trezeguet che spiazzò sì il suo compagno di club Buffon, ma mandò il pallone prima sulla traversa e poi sulla riga di porta.

Dopo il rigore decisivo di Grosso scoppiò la festa, a Berlino come in tutta Italia. In campo e nelle zone limitrofe si assistette a scene destinate a rimanere scolpite nella memoria degli sportivi italiani: dall’abbraccio di Rino Gattuso a Lippi (a cui urlò “Giura che resti. Se te ne vai t’ammazzo”) nel quale il CT vide cadere i propri occhiali, all’improvvisato taglio dei capelli messo in atto da Massimo Oddo nei confronti di Mauro Camoranesi, fino al tripudio della festa con la Coppa prima in campo e poi negli spogliatoi, dove alcuni degli azzurri “alzarono il gomito”. Il tutto mentre nel Belpaese impazzava la festa e milioni di persone fecero l’alba in giro per le strade e le piazze con tricolori, clacson e qualsiasi marchingegno utile a festeggiare un evento che si verifica, quando va bene, una volta in ogni generazione.

Oggi sono passati insomma già 10 anni da quella magica notte, che tutti ricordiamo con grande nostalgia ma anche con la speranza di tornare presto a poter vivere un’emozione del genere.

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