Calcio e integrazione: a Pasqua in Pakistan il Don Bosco tournament mette tutte le religioni insieme

Pubblicato il autore: marco.stiletti Segui

Il calcio che unisce e che fa superare ogni barriera, andando al di là di qualsiasi etnia o credo religioso. A Khushpur, villaggio del Pakistan, al confine con l’India, inserito nel distretto di Faisalabad, provincia del Punjab, ogni anno si svolge la “All Pakistan Don Bosco Football Tournment“, un torneo di calcio al quale prendono parte giovani cristiani, musulmani e induisti. L’obiettivo di questa iniziativa, la cui prima edizione risale all’anno 2000, è di valorizzare l’importanza dello sport come veicolo per promuovere la pace e il dialogo interreligioso, tenendo lontani i giovani dalla droga e avendo come riferimento San Giovanni Bosco.
L’idea di lanciare questo torneo è stata di padre Emmanuel Parvez, parroco cattolico che pensò a un torneo amatoriale che al gesto sportivo unisse una vera e propria esperienza fatta di fraternità, incontro e dialogo tra giovani. Alla prima edizione presero parte quattro squadre, composte da soli giocatori di fede cristiana. Con il passare degli anni, il torneo calcistico di Khushpur è stato allargato anche ai musulmani, diventando occasione di incontro e di dialogo fra le due comunità. Il torneo da quasi due decenni vede partecipare un tripudio di ragazzi appartenenti ad etnie e religioni diverse.
Quest’anno sono trenta le squadre iscritte al torneo per un totale di centocinquanta giocatori non professionisti che assiepano il piccolo centro agricolo del Punjab, noto come il “Vaticano del Pakistan“, dove la popolazione residente è in maggioranza di religione cristiana. Un’eccezione in un Paese che al 90% è di fede musulmana e che fa registrare appena un 2& di battezzati. Anche gli arbitri e i guardalinee, per togliere ogni dubbio sulla parzialità della manifestazione, sono di religione crisitana e musulmana. Il vero obiettivo è il trionfo dello spirito sportivo e la messa al bando di ogni discriminazione a sfondo confessionale. Un centinaio di volontari garantisce buoni livelli all’organizzazione del Don Bosco Tournament.
A non molta distanza da Khushpur c’è il villaggio di Multan, nella parte meridionale del Punajab, dove in passato oltre 1500 fedeli cristiani furono costretti a fuggire perché a rischio di uccisione di massa. Il vero spettacolo del torneo di calcio, dedicato a San Giovanni Bosco, sta nell’assistere ogni anno alla presenza di tanti giovani che, lasciati i villaggi e le province di appartenenza, arrivano a Khushpur per qualche settimana all’insegna del confronto, del divertimento, dell’amicizia e della preghiera comune.
Il Pakistan ha tanto bisogno di iniziative simili: uno Stato squassato dal terrorismo stragista che colpisce in modo indiscriminato, coinvolgendo scuole, ospedali e università, chiese templi e moschee. E’ ancora forte l’eco della strage di Lahore dello scorso febbraio, firmata dagli estremisti di matrice islamista. Scandali e corruzione, oltretutto, rendono debole il governo federale mentre in larghi strati della popolazione pakistana crescono problemi di natura sociale ed economica dovuti alla mancanza di servizi pubblici essenziali (acqua ed elettricità) non dimenticando i semi di intolleranza che vengono sparsi attraverso i programmi scolastici.

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